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Fringe benefit: i bonus aziendali a cui non avevi pensato

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È stato il maggiordomo! Niente omicidi: parliamo di chi ha fatto la fila alla posta per pagare le bollette (di qualcun altro) o è andato a prendere a scuola i figli (di qualcun altro). È il maggiordomo aziendale, uno dei nuovi fringe benefit che le aziende concedono ai propri dipendenti: come Edenred, che per due giorni alla settimana ha assoldato un tutto-fare il quale sbriga le commissioni extra-lavorative dei dipendenti. L’efficiente e solerte signore di cui sopra, però, non è l’unica figura che le aziende hanno deciso di assoldare per rendere più semplice la vita dei propri lavoratori: la Bracco ha scelto un fringe benefit formato assistente sociale per chi ha genitori non autosufficienti, Codevintec offre babysitting per i figli dei dipendenti durante le vacanze estive e natalizie.

I fringe benefit “non convenzionali” che le aziende mettono a disposizione dei propri dipendenti, sono davvero di tutti i tipi: complice la crisi, infatti, se da una parte – negli ultimi anni – si è registrata una netta riduzione degli stipendi, dall’altra l’offerta di benefit è cresciuta e ha sterzato di netto verso la creatività.

Quando il fringe benefit è… “la zappa sui piedi”

fringe benefit timberlandMa non pensiate che si tratti solo di trovare qualcuno che “lavori” per i dipendenti. Molte imprese infatti, come benefit hanno pensato bene di regalare ai propri lavoratori una bella zappa. E un orto aziendale. Altro che palestra: manager, quadri e segretarie, tutti a lavorare la terra. L’ultima moda americana in materia di fringe benefit è questa. Oltre oceano sono convinti che coltivare un orto unisca il team di lavoro: nel constatare con orgoglio la crescita sbalorditiva delle proprie zucchine ci si dimentica delle gerarchie e zappando-zappando si diventa una squadra affiatata. Oltre che con il fiatone. Ovviamente le prime aziende ad avere un orto privato sono state le più unconventional, come Google e Yahoo. In seguito anche la PepsiCo, la Toyota di Georgetown e il grande magazzino Kohl di Milwaukee hanno aderito a questo spirito contadino. La Timberland, invece, ha realizzato un victory garden (video) coltivato a ortofrutta nel prato antistante la propria sede: non fa zappare i dipendenti, ma vende loro ottima verdura biologica, il cui ricavato è donato alla Banca del cibo del New Hampshire. Salutisti e generosi.

Da Goldman Sachs si cambia sesso

Bank of America, Deutsche Bank, Wachovia, Microsoft e General Motors offrono come fringe benefit trattamenti per i dipendenti transgender, ma la banca d’affari americana Goldman Sachs batte tutti: offre un fronge benefit che può arrivare a pesare sulle casse della società ben 150 mila dollari. Per cosa? Per cambiare sesso: compresi nel prezzo intervento chirurgico, iniezioni di testosterone e cure farmacologiche postoperatorie.

Do ut des, versione 2.0

fringe benefit non profitLo abbiamo detto, si sa: c’è crisi. Ecco che molte aziende italiane hanno fatto di necessità virtù e si sono date a un baratto tutto particolare. Alla ricerca di benefit convenienti per sé e per i propri dipendenti – coordinate da Eudaimon – hanno realizzato una piattaforma su cui condividere i propri servizi a prezzi super vantaggiosi dedicati esclusivamente ai rispettivi dipendenti. Edison, Wind, Mediaset, De Agostini, Martini & Rossi, Merck Serono, Telecom Italia, Intesa Sanpaolo, Skf, Lavazza: alcune tra le più grandi realtà imprenditoriali del nostro Paese hanno aderito a questo progetto, che intende aumentare il potere d’acquisto dei lavoratori fornendo servizi (o prodotti) scontatissimi utilizzando la propria produzione interna. Della serie “se tu mi dai quel libro a metà prezzo, io ti offro un buon caffè sottocosto”.

No sleeping company: il lavoro (con il fringe benefit) non dorme mai

fringe benefit dormireSi sta diffondendo anche in Italia questo modello di gestione aziendale, che vede i dipendenti rimanere in azienda non soltanto nell’orario di lavoro. L’ufficio come una succursale di casa. Grazie a bar o mense aziendali si può fare colazione direttamente in ufficio oltre che passare la pausa pranzo indoor, ma non solo: palestra convenzionata e massaggiatore sono benefit sempre più frequenti, così come il nido aziendale per avere vicino la prole anche nell’orario di lavoro. Questi bonus sono forse meno originali, ma cari imprenditori, se volete accontentare i vostri dipendenti prendetene atto: secondo un’indagine di PagePersonnel, in vetta alle preferenze dei lavoratori – con il 26% degli intervistati – vi è proprio un buon servizio di mensa aziendale… il costo della pausa pranzo, infatti, è considerata una delle voci che più incidono sul bilancio di fine mese. Non solo gli italiani sono attenti al costo del packet-lunch: il Methodist Hospital System, ad esempio, regala a ognuno dei suoi 10.481 dipendenti una tessera prepagata del valore di 200 dollari da spendere al supermercato, mentre il FactSet Research Systems assicura pasti gratis dal lunedì al giovedì, mente il venerdì invita i propri dipendenti a mangiar fuori, per uscire dagli schemi e socializzare in vista del weekend.

Chi più fringe benefit ha, più ne metta

Di bonus stravaganti ce ne sono davvero tanti in giro per il mondo. In Italia vanno per la maggiore i corsi di scrittura creativa e quelli per diventare sommelier, oltre che al check-up completo per tutta la famiglia.
All’estero, soprattutto in America, c’è invece chi per i propri dipendenti vuole uno stile di vita green, come Genentech, che offre un incentivo di quattro dollari al giorno a chi si reca in ufficio a piedi, in bici o con i mezzi pubblici. Altri puntano al raccoglimento zen – come eBay, che a San Josè dispone di stanze con tatami e cuscini per la meditazione – o chi bada al sodo, come Camden Property Trust che garantisce uno sconto del 20% sull’affitto della casa e Erickson, che in un guizzo di aziendalromanticismo offre ai dipendenti addirittura la cappella per sposarsi. Chesapeake Energy, invece, regala ai suoi 5.752 impiegati il brevetto da sub. Dove? Nella piscina olimpionica aziendale. Che forse sarebbe già un gran bel benefit di suo.

Microsite di:  / 

Francesca Carli

Francesca Carli è una giornalista pubblicista

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