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Città intelligenti: la sfida non è solo tecnologica

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Dopo anni di sperimentazioni, progetti e applicazioni tecnologicamente avanzate, sembra farsi finalmente strada il processo che vede le città diventare ”intelligenti”. Quali sono tuttavia le caratteristiche che definiscono una “Smart City”?

Se ne parla a Roma, il 7 luglio 2011 presso la British School di via Gramsci 61, dove Glocus ha organizzato un evento che raccoglie tecnici, aziende, università ed esponenti del governo per ragionare allo sviluppo di un progetto coerente ed integrato.

“Il dibattito in atto sulle città digitali – ha spiegato Carlo Maria Medaglia, Responsabile Area Innovazione Glocus e coordinatore Scientifico delle attività di ricerca dei laboratori del Cattid -, dimostra tuttavia che la tecnologia non rappresenta la conditio sine qua non, ma è uno strumento abilitante che contestualmente va supportato da altre iniziative importanti quali la sostenibilità ambientale e il risparmio energetico. Per sviluppare una città digitale è necessario riconvertire i servizi e le infrastrutture a favore del territorio e della società civile. Per realizzare un progetto di tale portata, è opportuno delineare un modello di business organico e coerente, tecnologicamente integrato e interoperabile, in grado di gestire ed erogare nuovi servizi. Alcune città italiane hanno già dimostrato di essere pronte ad interpretare i cambiamenti, ma il quadro normativo è pronto a supportare ed accompagnare questa nuova fase?”.

Glocus, think tank indipendente creato nel 2003 che elabora progetti e proposte per la promozione dell’innovazione e della modernizzazione economica, sociale e istituzionale dell’Italia in un contesto europeo in occasione dell’evento intende dunque promuovere il dibattito e il confronto per fornire alla “politica” idee per le “politiche” (policies), valorizzando il patrimonio di proposte e di esperienze maturate da chi opera nel mondo delle imprese, della finanza e delle professioni.

“Attingendo alle risorse del proprio network – ha concluso Medaglia – costituito da manager, imprenditori, professionisti, parlamentari, accademici e cittadini, oltre che a una rete di contatti e relazioni con istituzioni e think tank internazionali, cooperiamo con imprese, associazioni e centri di ricerca europei per costruire un insieme di politiche basate su una visione del futuro e su un sistema di valori rinnovati che ridiano slancio a un paese ancora incerto fra la dimensione delle nuove sfide e l’eredità delle vecchie ideologie. Le smart cities, infatti, potranno diventare realtà funzionali ed efficienti solo se si riusciranno ridefinire le prospettive e le linee guida di una governance orientata al futuro”.

Microsite di:  / 

Rfid Lab Roma

Il CATTID (Centro per le Applicazioni della Televisione e delle Tecniche d’Istruzione a Distanza) dell'Università degli Studi di Roma “La Sapienza”, è strutturati in “Laboratori” tra i quali quello RFID Lab, un laboratorio di test e integrazione per tecnologie di Identificazione a Radio Frequenza. All’interno dell'Università “La Sapienza”, il RFID Lab integra le proprie competenze con quelle del Dipartimento di Controllo e Gestione delle Merci e del loro impatto sull’ambiente (ora Dipartimento per le Tecnologie, le Risorse e lo Sviluppo) della Facoltà di Economia, del Centro d’eccellenza per i Trasporti e la Logistica della Facoltà di Ingegneria e del Pictorial Computing Laboratory della Facoltà di Scienze Matematiche, Fisiche e Naturali.

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