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Bando Europeo. 6 regole per presentare un progetto (e avere buone chances di vincere)

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Ricercatore, insegnante, imprenditore, regista, biologo, cooperante. Qualunque sia la tua professione, esiste quasi certamente un bando europeo (un programma, per dirla in progettese) adatto a te. Districarsi nella miriade di finanziamenti non è semplice, ma se seguirai queste 6 regole avrai tutte le carte in regola per confezionare una proposta di successo.

1: impara a cercare

Fare scouting, per cercare il bando europeo che risponde alle tue esigenze, può apparire complesso. E in effetti lo è se ti mancano alcune semplici tecniche di lettura ed interpretazione. Primo scoglio: non esiste un sito che pubblica ogni bando europeo. Questo perché la Commissione Europea è divisa in Direttorati Generali (le famigerate DG), ciascuno dei quali gestisce uno o più programmi di finanziamento. Ogni programma è univocamente abbinato ad un sito, il tuo punto di partenza, che contiene i bandi aperti, le scadenze, la documentazione e tutto quello che di rilevante c’è da sapere.
Anche conoscere un po’ di gergo tecnico non guasta. Se i programmi sono pianificazioni di ampio respiro e durata (solitamente settennali), gli strumenti per dargli attuazione concreta si chiamano call, che vengono attivate con cadenza periodica (e pertanto sono identificate da numeri progressivi), più o meno annuale, da ogni DG. Adesso ad esempio siamo alla call 9 di ICT FP7 e alla sesta del CIP PSP e dell’LLP.
Le call a loro volta si dividono in call for tenders, gare d’appalto dalle quali stare lontano se sei alle prime armi, e call for applicants, in poche parole i bandi . È su questi che dovrai puntare.
Se ti è chiara questa macro-divisione sei già a buon punto, perché tutte le informazioni menzionate (DG, programma e call) sono racchiuse, sotto forma di sigle più o meno comprensibili, nella riga di testo che identifica univocamente ciascun bando e, quindi, lo spazio virtuale dove trovarlo. Eccoti un esempio dal Settimo Programma Quadro.
Se hai trovato la tua call (rigorosamente for applicants!), sei pronto per usare la seconda regola.

2: leggi TUTTA la documentazione

Ciascuna call per un bando europeo porta con sé un sostanzioso corredo di documenti che – ahimè – vanno letti.
Primo fra tutti il Work Programme (WP) annuale, un mattoncino di un centinaio di pagine che spiega con accuratezza il contesto di riferimento e le linee guida entro cui si inserisce il programma. È nel WP che troverai tutte le call aperte, gli obiettivi, i criteri di finanziamento, la composizione del partenariato (il Consortium, in “progettese”) e le scadenze.
Altrettanto importanti sono le guidelines contrattuali e finanziarie di ciascun programma, che ti aiutano a capire come gestire il tuo rapporto con la Commissione e i partner e come preparare il budget (e poi rendicontare le spese in modo che ti vengano accettate). È meglio leggere tutto prima piuttosto che farlo a progetto avviato perché, fidati: non avrai tempo e voglia di farlo.
Molto importante è l’elenco dei progetti approvati nelle call precedenti E quando avrai terminato queste letture sarai pronto ad accedere al Testo Sacro di ogni bando europeo: il FORMULARIO. Ma leggerlo richiede tempo, quindi…

3: Ogni bando europeo ha un difetto: scade!

bando-europeo-vincere-primiSei veramente intenzionato a partecipare a un bando europeo? Se la risposta è sì, inizia a muoverti con un certo anticipo. Avere un’idea brillante (e saperla raccontare in un buon inglese) non basta. I progetti europei – ma anche tutti gli altri – si nutrono di documentazione: fogli anagrafici, firme che rimbalzano da una parte all’altra del Continente, codici identificativi, budget, business plan, dichiarazioni e certificati. Molti di questi sono semplici ma dannatamente noiosi. L’errore più comune è sottovalutare il tempo che ti faranno perdere. E non c’è cosa più triste che non presentare un progetto perché, all’ultimo momento, hai realizzato che ti manca una firma.
Ma i corridoi di Bruxelles sono meno oscuri di quanto si possa immaginare. Ogni call, infatti, viene pubblicata con almeno 6 mesi di anticipo. Un tempo più che sufficiente per avere un lampo di genio e raccogliere tutte le scartoffie.
Poi , col tempo, imparerai che ciascun programma ha delle scadenze più o meno stabili. Ad esempio, il CIP PSP scade a metà maggio, il LIFE + a luglio, l’LLP a febbraio.
E quando avrai soppesato con cura il lavoro, trova qualcuno con cui dividerlo perché…

4: non puoi vincere un bando europeo da solo

Vincere un bando europeo è sempre frutto di un sapiente gioco di squadra. La preparazione di un progetto destinato a vincere un bando europeo, infatti, richiede competenze e caratteri diversi. Avrai sicuramente bisogno di creativi (il collaboratore che alla macchinetta ti stressa con la sua ultima idea di business) , per trasformare uno spunto in decine di cartelle word, di ordinati (la segretaria più efficiente, che ricorda le cose da fare prima che tu le abbia pensate), per raccogliere e completare tutta la documentazione, e di esperti finanziari (il direttore amministrativo che fa il business plan anche per fare la spesa), per tradurre il progetto in numeri e dargli un valore economico.
Tieni presente che spesso, però, la chiave del successo in un bando europeo è avere in squadra un buon progettista. È quasi sempre un consulente esterno che dovrai pagare o con una quota fissa o con una success fee che di solito corrisponde ad una somma che oscilla tra il 5 e il 10% dei tuoi costi di progetto.
Quando avrai trovato il tuo team interno, è la volta di quello esterno. Tuttavia, ricorda di…

5: non scegliere un partner solo perché ci sta

bando-europeo-vincere-partnerAvere dei partner trusted e competenti è un altro degli elementi essenziali di un buon progetto capace di vincere un bando europeo. Con loro, infatti, dovrai condividere lavoro, tempo, soldi e responsabilità. E non sono cose che puoi fare con il primo che capita!
Le proposte europee prevedono almeno tre partner di tre paesi diversi e ce ne sono alcune che arrivano a contarne almeno una quindicina. La cosa migliore è iniziare a cercare all’interno del proprio network internazionale, ma ci sono una serie di organizzazioni (gratuite) che possono farlo per te. In questo campo Ideal-ist è sicuramente una delle migliori, soprattutto se ti occupi di ICT. Anche le agenzie regionali per lo sviluppo di solito offrono questo servizio a buoni livelli, perché conoscono in genere a menadito ogni bando europeo sulla piazza.
Quando non conosci direttamente i partner, valuta con attenzione il loro profilo e le loro esperienze pregresse. Ovviamente tutto quello che hai appena letto non vale se uno dei partner ti molla a 12 ore dalla scadenza del progetto europeo. In questo caso prendi pure il primo che capita e poi penserai a come gestirlo.
Ormai sai tutto o quasi per presentare una proposta con buone chance di vittoria. L’importante è che tu ricordi quanto sia importante….

6: non farlo solo per soldi

Ti potrà sembrare un’ovvietà o, al contrario, una panzana. Eppure è un elemento fondamentale. Perché tutte le buone idee e i buoni progetti nascono dalla passione. Credi fermamente nel tuo progetto, difendilo, annaffialo giorno dopo giorno e vedrai che ti darà grandi soddisfazioni (e anche un po’ di denaro, se quel progetto europeo finirai per aggiudicartelo).
Se non credi nel tuo progetto non saprai convincere gli altri a farlo, non saprai difenderlo dai reviewer e dagli officer che lo valuteranno, non saprai comunicarlo all’esterno in maniera credibile. Ed è come se non lo avessi mai fatto (ammesso che tu riesca a farlo).
E, soprattutto, ricorda che vincere un finanziamento europeo è solo metà dell’opera. Dopo dovrai gestirlo e farlo funzionare. Questa è la vera sfida.
Per la cronaca, alle professioni elencate all’inizio della tua lettura corrispondono realmente dei programmi di finanziamento. Li trovi qui: Ricercatore, insegnante, imprenditore, regista, biologo, cooperante.

Pubblicato da Il .

Microsite di:  / 

Andrea Riccio

Andrea Riccio è giornalista pubblicista. Da due anni si occupa di progettazione europea al CATTID, centro di ricerca dell'Università Sapienza di Roma.

2 Commenti

  1. fedor 11 aprile 2013 di 01:29 -  Rispondi

    Bene ora ho capito perchè ogni anno tornano sempre indietro centinaia di milioni di euro che nessuno richiede, e guarda caso invece centinaia di alberghi, attivita’, sono aperte con i fondi europei dalla Mafia e nessuno controlla. Se prima ero gia’ anti-europeista adesso non vedo l’ora che qualcuno apra il referendum per uscire dall’Europa, io vorrei sapere che cosa ci stiamo a fare, difficolta’ a reperire fondi (sopratutto per giovani), impossibilita’ (quasi) di lavorare con la laure all’estero perchè non vi è una vera equiparazione, i paesi esteri esportano a bassi costi nel nostro paese perchè il loro stato li agevola nel trasporto dei prodotti (pagandolo lui stesso) fino alla frontiera italiana avendo cosi’ i prodotti loro piu’ competitivi dei nostri, ma io vorrei sapere che stiamo a fare i Europa solo per ingrassare le banche tedesche ?

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