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Customer experience e Qr code: dal panino al camerino 6 novità nello smart tagging

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Customer experience e smart code, anzi Qr code. Usati per la trasparenza informativa, la salute, l‘infotainment turistico, ma anche per un servizio assistito in negozio che vi permetterà di scegliere e persino di acquistare un paio di jeans perfetti (senza passare dal commesso).

customer-experience-qrcode

La distribuzione (e non solo la distribuzione) ha finalmente capito che dietro ai Qr code è possibile progettare servizi incredibili per veicolare la customer experience verso un’acquisto più consapevole e gratificante. Ecco le ultime 6 idee, dalla più banale alla più innovativa (tutte perfettamente funzionanti).

1) Customer experience & Qr code in casa McDonalds

Costumer-experience-qr-codePer conoscere gli ingredienti e le calorie del panino imbottito, delle patatine o di qualsiasi altra cosa che state mangiando, vi basterà fotografare il grafico cubiforme stampigliato su ogni singola confezione.
Così MacDonalds sceglie la trasparenza e cambia la filosofia, trasformando il messaggio nutrizionale a favore di una maggiore fruibilità delle informazioni.

Quei dati che una volta si trovavano sul retro della tovaglietta di carta su cui mangiate quando consumate nel locale, li troverete presto sublimati in un qr code. Smart packaging e customer experience in una nuova applicazione del codice bidimensionale che porta nella ristorazione un maggiore servizio.

2) Customer experience & Qr code in casa MADgreens

Costumer-experience-qrPassiamo all’America, dove il Qr code nel retail sta diventando un asset (e pensare che fino a qualche anno fa erano proprio gli Stati Uniti ad essere i più refrattari all’uso del Qr code. Poi dal 2010 le cose sono cambiate).

MADgreens, catena di ristoranti salutisti di Denver, Colorado, utilizza lo smart code per portare i clienti che utilizzano uno smartphone su una pagina speciale.
Il menu, infatti, propone ai clienti una sezione in cui è possibile segnare gli ingredienti a cui sono allergici. In automatico, il sistema elabora e propone i piatti MADgreens che non hanno alcuna di queste sostanze allergizzanti, in modo da consentire a chi ne è affetto, di evitare reazioni pericolose o anche solo spiacevoli.

Il servizio informativo tramite Qr code è dunque tra i più all’avaguardia, considerando il numero di persone allergiche che ogni anno aumentano sia perché finalmente si è identificata la causa di alcuni malesseri, sia perché il livello di informazione e di condivisione di queste informazioni è diventato finalmente condiviso. E anche una app col Qr code può fare una grossa differenza rispetto alla qualità della vita di una persona.

3) Customer experience & Qr code sui marciapiedi di Rio

customer-experienceNell’era dei graffiti e dei billboard, uno dei vantaggi dei qr code è che si sposano bene con l’arredo urbano. A Rio de Janeiro l’amministrazione pubblica ha deciso incastonarli  nei marciapiedi che costeggiano la nota spiaggia carioca per dare informazioni sulla città ai turisti di passaggio (o ai cittadini in vena di cultura).

Come mosaici istruttivi, i qr code possono così incontrare la videocamera del telefonino o del tablet e raccontare una serie di cose sulla storia e l’arte della città. Ma non solo.

Nella vicina spiaggia di Arpoador, detta lido del diavolo per le grandi onde che ogni anno richiamano 2 milioni di visitatori tra surfisti e turisti, il qr code racconta miti e leggende nate attorno a quel litorale in: portoghese, spagnolo ed inglese (il qr code è poliglotto, infatti).

In prospettiva, i qr code potrebbero anche essere usati come segnalatori di pericolo per zone a rischio, che invece di inibire il passagggio, spiegano proprio nel dettaglio i rischi a cui una persona potrebbe andare incontro. Rafforzando la consapevolezza della customer experience con il miglior sistema del mondo: un video (dato che il Qr code può rimandare a un Url che riposta qualsiasi tipologia di contenuto multimediale).

4) Customer experience & Qr code per Gm e la sua auto elettrica

customer-experience-qr-codeCustomer experience confusa davanti all’innovativa auto elettrica di cui ancora si sa troppo poco per capire come funziona e quali sono le sue caratteristiche veramente innovative.
Così General Motors ha deciso di favorire la customer experience con i qr code per spegare Chevy Volt, la nuovissima eco-car delle meraviglie, che fa bella mostra di sè negli showroom.

Applicando un apposito sticker sulla portiera, infatti, la gente eviterà di dover chiedere informazioni ai commessi. In questo caso il qr code supporta la customer experience fungendo da personal shopping assistant. O meglio, una variante chiave di un libretto di istruzioni/informazioni in cui collezionare le Faq più frequenti e molto altro ancora.
La campagna di mobile marketing gioca sulla prossimità con nuove regole di ingaggio, sfruttando lo smartphone o il tablet come canale di comunicazione a valore aggiunto.

5) Customer experience & Qr code per Alpina e l’info-plus

Customer-experience-qrcodeFlyer o brochure di prodotto nell’era dell’informazione digitalizzata sperimentano la cross-medialità per essere davvero al passo con i tempi (e soddisfare meglio le esigenze della shopping experience che vuole maggiori informazioni per essere convinta all’acquisto).

Alpina, che di tosaerba e attrezzi da giardino ha una profluvio di offerte, ha deciso di utilizzare un Qr code non solo su ogni singolo prodotto, ma anche su tutti gli imballi.

Smart brochure e smart packaging consentono, grazie al qr code, di visualizzare video, ma anche il manuale utente per la manutenzione e non solo: risolvendo la customer care in maniera completa, il codice offre anche la mappa interattiva del service piu vicino.
Il servizio è multilingua, ed è integrato con il sistema informativo aziendale (capitalizzando il processo per formulare schede di prodotto create in maniera dinamica, attingendo al Crm aziendale).
I contenuti sono visibili su smartphone e tablet, in maniera responsive, in modo che i contenuti si adattano automaticamente al tipo di dispositivo su cui visualizzare i contenuti.

6) Customer experience & Qr code per Hointer e il jeans self-service

Il jeans, come la scarpa, non è un capo ma uno stile di pensiero. Lo sa bene Hointer che per venderli ha analizzato la customer experience al punto da capitolare, rinunciando al commesso per trasformare il servizio in autentico fai da te. Come? Trasformando la jeanseria in un concept store ad alta innovazione. 150 modelli diversi, esposti con un qr code che consente di scegliere la taglia e di visualizzare in quale camerino si può fare la prova.

Il magazzino automatico preleva il capo e in 30 secondi provvede a farlo trovare al cliente nella fitting room preposta. E se va bene, la transazione la si fa direttamente lì, nel camerino dotato di Pos per le carte di credito. Il tutto senza passare dal commesso o dalla cassa tradizionale. All’insegna della massima discrezione.

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Redazione The Biz Loft
Redazione The Biz Loft

La redazione di The Biz Loft coordina la produzione di approfondimenti, video e inchieste per Rfid Italia e Sbiz, Fashion 2 e 1 Minuto.

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