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Distributori automatici: futuro collegamento fra negozi ed e-commerce?

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Distributori automatici: in Italia non conoscono crisi. Mentre quelli per le sigarette sono in odore di censura, tutti gli altri vanno a gonfie vele (in Lombardia il mercato è cresciuto dell‘8,5 per cento in un solo anno fra il 2010 e il 2011). E vendono di tutto, dai mazzi di fiori agli iPod, dai piatti pronti alle bibite, dai jeans ai romanzi, dal succo d’arancia alla pizza appena sfornata. Un mercato che da lavoro a più di 3 mila imprese, il 67 per cento delle quali è gestito da persone fra i 30 e i 49 anni. Un business fatto da giovani. E in crescita.

E se tutto questo rappresentasse solo l’inizio di un fenomeno più ampio destinato a incidere sensibilmente, forse prima di quanto ci immaginiamo, sul tessuto commerciale?

distributori-automatici-e-commerce

 

 

L’altra faccia del commercio elettronico

I distributori automatici sono macchine collegate a una presa di corrente, che possono essere connessi anche a Internet quasi con altrettanta facilità e, ormai, senza spendere una fortuna. Questo li rende potenzialmente una specie di sito di e-commerce al contrario: con un sito Internet si possono vendere prodotti in tutto il mondo da un posto solo, con i distributori automatici si possono vendere in un posto solo prodotti da tutto il mondo. Il distributore potrebbe, presto o tardi, diventare la propaggine fisica di un negozio elettronico.

Anello di congiunzione commerciale fra rete e territorio? Graal della vendita glocal? Solo un ammasso di acciaio destinato ad andare in pensione come la macchina da scrivere e l’Atari? A te la sentenza. Ma prima di pronunciarti, dai un’occhiata a questi dieci esempi di come i distributori automatici (le vending machine, se vuoi trovare tanti risultati su Google) possa cambiare (in meglio) usando un po’ di rete, high-tech e creatività.

Swap-o-Matic – Distributori automatici di sostenibilità

distributori automatici swap-o-maticSono anni ormai che associazioni di ogni genere sono alla ricerca di un sistema efficace per consentire alle persone di scambiarsi cose usate. Ci sono i siti come eBay e Secondamano, che funzionano, ma sono complicati. Ci sono i negozietti specializzati: ottimi, ma troppo pochi e a volte difficili da raggiungere. E adesso c’è Swap-o-Matic, che contiene un’idea brillante. Di fronte a questa macchina, che può essere posizionata un luogo fisico qualunque (un negozio, un centro commerciale, una piazza), chiunque può depositare un oggetto e ricevere in cambio dei crediti. Con quei crediti (oppure accumulandoli) può comprare su quella stessa macchina un altro oggetto di cui, al contrario del primo, ha bisogno.

Un distributore automatico di wi-fi

distributori automatici freemobileIn Giappone è stato recentemente lanciato un distributore automatico che invece di vendere panino o bibite distribuisce connettività. Freemobile permette di pagare per ottenere 30 minuti di connessione wi-fi fino a 50 metri di distanza. Al log-in, l’utente viene indirizzato su una pagina da cui può scoprire le offerte dei locali e dei negozi nelle vicinanze. Ma la connessione può essere usate anche per altre attività (navigazione sul web, posta elettronica, Skype eccetera). La Asahi, la società che lo ha inventato, ha in programma di installare mille Freemobile in tutto il Giappone entro la fine dell’anno.

Hai sete? Pedala!

distributori automatici activateIn California, nel centro di Los Angeles, c’è un distributore automatico che regala una bibita a chi è disposto a pedalare per trenta secondi su una cyclette posizionata di fronte al distributore. Modello di business? Nemmeno l’ombra: il distributore, che si chiama Activate, è parte di un’iniziativa senza fini di lucro di un’azienda che vende bibite energetiche e che punta a promuovere l’importanza del movimento fisico in un paese famoso per il tasso di obesità. Ma Activate rappresenta comunque un ottimo esempio di come un distributore automatico possa diventare utile e creativo anche in una campagna di marketing.

Dacci un Like e regala una Pepsi a un’amico (o al primo sconosciuto che passa)

pepsi-social-distributori automaticiÈ uno dei distributori automatici che più hanno fatto parlare di sé nel 2011. L’ha inventato la Pepsi Cola, ispirandosi a un’idea applicata in Germania un paio d’anni fa. La Social Vending Machine sembra un normale distributore automatico di bibite, ma è integrato con Facebook. Chi lo usa può scegliere se comprare una Pepsi per sé, oppure se regalare a un amico (di Facebook) un buono per prelevarne una gratis, oppure ancora se regalarne una al primo sconosciuto che passa. L’iniziativa ha avuto un grande successo e adesso la Pepsi sta studiando una nuova versione di questa macchina, capace di integrarsi con altri famosi social network.

Un distributore automatico a disposizione dei contadini della zona (in Germania)

distributore-automatico-prodotti-localiÈ attivo in Germania già dal lontano 2009 un distributore automatico che vende ai passanti cibo prodotti da contadini e allevatori della zona in cui si trova. Una specie di farmers market automatizzato. In questo caso la tecnologia non è diversa da quella di un distributore automatico normale. Quello che cambia è il modello di business: non cibi standardizzati (come nei distributori delle stazioni italiane), ma un sistema efficiente che ottiene due obiettivi: offre nuove opportunità di vendita ai produttori locali e mette a disposizione dei passanti cibi più genuini. Il passo successivo potrebbe essere permettere agli acquirenti di comprare non solo il cibo effettivamente presente nel distributore, ma anche di ordinare qualcos’altro e farselo recapitare a casa.

Pubblicato da Il .

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Paolo Conti

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