iCloud di Apple: quanto costa la migrazione? “Da 50 a 500 euro”

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iCloud sul mio Mac.Oggi ho affrontato la migrazione con coraggio e determinazione. Mi correggo: “stanotte” ho migrato il mio Mac su iCloud. E anche stamattina e oggi pomeriggio…

Suona come una critica, ma non la è. Passare da MobileMe a iCloud ha funzionato perfettamente. Come sempre, da anni, Apple mette a disposizione dei propri utenti procedure che se confrontate con quelle di una qualunque altra piattaforma sono di una semplicità disarmante.
Unico problema: sai quando cominci (e quanto sei contento di farlo: “chissà quante belle nuove funzioni avrò!”), ma non sai quando finisci (e quanto sonno perderai “E chi se gli aspettava tanti aggiornamenti?”).

iCloud: gioie e dolori di una migrazione un po’ forzata

icloud. Quanto costa la migrazione?iCloud è, senza girarci troppo intorno, la risposta di Apple al cloud di Google. Una risposta che convince, anche se forse non sarà sufficiente per combattere un servizio, quello di Google, che mese dopo mese diventa più ampio, vario ed efficace. In una parola: superlativo.
Ma iCloud funziona bene ed è facilissimo da installare (questo l’ho già detto), ma anche da usare.

In più il servizio e i primi 5 giga di spazio sono gratis. Almeno in teoria, visto che nonostante sia andato tutto liscio di soldi ne ho comunque spesi parecchi, anche se non sotto forma di Bancomat o banconote.

Per un utente come me, che usa un Mac, in iPhone e un iPad, adottare iCloud significa installare la nuova versione del sistema operativo iOS 5 su tutti e tre i dispositivi, a cui si aggiunge la nuova versione di iTunes sul Mac. Parliamo di qualcosa come 4 gigabyte di dati che richiedono ore per essere scaricati con un normale collegamento Adsl. Ma è solo l’inizio.

Per rendere a prova di dummy l’intera procedura, Apple impone una rigida tabella di marcia: prima il backup del Mac (4 ore, nel mio caso, sulla Lan wireless dell’ufficio). Poi il download del nuovo sistema operativo e la sua installazione sul Mac insieme ad iTunes (altre 2 ore, a casa, con Fastweb in tutto il suo splendore). Poi, finalmente, l’avvio di iCloud, che però a pochi attimi dal traguardo di avverte che prima di procedere devi aver aggiornato tutti i dispositivi che ne faranno uso (l’iPhone l’iPad nel mio caso). “Noo! Uno dei due l’ho lasciato in ufficio!”. Così parto con l’iPhone, che fra backup (obbligatorio), download dell’iOS 5 e installazione mi porta via più di un’ora (si è fatta l’una di notte, nel frattempo).

La mattina dopo (stamattina) arrivo in ufficio è ripeto la procedura sull’iPad: stesso tempo. E finalmente avvio iCloud sul Mac. Tutto aggiornato? Sì. Tutto in ordine? Sì. Non resta che cliccare su ok, ma avevo dimenticato il tempo di sincronizzazione di indirizzi, appuntamenti, foto, musica eccetera nella nuvola della Mela, che nel mio caso ha portato via un paio d’ore extra.

Ora sono contento e ho il mio cloud nuovo fiammante (con 20 gigabyte di spazio in più perché ero già iscritto a MobileMe).

Però, poi penso che all’aggiornamento ho dedicato… una giornata di lavoro! È vero: potevo lavorare mentre le varie procedure procedevano. Potevo procedere, insomma. Ma chi riesce a staccare gli occhi dalla colonnina che dice 20%… 21%… 22%… quando sta aggiornando il suo Mac?

Sta a te che leggi il compito di stimare il valore di una tua giornata di lavoro. Nel titolo ho scritto da 50 a 500 euro ed è probabile che tu rientri in questo intervallo.

Nel prezzo del Mac, che già basso non è, questa spesa extra non l’avevo proprio messa in conto. Ora sono felice, ma con qualche euro in meno. E un gran sonno.

Ultima modifica: .

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3 Comments

  1. Io said:

    Windows – Google Android (nettamente superiore in tutto a Ios) su dispositivi mobile – 0 euro, nessun aggiornamento, funziona tutto come un fulmine e condividi pure il tuo cane con qualsiasi dispositivo vecchio o nuovo che sia.

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