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Creare qr code. Ecco i 5 flop più clamorosi di chi li ha creati… e usati (male)

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I QR Code stanno per compiere vent’anni, ma soltanto da poco sono stati scoperti dagli uffici marketing, che hanno iniziato a usarli sempre più frequentemente. Il motivo? Sono in sistema più facile ed economico per spingere un consumatore dotato di smartphone a visitare un sito web partendo da un altro media (un’affissione, uno spot televisivo, un telefono cellulare…). Nel 2011 creare qr Code è diventata una prassi in molti paesi, Italia compresa e il trend non accenna a diminuire. Ma come vedremo fra poco, non basta pubblicare un codice per garantire il successo di una campagna promozionale. Anzi, a volte un quadratino bianco si trasforma in un boomerang. I 5 esempi qui sotto si riferiscono a campagne di marketing lanciate nel 2011 da brand molto noti, che con errori da principianti hanno fatto sorridere (invece di comprare) mezza Rete.

Red Bull

creare qr code red bullIl produttore della celeberrima bevanda energetica ha tappezzato le metropolitane americane con una campagna di affissioni molto bella e sofisticata, che offriva la possibilità di consultare un apposito QR Code. Ottima idea, se non fosse che nella maggior parte dei treni e delle fermate del metro statunitense non c’è connessione. Senza web, nessun codice interattivo può fare il suo dovere.

Nirvana

Per promuovere il ventesimo anniversario dell’album Nevermind, la casa discografica che segue il gruppo rock Nirvana ha lanciato una campagna di affissioni. Bella, elegante, capace di colpire al cuore gli appassionati, e con un QR Code unico nel suo genere: non quadrato e bianco come tutti gli altri, ma giallo, tondeggiante e artistico. Un po’ troppo artistico, a dire il vero, visto che praticamente nessun dispositivo è stato in grado di leggerlo.

Esquire

Ancor più grottesco l’errore commesso da Esquire (la foto non si riferisce all’errore in questione). Il popolare magazine americano ha posizionato il proprio QR nello spazio riservato alla casella postale, confondendo i lettori, più che aiutarli. Postini che provavano a leggere il QR Code con lo scanner per i codici a barre, lettori che si stupivano per il sorprendente passo in avanti tecnologico del servizio postale americano. E nessuno che capisse cosa fare con quel quadratino bianco pieno di puntini neri…

Waitrose

Sorte simile per i telespettatori della pubblicità Waitrose. La celebre catena di supermercati britannici ha messo un codice bidimensionale al termine del suo spot televisivo: ma il codice appariva in video soltanto per due secondi ed era perciò inutile.

Continental Airline

Divertente e surreale il caso della compagnia aerea Continental, che ha tappezzato la sua rivista di bordo di QR Code con con i clienti avrebbero dovuto poter comprare prodotti con un semplice click del loro smartphone. Peccato che tutto ciò avvenisse, appunto, in volo, quando ancora non esisteva la connessione wireless a disposizione dei passeggeri.

Insomma: in un’era di sperimentazione anche i guru del marketing possono incappare in errori grossolani. Ma l’esperienza insegna. Ecco quindi 5 regole d’oro da tenere presente se state pensando di usare i QR Code per migliorare l’efficienza di una campagna pubblicitaria o di marketing.

Prima regola per creare qr code

Affidatevi ai generatori automatici di QR Code. Ce ne sono di vario tipo, come il sito QrcodeItaly, oppure quelli offerti, sotto forma di app, dai diversi sistemi operativi, come Windows Market Place e Android Market. Ma anche una buona dose di senso pratico aiuta ad evitare il rischio di fallimento. In fondo, il codice bidimensionale può essere un amico prezioso. Ecco le cinque regole anti-flop. Accertatevi anche che il codice sia leggibile dal maggior numero di dispositivi possibile: non solo iPhone, ma anche Android, Blackberry e Windows Phone.

Seconda regola per creare qr code

Prestate attenzione alle dimensioni e alla chiarezza del codice, che va cambiato a seconda del medium: tv, etichette e manifesti necessitano di QR diversi e pensati appositamente.

Terza regola per creare qr code

Fornite agli utenti una ragione precisa per leggere il vostro codice: offerte, promozioni e premi particolari possono essere un buon viatico per l’uso del codice bidimensionale.

Quarta regola per creare qr code

Assicuratevi che il sito web a cui il codice fa riferimento sia facilmente navigabile da tablet e smartphone, perché sarà attraverso quelli che i vostri potenziali clienti o lettori lo vedranno.

Qiunta regola per creare qr code

Assicuratevi che il codice sia tracciabile, per poter monitorare la vostra clientela. In questo modo sarà più semplice verificare gli accessi al sito e progettare al meglio il vostro piano marketing.

Ultima regola per creare qr code

Soprattutto: osservate gli errori degli altri e fate il possibile per non ripeterli!

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Stefano Pini

Nato in provincia di Bergamo nell’inverno del 1983, si laurea in Lettere all’Università degli Studi di Milano. Scrive di media e comunicazione per diverse testate web. Si occupa anche di poesia e letteratura.

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