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Aso ovvero App Store Optimization: i segreti per mettere in vetrina le applicazioni on line

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Per ottimizzare la presenza delle applicazioni online all’interno degli app-store c’è una tecnica: si chiama Aso (App Store Optimization) e consente di posizionarsi al meglio nelle vetrine on line degli Apple e dei Google store.

Ottimizzare la presenza delle applicazioni online con l'App Store Optimization Siamo nell’era del Seo, delle start up e della app, ovvero di quel prodigioso software in pillole, immediatamente pronto all’uso. Fare App Store Optimization può decretare il successo o l’insuccesso di una soluzione. Ottimizzare le applicazioni online all’interno degli app-store ha il suo perché, nel mare magnum di un’offerta in cui gli utenti trovano risposta prima di tutto andando negli store dedicati come Google Play o l’Apple Store (Fonte: Forrester Research), e poi attraverso il passaparola tra amici o la promozione su social e siti web.

Come fare App Store Optimization, dunque? Ecco qualche consiglio.

#1 Scegliere il giusto nome per l’applicazione

Prima regola dell’ App Store Optimization? La scelta del nome da dare alla app realizzata e il perché è presto detto: va a formare il tag title della pagina e la url interna dello store, fattori determinanti della Seo (Search engine optimization) onsite, che contribuiscono al posizionamento nelle Serp (Search Engine Results Page) dei motori di ricerca come Google. Il nome è importante anche per creare brand awareness. Il consiglio è perseguire le logiche dello short and simple, creado un nome accattivante, facile da ricordare e quindi di facilitare il passaparola. Per La lunghezza una perfetta App Store Optimization richiede di stare dai 25 ai 35 caratteri in modo tale da non avere problemi in entrambi gli store. Se l’app è specifica e delimitata territorialmente, diventa indispensabile inserire nel nome anche la città/località/regione a cui si riferisce.

#2 Inserire degli screenshot

Per i fattori di ranking interni e nell’ottica della App Store Optimization è meno determinante del nome e della descrizione ma uno screenshot ben fatto aiuta a convincere l’utente a scaricare o meno una certa app. Lo screenshot deve essere di buona qualità grafica, incuriosire e trasmettere una sensazione di facilità d’uso. Solitamente è opportuno caricare almeno tre o quattro immagini che rappresentino i diversi step d’utilizzo della app. A scatola chiusa non compra nessuno…

#3 Risolvere una descrizione chiara e in target

La descrizione dell’app sta alla App Store Optimization come la meta description di una pagina web sta alla Search Engine Optimization: è importante presentare l’app in maniera semplice e chiara e, se possibile, inserire in modo discorsivo nella frase le chiavi per le quali si compete. Il tono della descrizione deve essere adattato al target a cui ci si vuole rivolgere. L’utente medio non legge tutto: diventano quindi fondamentali le prime due o tre righe.

#4 Attenzione al logo (anche l’occhio vuole la sua parte)

Non è prettamente un aspetto tecnico utile a essere ben posizionati nello store, ma è fondamentale per attirare app store optimization - ricerca forresterl’attenzione dell’utente (ancora più dello screenshot). L’icona è il primo elemento che si visualizza sulla pagina dello store, l’occhio vi cade sopra per pochi secondi: per questo l’immagine deve essere in grado di catturare subito l’attenzione. Una buona icona riesce a rappresentare a colpo d’occhio le caratteristiche dell’app, è originale, creativa e persuasiva. Se all’utente non piace questo elemento, difficilmente proseguirà con il download!

#5 Indicizzazione attraverso parole chiave

Per realizzare un’app di successo è importante anche dedicare attenzione alla ricerca della giusta keyword: occorre inserire delle chiavi di ricerca uniche e rappresentative dell’applicazione. Meglio utilizzarne poche, ma che siano di nicchia. E mai utilizzare più di sessanta caratteri. Fino a qualche tempo fa c’era l’abitudine di inserire nelle keyword i nomi dei competitor, ma attenzione: ora tale attività è bandita e può provocare la cancellazione dallo store!

Altri trucchi della App Store Optimization?

I cinque punti sopra elencati sono fattori di cui abbiamo il totale controllo e che è opportuno ottimizzare al meglio. Per lo store di Google possiamo agire anche offsite, attraverso operazioni di link building, ovvero agganciando qualche link da siti autorevoli, che ci potrà aiutare ad avanzare nel posizionamento. Altri elementi utili per accrescere la visibilità della propria app (sia in Google Play che nell’Apple Store) sono le recensioni e i voti degli utenti: all’inizio si possono invitare i propri amici a dare giudizi (possibilmente imparziali!), in modo da incentivare anche gli altri utenti a partecipare alla votazione dell’app. Sia Google che Apple, inoltre, hanno accesso ad altre informazioni cruciali e possono modificare il ranking dell’app attraverso la valutazione di questi elementi :

  • Ctr: percentuale di clic sull’app rispetto al numero di volte che questa viene visualizzata
  • Disinstallazioni: più frequenti sono, più sarà difficile posizionarsi al meglio

Un’ultima nota: molte persone si trovano in difficoltà nel cercare di capire come sviluppare la propria applicazione perché non sanno a che strumenti affidarsi per studiare il mercato e i competitor. Per risolvere queste problematiche si possono usare alcuni tool (utili in particolare in caso di app sviluppate per dispositivi Apple sul mercato anglosassone) come Flurry e Sensor Tower: non sono la panacea di tutti i problemi, ma sicuramente velocizzano e migliorano il lavoro da svolgere.

Pubblicato da Il .

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Simone Mozzato

Tra i pionieri del Seo e del Sem, Simone Mozzato è digital marketing specialist da oltre 10 anni, lavorando in prima linea sulle strategie di indicizzazione e di posizionamento con un focus particolare sulle problematiche legate all'ecommerce: dalla struttura del sito alla ux, dalla seo alle campagne adwords/facebook complesse, in particolare all'ottimizzazione del checkout.

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