Ci sono aziende, come la Apple, che annunciano ogni propria novità come una rivoluzione. Altre, come Google e Facebook, che le introducono in sordina, quasi sottovoce, modificando, un pezzettino alla volta, il modo in cui lavoriamo e comunichiamo.

Da qualche tempo a questa parte Facebook sta promuovendo su pagine e profili una funzione vecchia come il mondo: i feed RSS: se su Facebook c’è una pagina (o una persona) che ti interessa, puoi cliccare su un pulsantino e restare aggiornato da quel momento in poi su tutto quello che vi viene scritto o che dice.

Il fatto è che i feed RSS sono stati (e restano tuttora) il principale strumento di promozione dei blog, giornali personali nati ufficialmente nel 1997 quando Jorn Barger, un commerciante americano appassionato di caccia, decise di aprire una propria pagina personale per condividere il suo hobby. Se ne trovavi uno che ti interessava cliccavi sull’icona del feed e creavi un collegamento monodirezionale permanente. Ti abbonavi, di fatto, al suo giornale. Oggi quindi, di fatto, una pagina su Facebook è a tutti gli effetti un concorrente (molto agguerrito, in effetti) di un blog. È quindi lecito domandarsi: ha ancora senso aprire un blog nell’era di Facebook? Per capirlo, provo a mettere in fila alcune caratteristiche dei due strumenti.

Entrambi permettono di pubblicare articoli, fotografie, video e offrono a chiunque la possibilità di diffondere gratuitamente contenuti: idee, riflessioni, notizie e tanto altro ancora. E poi ci sono le differenze.

A differenza di una pagina su Facebook, un blog non ha confini. Chiunque sia collegato a Internet può leggerlo, senza alcuna limitazione. Su Facebook al contrario, anche se alcuni contenuti sono visibili da tutti, in pratica i lettori devono fare parte di Facebook per leggerci dentro. Devono iscriversi. Quindi un blog ha un’audience potenziale di 2,095,006,005 persone (stima Internet World Stats 2011), mentre una pagina su Facebook raggiunge poco più (si fa per dire) di 800 milioni di persone (stima ufficiale del sito). Facebook d’altro canto permette di essere visti meglio. Grazie al meccanismo della rete di amicizie, ai gruppi, ai like sui contenuti, offre a un individuo strumenti di disseminazione potenti ed efficaci che un blogger, non importa se si chiama Pinco Pallino o Pete Cashmore, non sarà mai in grado di creare.

In prima analisi quindi, essendo quell’audience di 2 miliardi di persone solo teorica, una pagina su Facebook ha oggi più possibilità di essere raggiunta e seguita di un blog. Eppure questo post è scritto non su Facebook, ma su un blog. Perché?

Perché Facebook non è, o almeno non è ancora, Internet. E finché non lo sarà diventato (che chi dice che succederà, presto o tardi), pubblicare un blog offre ancora una feature che su Facebook non è disponibile: la libertà. Al contrario di una pagina di Facebook, che è strettamente irregimentata in un formato standard, un blog può essere inventato da zero sulla base della creatività e della fantasia del suo autore. Può essere un giornale vecchio stile o un agglomerato di widget crossmediali che si collegano con tutti i social network del pianeta. Se hai un blog puoi scegliere di pubblicare automaticamente i tuoi contenuti su tutte le piattaforme che ti pare, senza badare alle alleanze fra i big della rete. Questo su Facebook non lo puoi fare, perché è il sito a suggerirti di collegarti con questo o quel network, oppure a impedirti di creare un collegamento con un altro (che probabilmente è un suo concorrente). Con gli strumenti giusti, scrivi sul blog e pubblichi nello stesso istante su Facebook, Twitter, Linkedin, Foursquare e altri dieci piattaforme, se ti va. Oppure su nessuna di queste, se preferisci parlare solo un gruppetto di affezionati.

Scrivere in rete oggi non può prescindere da un uso intelligente dei social network. E Facebook, che fra questi è senza dubbio il leader, non può mancare in una strategia di disseminazione sensata. Ma partendo da un blog (o un sito web: ormai si tratta di sinonimi) sei tu e non qualcun altro a decidere la forma, il colore e le dimensioni della nuvola tramite la quale diffonderai i tuoi contenuti sulla rete.

Facebook sta uccidendo i blog? A mio modesto parere, no.