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Applicazioni Rfid: 5 cose che potremo fare entro i prossimi 5 anni

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L’Rfid è oggi più diffuso di quanto non si pensi. Gli analisti parlano di 1.6 miliardi di tag che vengono usati nel mondo. Applicazioni Rfid in una vasta gamma di comparti, dai sistemi di bigliettazione elettronica alla logistica di magazzino o dei trasporti dal controllo delle presenze e degli accessi alla per la tracciabilità degli animali… Molti di noi usano già applicazioni Rfid senza saperlo: i tag sono nelle chiavi delle nostre automobili o in quelle piccole chiavette date ai dipendenti di molte aziende pubbliche e private per facilitare l’uso dei distributori automatici di bevande e merendine.

Un futuro ricco di nuove applicazioni Rfid

Secondo gli esperti, l’anno scorso in Italia sono stati venduti almeno 80 milioni di tag Uhf, utilizzati a vario livello in vari settori, dalla Gdo al manufacturing, dall’entertainment alla Sanità. In futuro l’Rfid sarà sempre più diffuso e pervasivo, anche se probabilmente non ce ne renderemo contro, perché questa tecnologia sarà sempre più integrata nei più disparati ambiti di servizio. Come tutte le tecnologie, infatti, anche l’Rfid continua a evolversi e a diversificare le sue capacità applicative. Eccovi dunque una roadmap dello sviluppo prossimo venturo:

Convergenza di banda

applicazioni rfid nfcOggi i tag si dividono per capacità di banda: Low Frequency (LF), High frequency (HF) e Ultra High Frequency (UHF). Oggi un tag può avere una sola frequenza, ma in futuro potremo vedere tag con tecnologia duale che ci consentiranno di integrare più applicazioni Rfid sullo stesso hardware. Un esempio? Con l’Uhf si potrà curare la gestione logistica di un prodotto mentre con la componente Hf si potranno dare informazioni ai clienti finali tramite tecnologia NFC (Near field communication). Il tutto con chip a basso consumo e, soprattutto, senza dover usare un’alimentazione a batteria.

Integrazione con altre tecnologie

applicazioni rfid saluteUn’altra opzione possibile sarà una generazione di tag dinamici, cioè accoppiati a sensori, che non solo ci consentiranno di potenziare le nostre capacità di monitoraggio dei parametri ambientali o di quelli corporali, ma ci permetteranno anche di realizzare soluzioni assolutamente innovative.
L’unione dell’Rfid e dei sensori integrati a nuovi sistemi di gestione intelligente, infatti, potrà aprire la strada a tantissime nuove chiavi di servizio: basti pensare all’evoluzione della biometria o della domotica relazionata ai disabili oppure all’assistenza agli anziani. Già oggi esistono applicazioni Rfid in cui in ospedale i tag sono applicati al letto del paziente, alla sedia e al tavolino di cortesia per cui se per un certo periodo di tempo questi oggetti non vengono sollecitati da un movimento, indicano un’inerzia sospetta. Applicate su più ampie economie di scala, queste nuove tecnologie miglioreranno l’assistenza da remoto rendendo gli interventi più efficaci e mirati.
Un altro caso sarà quello dell’Harvest Energy, ovvero della raccolta dell’energia che si perde nell’ambiente come, ad esempio, le vibrazioni generate dai veicoli o dai movimenti umani, ma anche le onde presenti nell’etere disperse dalla tv o dai pc. I marciapedi capaci di produrre energia o le discoteche dai pavimenti intelligenti non saranno più dei progetti visionari. Associati ad altre tecnologie, Rfid e sensori ci permetteranno davvero di riciclare questa energia per renderla ancora utilizzabile, favorendo una crescita sostenibile.

Stampa dei tag con stampanti ink-jet di nuova generazione

applicazioni rfid stampaOggi “stampare” l’Rfid è possibile, ma ancora non si è arrivati alla qualità trasmissiva del chip fisico. I tag stampati gestiscono ancora pochi bit di memoria e hanno ridotte capacità prestazionali, con distanza di lettura molto contenute. Nel prossimo lustro si può pensare a un’ulteriore evoluzione delle applicazioni Rfid nel comparto del Printed Electronics in banda UHF, il che significa che si potranno stampare i tag direttamente sulle confezioni o sulle etichette tramite soluzioni ink jet in grado di produrre sia l’antenna che il microchip. La progressiva definizione di nuovi inchiostri fatti con materiali polimerici migliorerà ulteriormente la qualità dei tag, riducendo sensibilmente i costi di produzione, rendendo al contempo più facile una produzione on demand di smart object o item-level-tagging. Insomma una svolta sia per la Grande distribuzione organizzata, ma anche per chi ha bisogno di velocizzare la gestione degli inventari (si pensi a biblioteche, studi legali o notarili, così come i laboratori di ricerca), che potranno introdurre nell’organizzazione sistemi di tracciabilità più evoluti.
La stampa dell’Rfid semplificherà anche la localizzazione, rendendola più economica. Le applicazioni Rfid attuali di  Real Time Location System, attualmente operativi con un tag attivi, cioè potenziati da una batteria, potranno essere migrate su tag di tipo passivo, magari su standard UHF, ancora più precise e puntuali. E magari, quando i prezzi scenderanno, tutti noi potremo stampare in casa le nostre etichette Rfid per archiviare o georeferenziare libri, ma anche attrezzi o utensili che potremo trovare senza difficoltà, utilizzando il nostro smartphone di ultima generazione.

Rfid, dal gaming al social

applicazioni rfid giochiIn passato uno dei problemi alla diffusione delle applicazioni Rfid era la mancanza di una vera standardizzazione. Oggi l’Electronic Product Code (Epc) Generation 2 è progettato per operare a livello internazionale. La terza generazione dei tag Epc offrirà caratteristiche di maggior sicurezza dei dati attraverso sistemi di crittografia ancora più sofisticati del radio link e dei dati a bordo chip, garantendo una maggiore sensibilità (fattore 10) con richiesta di potenza inferiore (0,01-0,1W). I costi sempre più bassi e la qualità delle performance e della sicurezza faranno parte di una cultura sempre più condivisa che favorirà la diffusione dell’Rfid (o della IoT, come preferite chiamarla). Già oggi l’Rfid integrato a braccialetti, collane, spille o qualsiasi altro supporto consente il contatto tra le persone e le cose, attraverso uno scambio di informazioni che passano attraverso la Rete, consentendo tutta una serie di nuove modalità di accesso e di scambio. Ma a trainare lo sviluppo ci sta pensando l’industria dell’entertaiment. Nel gaming ad esempio, alcuni brand che producono videogiochi stanno lavorando alla creazione di personaggi reali, dotati di tag Rfid, che permettono ai giocatori di interagire con le situazioni virtuali, mixando mondo digitale e mondo fisico. Alberghi e parchi dei divertimenti distribuiscono ai loro ospiti braccialetti, badge o collanine equipaggiate con tag Rfid: ci si identifica davanti a dei totem interattivi distribuiti per i vari ambienti di divertimento per accedere immediatamente ai propri siti di riferimento, come Facebook o Foursquare, per condividere le proprie emozioni.

Rfid come porta d’accesso ai servizi in cloud

Rfid-cloudIn futuro telefonini Rfid e smartcard (le stesse carte d’identità e i passaporti elettronici, ma anche fidaty card o badge aziendali) ci permetterano di accedere a nuovi servizi erogati in cloud. Tramite superfici digitali intelligenti distribuite per la città (mezzi pubblici, negozi, uffici, vending machine e via dicendo) potremo consultare siti e ricevere informazioni digitali come documenti o coupon digitali senza passare dalla carta. Essere identificati in maniera univoca non significherà essere tracciati da un Grande Fratello, ma semplicemente essere immediatamente riconosciuti per comunicazioni personalizzate e profilazioni di servizio e di pagamento trasparenti e puntuali.

Ringrazio per la preziosa consulenza Giovanni Codegoni di Lab Id, Massimo Damiani di Softwork, Valerio Elia di SmartId e Marco Locatelli di Eximia.

Microsite di:  / 

Laura Zanotti

Ha iniziato a lavorare nel marketing come copywriter e art director, contribuendo alla realizzazione di spot, videodocumentari e lanci di prodotto. Nei primi anni '80 ha cominciato a collaborare con le prime riviste di informatica e Telco, appassionandosi a tutti quei temi che sarebbero diventati parte integrante della nostra vita quotidiana. Diventata giornalista specializzata nell'Ict, in quasi 30 anni di attività ha intervistato centinaia di Cio, Ceo e manager, raccontando innovazioni, problemi e strategie delle imprese nazionali e multinazionali dei settori più disparati. Come copy writer e ghost writer ha collaborato e collabora con moltissime aziende, tra cui 3Com, Microsoft, Fujitsu e Hp, seguendo da vicino l'evoluzione tecnologica (Erp, Datawarehousing, Business Intelligence, Networking, Security, e-Learning, Cloud, Rfid, Mobile, Internet of Things) e del mondo Web in generale. E ancora oggi continua a farlo...

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