Archivio, Social Media

Ha ancora senso aprire un blog nell’era di Facebook?

12 231

Ci sono aziende, come la Apple, che annunciano ogni propria novità come una rivoluzione. Altre, come Google e Facebook, che le introducono in sordina, quasi sottovoce, modificando, un pezzettino alla volta, il modo in cui lavoriamo e comunichiamo.

Da qualche tempo a questa parte Facebook sta promuovendo su pagine e profili una funzione vecchia come il mondo: i feed RSS: se su Facebook c’è una pagina (o una persona) che ti interessa, puoi cliccare su un pulsantino e restare aggiornato da quel momento in poi su tutto quello che vi viene scritto o che dice.

Il fatto è che i feed RSS sono stati (e restano tuttora) il principale strumento di promozione dei blog, giornali personali nati ufficialmente nel 1997 quando Jorn Barger, un commerciante americano appassionato di caccia, decise di aprire una propria pagina personale per condividere il suo hobby. Se ne trovavi uno che ti interessava cliccavi sull’icona del feed e creavi un collegamento monodirezionale permanente. Ti abbonavi, di fatto, al suo giornale. Oggi quindi, di fatto, una pagina su Facebook è a tutti gli effetti un concorrente (molto agguerrito, in effetti) di un blog. È quindi lecito domandarsi: ha ancora senso aprire un blog nell’era di Facebook? Per capirlo, provo a mettere in fila alcune caratteristiche dei due strumenti.

Entrambi permettono di pubblicare articoli, fotografie, video e offrono a chiunque la possibilità di diffondere gratuitamente contenuti: idee, riflessioni, notizie e tanto altro ancora. E poi ci sono le differenze.

A differenza di una pagina su Facebook, un blog non ha confini. Chiunque sia collegato a Internet può leggerlo, senza alcuna limitazione. Su Facebook al contrario, anche se alcuni contenuti sono visibili da tutti, in pratica i lettori devono fare parte di Facebook per leggerci dentro. Devono iscriversi. Quindi un blog ha un’audience potenziale di 2,095,006,005 persone (stima Internet World Stats 2011), mentre una pagina su Facebook raggiunge poco più (si fa per dire) di 800 milioni di persone (stima ufficiale del sito). Facebook d’altro canto permette di essere visti meglio. Grazie al meccanismo della rete di amicizie, ai gruppi, ai like sui contenuti, offre a un individuo strumenti di disseminazione potenti ed efficaci che un blogger, non importa se si chiama Pinco Pallino o Pete Cashmore, non sarà mai in grado di creare.

In prima analisi quindi, essendo quell’audience di 2 miliardi di persone solo teorica, una pagina su Facebook ha oggi più possibilità di essere raggiunta e seguita di un blog. Eppure questo post è scritto non su Facebook, ma su un blog. Perché?

Perché Facebook non è, o almeno non è ancora, Internet. E finché non lo sarà diventato (che chi dice che succederà, presto o tardi), pubblicare un blog offre ancora una feature che su Facebook non è disponibile: la libertà. Al contrario di una pagina di Facebook, che è strettamente irregimentata in un formato standard, un blog può essere inventato da zero sulla base della creatività e della fantasia del suo autore. Può essere un giornale vecchio stile o un agglomerato di widget crossmediali che si collegano con tutti i social network del pianeta. Se hai un blog puoi scegliere di pubblicare automaticamente i tuoi contenuti su tutte le piattaforme che ti pare, senza badare alle alleanze fra i big della rete. Questo su Facebook non lo puoi fare, perché è il sito a suggerirti di collegarti con questo o quel network, oppure a impedirti di creare un collegamento con un altro (che probabilmente è un suo concorrente). Con gli strumenti giusti, scrivi sul blog e pubblichi nello stesso istante su Facebook, Twitter, Linkedin, Foursquare e altri dieci piattaforme, se ti va. Oppure su nessuna di queste, se preferisci parlare solo un gruppetto di affezionati.

Scrivere in rete oggi non può prescindere da un uso intelligente dei social network. E Facebook, che fra questi è senza dubbio il leader, non può mancare in una strategia di disseminazione sensata. Ma partendo da un blog (o un sito web: ormai si tratta di sinonimi) sei tu e non qualcun altro a decidere la forma, il colore e le dimensioni della nuvola tramite la quale diffonderai i tuoi contenuti sulla rete.

Facebook sta uccidendo i blog? A mio modesto parere, no.

Microsite di:  / 

Paolo Conti

12 Commenti

  1. Ospite 23 ottobre 2011 di 02:31 -  Rispondi

    Bravo, facebook alla fine è solo un recinto per mucche da mungere (con rispetto per chi lo usa), ma questa è l’impressione che mi danno i social cosi.. che poi tanto social non sono, dal momento che sono dei recinti.. :-)

    • Paolo Conti 24 ottobre 2011 di 12:36 -  Rispondi

      Vero. E grazie. Ma come mi ha detot una volta una mucca che conosco: “anche il peggior recinto ha un pezzo di legno buono da masticare” ;-

  2. Alice Mascheroni 24 ottobre 2011 di 16:16 -  Rispondi

    Facebook e blog sono strumenti con vocazione diversa….credo che la maggior parte delle persone usa FB per scambiarsi foto e link, ma pochi usano ad esempio le Note. Chi apre un blog lo fa principalmente perchè vuole scrivere e approfondire argomenti che gli stanno a cuore ed è interessato a creare collegamenti con altri blogger, non per forza con persone che conosce. 

    • Paolo Conti 24 ottobre 2011 di 19:25 -  Rispondi

      Ciao Alice. Concordo: sono usati (blog e FB page) ancora per scopi diversi (anche se non sempre). Il mio stimolo era però basato sull’impressione di una tendenza: essendo i due strumenti simili sotto il profilo delle funzionalità, è in atto un processo di convergenza? Secondo me sì. Secondo te?

    • CyranA 24 ottobre 2011 di 21:06 -  Rispondi

      sono blogger da 6 anni, librofaccia non mi piace: anche se ho un account, aperto all’inizio per curiosità, non lo uso e non ci entro quasi mai. Concordo in pieno con quello che dite tu e l’ospite. A Paolo dico: purtroppo si, da quando è arrivato FB molti blog sono stati abbandonati, non tanto perché gli autori siano migrati verso altri lidi, quanto per sfoltimento di lettori: non tutti i blogger avevano contenuti di valore da condividere, c’erano blogger un po’ superficiali (quelli che forse sono migrati ed ai quali va benissimo FB) che però leggevano gli altri. C’è da dire poi che FB è fagocitante e, da fuori, ho l’impressione che sia un ingranaggio famelico: se fosse una pianta la definirei “infestante”. Forse tutto questo ha portato ad alzare l’asticella dei contenuti dei blog, ma tengono duro solo quelli che scrivono per il piacere di farlo e se ne impippano del numero dei commenti: chi bloggava per avere carezzine all’ego si è disamorato. E’ pur vero che chi tiene un blog vuole un dialogo e se non hai commenti, diventa un monologo. Ovviamente stiamo parlando di blog amatoriali: quelli professionali hanno assoluto bisogno di farsi leggere. Sulle altre caratteristiche sono, naturalmente, d’accordo: un blog è libero, FB ti costringe in schemi. Le conclusioni che si possono trarre dal declino della blogosfera a causa di FB sono un po’ desolanti e la dicono lunga sullo spessore medio del popolo italiano della rete.

      • Paolo Conti 24 ottobre 2011 di 21:17 -  Rispondi

        Grazie per il tuo contributo, CyranA. Puntuale, pungente e non banale (senza niente togliere agli altri, s’intenda!). Una domanda a bruciapelo: se hai cose da dire questo tema e affini, ti piacerebbe farlo qui su The Biz Loft? Niente compenso, per il momento, ma un account da autore, visibilità e la garanzia di poter dire davvero quello che pensi.

  3. Luca Sorato 24 ottobre 2011 di 20:09 -  Rispondi

    Ciao Paolo.
    Ho aperto un blog da pochi mesi ma proprio perchè volevo esprimere liberamente le mie opinioni senza limitazioni o recinti.
    Inoltre attualmente sono in fase di “studio” di FB ma proprio perchè è usato più a scopi di ‘zzeggio (passami il termine) mi sembra la versione techno/soft di un rave party nel senso che su FB si trovano una valanga di persone che magari sono in “amicizia” anche se lontanissime tra loro sotto tutti i punti di vista ma siccome insieme fanno un bel po’ di casino (e noi siamo bravissimi in questo) si fanno trascinare da questo fenomeno.
    Credo che FB debba ancora maturare un po’ e con lui le tante persone che lo utilizzano senza un vero scopo che invece (spero) i blogger abbiano in quello che fanno.
    Non vorrei sembrare snob ma sono d’accordo con Alice sul senso che un blogger vuole dare al suo “lavoro” rispetto all’utente di FB, sempre nel massimo rispetto di entrambe.
    Può darsi che in futuro i blog/siti diventeranno una “feature” di FB e forse ci sarà magari qualche “contenuto” in più.

  4. http:babilonia.wordpress.com 26 ottobre 2011 di 15:15 -  Rispondi

    A livello personale preferisco il blog. Decisamente più ricco e offre sicuramente molte più possibilità a Fb. Per la mia attività (rappresentante settore pubblictà) sono invece molto indeciso. Consigli?
    Ciao Enrico

    • Paolo 3 novembre 2011 di 01:00 -  Rispondi

      Ciao Enrico, la pubblicità è un settore che fa moltomrima con Facebook. L’audience di questo social network è tradizionalmente sensibile ai claim. Quindi, se ben progettata e alimentata, una FB page può far molto per un’attività come la tua. Se ti va di fare due chiacchiere sull’argomento, io sono qui…
      pcc

  5. Fioredicollina 20 aprile 2013 di 20:02 -  Rispondi

    concordo…anche se questo post è stato scritto quasi due anni fa, mi piacerebbe sapere se ora il suo parere è lo stesso o se è invariato. Io ho un blog ma su FB non ci sono . evviva i blog, lunga vita ai blog! :-)

Rispondi

Le Top5 Il meglio, a confronto

  • pesce d'aprile-il-male

    Pesce d’Aprile. I più divertenti di sempre nell’era di Internet (aggiornato a stasera!)

    Pesce d’Aprile! Bello poterlo dire gongolando il giorno dopo… Ma quant’è difficile riuscirci? Mi spiego. Se sei un bambino e vuoi stupire i genitori non c’è problema, tanto fingono. Ma se sei uno scienziato tipo Premio Nobel, una multinazionale o un quotidiano letto da milioni di persone, azzeccare un buon pesce d’aprile senza farsi tanare all’istante…

  • App per iPad Air per disegnare

    App per iPad Air: le migliori del 2014 per appunti al volo e disegnare a mano libera

    App per ipad Air: ecco le migliori per scrivere a mano, prendere note o appunti o disegnare con la penna (c’è chi la chiama stilo, ma comunque di quello parliamo…). Le 5 tavolozze digitali più efficaci del 2014. È stupefacente vedere quanti passi in avanti hanno fatto gli sviluppatori in questo segmento di mercato e…

  • Cover iPad Air. Le più belle per Natale

    Cover iPad Air: Le nuove custodie (e le più belle cover), anche per il “vecchio” iPad 2 Agg. 2014

    Cover iPad Air. Una ricerca schizzata alle stelle. E non a caso. Dopo il lancio in grande stile del mese scorso e il nuovo iOs, il sottilissimo, e potentissimo iPad Air ha polverizzato l’iPad 2 e, siccome il nuovo modello è molto più sottile di quello precedente, tutti i nuovi ipoaddiani sono alla ricerca ella…

Idee e pensieri dagli opinionisti del Loft

  • distribuzione

    La distribuzione alimentare ieri, oggi e domani. Negozi alla riscossa: il passato rivisto e corretto dal made in Italy

    Cambiamenti economici, demografici, tecnologici e un nuovo stile di vita hanno contribuito allo sviluppo di nuove soluzioni di vendita nel campo della distribuzione alimentare. Un mondo che tradizionalmente ruotava attorno alla bottega o al mercato, sta cambiando pelle: cibi e bevande, infatti, possono essere acquistati da almeno una dozzina di altri modelli di vendita al…

  • creare-una-app

    Creare un’app è una cosa seria (se vuoi farla bene). I passi essenziali da rispettare in una guida per punti

    La multicanalità mobile è un mercato goloso e la proliferazione di aziende specializzate contribuisce a diffondere l’errato convincimento che creare un’app mobile sia relativamente facile, ma la realtà è molto diversa (chi non ha fatto esperienza di app che non funzionano soprattutto in termini di tecnologia e usabilità?). Che si tratti di soluzioni per il…

  • tendenze di mercato - il retail del futuro

    Le tendenze di mercato 2014 nel settore retail in 10 previsioni: lo shopping è destinato a cambiare (completamente)

    Il retail è un’industria incredibilmente dinamica. E, grazie all’avvento delle nuove tecnologie, in futuro assisteremo a cambiamenti sempre più frequenti nelle tendenze di mercato. Vediamo quali sono i 10 punti chiave delle tendenze di mercato che rivoluzioneranno il nostro modo di fare shopping in futuro. #1 Le aziende ci leggono (quasi) nel pensiero Grazie alle nuove…