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Al via il progetto “RFID Fashion Pilot”

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Parte ufficialmente oggi presso laboratorio RFID Lab dell’Università degli Studi di Parma il progetto “RFID Fashion Pilot”, che si propone di realizzare una supply chain pilota in cui testare l’implementazione della tecnologia RFID e dell’internet degli oggetti nel settore tessile e dell’abbigliamento.

Alla realizzazione del progetto pilota partecipano 5 aziende tuttora aderenti al Board of Advisors (BoA) Fashion, quali Trussardi, Branded Apparel Italia (gruppo DBA), Imax (Gruppo Max Mara), Miroglio Fashion, Dolce&Gabbana Industria. A queste si affiancano due operatori logistici, quali Dhl e Tnt. Tali aziende mettono a disposizione i siti e i capi di abbigliamento su cui effettuare la sperimentazione. RFID Lab si occuperà del coordinamento scientifico del progetto, anche in collaborazione con le università mondiali che aderiscono alla Global RF Lab Alliance Network.

“Il progetto abbraccia un modello virtuoso già utilizzato con successo in RFID Lab per altri progetti pilota in settori affini, e che rende tali progetti particolarmente innovativi e per certi versi unici” – sottolinea Antonio Rizzi, fondatore di RFID Lab e responsabile scientifico del progetto. – “Le aziende partecipanti condividono infatti non solo i costi del progetto ma soprattutto le scelte progettuali, la sperimentazione, e il know how sviluppato”. In altri termini, alcune aziende mettono a disposizione siti produttivi, magazzini e punti vendita per il pilota, ma il progetto ed il know how sviluppato saranno comunque a disposizione di tutto il gruppo di lavoro.

La supply chain di riferimento è rappresentata da un centro di distribuzione (CeDi) e da un punto vendita (PV RFID), di tipo outlet, monomarca. Durante il progetto verranno tracciati circa 30.000 capi di abbigliamento (item) relativi alla collezione primavera-estate 2010. I tag RFID UHF GEN2 saranno applicati su tutti gli item destinati al punto vendita prescelto a livello di cartellino. Il processo di taggatura avverrà presso il CeDi e permetterà a tutti gli attori coinvolti di seguire il flusso fisico degli stessi lungo la supply chain di riferimento, fino alla cassa del punto vendita, e di condividere i dati ad essi relativi mediante l’internet degli oggetti.

Gli obbiettivi del progetto sono molteplici. In primo luogo, grazie alla realizzazione di una supply chain pilota, si intende valutare la fattibilità tecnica dell’implementazione della tecnologia RFID nel contesto del fashion, misurando il livello di accuratezza ottenibile nell’identificazione dei capi nei diversi processi. In secondo luogo si intende quantificare l’impatto economico della tecnologia sui processi logistici e di punto vendita sia in termini di riduzione di ore uomo, miglioramento dell’accuratezza e del servizio al cliente, sia in termini di maggiore affidabilità dei dati di inventario.

“Il progetto RFID Fashion Pilot si pone obbiettivi estremamente ambiziosi in linea con le nostre aspettative attuali. L’esperienza estremamente positiva sulle attività fin qui svolte e su progetti analoghi ci hanno fatto aderire alla proposta con grande entusiasmo ed aspettative” – sottolinea Mario Ori, EDP manager di TRS Evolution.

Pubblicato da Il .

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Rfid Lab Parma

RFID Lab (www.rfidlab.unipr.it) nasce dalla pluriennale attività di ricerca in corso presso l’Università degli Studi di Parma presso il Dipartimento di Ingegneria Industriale. In tale sede si studiano le applicazioni della tecnologia RFID e del sistema EPC nei processi di business. RFID lab si propone come laboratorio d’avanguardia e di eccellenza mondiale, sede delle prime sperimentazioni italiane riguardanti la tecnologia RFID UHF class1 gen2.

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