La storia dell’Unità d’Italia raccontata con l’Rfid

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Fare gli Italiani” è il titolo di una mostra nata per celebrare il centocinquantenario della Repubblica. Promossa dal Comitato Italia 150 e dalla Città di Torino, con la collaborazione di Studio Azzurro, l’allestimento multimediale utilizza l’Rfid portando il percorso dei visitatori a un nuovo livello di user experience in cui teatralità e tecnologie creano continui spunti di attrazione e suggestione.

Palcoscenico dell’iniziativa le Officine Grandi Riparazioni (22mila metriquadri di superficie espositiva) e la Reggia di Venaria Reale. Coinvolti nel progeto artistico anche il Teatro Stabile di Torino diretto da Mario Martone, curata da Walter Barberis e Giovanni De Luna, con la direzione artistica di Paolo Rosa, che hanno portato l’esposizione a diventare una vera e propria narrazione multimediale dell’ultima storia italiana.

L’iter si snoda attraverso una superficie di 10mila metri quadri e permette di approfondire tutti gli elementi che hanno contribuito alla costituzione e allo sviluppo del nostro Stato. Il tutto animato da scenografie teatrali, opere d’arte e tecnologie d’avanguardia.

Il concept di fruizione della mostra è stato sviluppato attraverso l’utilizzo di tecnologia Softwork a partire dagli smarbadge in Pvc consegnati ai visitatori.

Abbiamo concepito Fare gli Italiani come un territorio da attraversare – spiega Paolo Rosa – e da percorrere nella sua tridimensionalità, nei suoi piani orizzontali e verticali, in cui le nuove tecnologie, tra cui l’Rfid, possono avvicinare la storia alle persone, diventando così strumenti capaci di comunicare, archiviare, ordinare i dati e fruirli con modalità inedite, con approcci personalizzati, creativi e partecipati”.

La tessera Rfid consegnata all’ingresso della mostra, avvicinata ai 60 dispositivi posizionati nelle cruciali tappe del percorso espositivo memorizza l’immagine scelta, permettendo così di prendere appunti visivi dei materiali digitali proposti e di creare un percorso personalizzato di visita, di ricerca e di approfondimento delle tematiche trattate.

In particolare, la tessera Rfid opera come una macchina fotografica, evocata anche nella grafica del badge: scattare all’interno del paesaggio virtuale della mostra un’istantanea del video in proiezione e memorizzare il fotogramma corrente estrapolandone le parole chiave associate.

Il materiale video proposto è suddiviso al suo interno in sezioni definite ciascuna da una o più parole chiave che permettono di ritrovare i punti corrispondenti ad un argomento e collegare tra loro i diversi temi trattati secondi criteri di ricerca personalizzati. Al termine della mostra il visitatore può visualizzare nelle postazioni interattive le immagini catturate dalla smartcard, di registrarle ed eventualmente di creare un album fotografico composto dalle immagini selezionate durante il percorso, memorizzando così la storia della propria visita. Anche da casa, attraverso il sito internet, è poi possibile tramite le parole chiave associate a ciascuna immagine ritrovare gli argomenti corrispondenti, rivedere i filmati e approfondire gli argomenti di interesse.

L’Rfid opera anche in due differenti isole del percorso multimediale, “Le campagne” e “Le Mafie”. Il primo restituisce un affresco storico dell’ambiente rurale negli ultimi 150 anni ed è connotato dalla presenza di un cavalletto fotografico predisposto all’inserimento di una lastra fotografica dotata di un tag Rfid: l’avvicinamento tra l’antenna inserita e scenografata nel cavalletto e la lastra dà avvio al video corrispondente ai due grandi schermi di plexiglass affiancati.

“Le Mafie” è invece l’isola tematica caratterizzata da una voragine al suo centro, metafora dell’invisibile e del sommerso: preso un faldone cartaceo dotato di tag Rfid dall’archivio accanto a ognuna delle quattro postazioni di lettura (ciascuno dedicato ad una vittima della mafia), lo si posiziona su un apposito supporto che ingloba un’antenna Rfid, cosicché il sistema riconosca il tema scelto, cui corrisponde una proiezione sullo schermo adiacente.

Sotto la direzione artistica di Paolo Rosa Studio Azzurro ha creato dei momenti partecipativi e creativi, per vivere la mostra coinvolgendo la persona attraverso i suoi personali interessi, in un’ottica di empatia e vicinanza al contesto e al tema storico trattato lungo il percorso della mostra: si tratta di sistemi progettati per una fruizione collettiva e socializzante, che ricalcano le modalità comunicative più immediate e dirette e presuppongono l’uso del corpo, del tatto, della voce e del gesto, il tutto con un approccio user-friendly.

Edutainment spinto che si declina attraverso un cammino espositivo a doppia matrice, cronologica e tematica. La prima che va dal 1861 al 2011 attraverso le tappe salienti della coesione nazionale: dal preludio pre-unitario di Carlo Alberto allo Stato liberale, dalla Prima alla Seconda Guerra Mondiale passando attraverso l’epoca fascista, dalla Repubblica e il boom post-bellico fino all’epilogo dei nostri giorni. L’altra, di tipo tematico e, attraverso 13 isole, ripercorre i fenomeni che hanno plasmato il profilo degli italiani, tra cui la Scuola, la Chiesa, le Fabbriche, le Campagne, le Migrazioni e i mezzi di comunicazione di massa.

Un sapiente mix di emozioni e ultimi ritrovati tecnologici, per alimentare il nostro comune sentimento di italianità, con 350mila visitatori dall’apertura fino a settembre: dalla sua inaugurazione, la mostra dedicata alla nostra storia risulta tra le dieci mostre più visitate in Italia.

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