Digital strategy e social experience con l’Rfid: il villaggio globale come una gigantesca Ibiza

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Digital strategy e social experience sono diventate nel giro di qualche anno componenti fondamentali di molti piani aziendali. Facebook in particolare, è stato trasformato dal marketing in una sorta di gigantesco Club Med virtuale, in cui la gente, come in un villaggio turistico, chiacchiera e conversa tra un Mi Piace e un contest che attraverso il gioco genera approvazione, promozione (e brand awareness). La cosa curiosa è che spesso il modello riesce a potenziare anche realtà che già sono già in partenza in un cocktail di divertimento ed engagement. Ma a quanto pare non basta mai: ed ecco che allora arriva l’Rfid come nuovo anello della filiera legata a una migliore digital strategy.

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Il villaggio globale è un po’ come un villaggio turistico

Per capire l’entità del fenomeno, diamo un’occhiata ai mercati dai grandi numeri come gli Stati Uniti. I mega festival musicali americani, ad esempio, da tempo programmano digital strategy a tutto campo arrivando a offrire alla gente una social experience evoluta. Insomma gli accendini sono stati sostituiti dai display dei cellulari accesi, ma non solo. Uno degli ultimi esempi con l’Nfc e i braccialetti con i tag Rfid è il Bonnaroo Music&Arts Festival, tenutosi come ogni anno in Tennessee, che quest’anno ha accolto i suoi 80mila partecipanti con una novità tutta tecnologica. La digital strategy sottesa al progetto era che tutti potevano postare su Facebook le loro vicende giornaliere (per un totale di un milione e mezzo di social impression nei 4 giorni dell’evento).

digital-strategy-entertaimentRispetto alla modalità tradizionale in cui al concerto si va con l’Rfid per migliorare la gestione degli accessi, la digital strategy è stata progettata su una condivisione che invece di avvenire tramite smartphone avveniva tramite migliaia di braccialetti Rfid (e circa 20 postazioni social per la lettura contactless distribuite per le varie aree del Festival.

“È stato davvero divertente – racconta Chad Issaq, executive vice president di Superfly Presents, l’organizzatore del festival – vedere una fila di appassionati di musica attendere di strisciare il braccialetto su un totem interattivo e condividere il loro entusiasmo via social. Ci ha fatto capire quando Facebook e compagni sia diventati un mezzo di comunicazione fondamentale nella vita di ognuno di noi, senza cui un’esperienza non è soddisfacente al 100%”.

Su 80 mila persone presenti e munite di braccialetto solo 6mila hanno deciso di non registrarsi online, mentre i restanti 74mila hanno apprezzato la possibilità e popolato di conseguenza i loro profili social in modalità live sharing. Interessante anche la cosponsorizzazione della tecnolgoia che ha fatto scendere in campo niente meno che Ford.

L’importanza dell’Rfid  nella digital strategy

digital-strategy-rfidIl battesimo Rfid del festival era avvenuto già nel 2011 in collaborazione con Intellitix, ma l’integrazione con Facebook si era dimostrata rudimentale, poiché richiedeva una registrazione precedente all’evento. In quel caso l’iniziativa era sponsorizzata da Ford, che aveva messo in palio per l’occasione un’autovettura, oltre a ingressi nei backstage e merchandising in esclusiva. Circa 55mila persone hanno partecipato all’estrazione mentre 10mila hanno dato il consenso a ricevere newsletter e informazioni commerciali via email da parte di Ford, che ha beneficiato di pubblicità gratuita su Facebook, grazie alla dicitura del check-in online: Checked in by Ford Escape. Tuttavia il focus di Bonnaroo non sono i motori, ma la musica. Il festival offre 5 palchi e ospita ogni anno artisti del calibro dei Beach Boys, Radiohead e Red Hot Chili Peppers.

Gli organizzatori hanno pensato bene di piazzare 2 postazioni Rfid vicino ogni palcoscenico, per consentire il check-in line e indicare quale artista si stava ascoltando. Alla fine della giornata un sistema automatico ricapitolava i concerti a cui la persona aveva assistito e le restituiva la playlist grazie alla collaborazione con Spotify. Questa digital strategy che ragiona modello Ibiza, per una gestione di una movida estesa 24×24 ai social network, stupisce il consumatore e lo fa consumare attraverso formule di ingaggio all’insegna del divertimento, ma anche della sponsorizzazione spontanea. La digital strategy, alla fine, è fatta per trasformare i consumatori in prosumer soddisfatti. I dati finali del Bonnaroo experiment? 250mila click, 20mila foto postate, 1.9 milioni di Like e 1.4 milioni di commenti pubblicati…

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