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Le tecnologie che cambieranno la sanità nei prossimi anni

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Il connubio fra medicina e tecnologia è indissolubile. Da sempre. Ma da qualche anno a questa parte è cambiato qualcosa. Non sono più soltanto gli ospedali a potersi permettere di usare l’high tech per le cure o la diagnostica, ma ormai anche gli stessi individui, con la complicità di telefonini, tablet e app varie, possono fare la loro parte.

Se la Whitings, dopo la bilancia che memorizza in wireless i dati su Internet, ha commercializzato un tensiometro per misurare con l’iPhone la propria pressione sanguigna (e condividerne poi i risultati con il proprio medico di base), la AliveCor è in attesa del via libera da parte della FDA per commercializzare l’AliveECG, un dispositivo che permetterà di eseguire un elettrocardiogramma semplicemente appoggiando un telefonino al petto. Anche il settore delle app è in pieno fermento, tanto che l’offerta è ormai vastissima e può contare su programmi che tengono sotto controllo la qualità del nostro sonno, controllano il nostro udito e la vista, ci permettono di calcolare i movimenti delle articolazioni e via di questo passo.

Gli iPad stanno invadendo, almeno negli Stati Uniti, gli ospedali e stanno pian piano sostituendosi alle cartelle cliniche cartacee e alle lastre radioscopiche.

Ma il settore in cui le nuove tecnologie che girano intorno a smartphone e tablet promettono di cambiare lo scenario attuale nel giro di breve tempo è quello della formazione del personale.

La disponibilità di sistemi di simulazione e virtualizzazione è alla base di tutto questo. Così gli aspiranti medici, alla stregua dei piloti che oggi, prima di mettere le mani su costosi velivoli, testano la propria preparazione con i simulatori di volo, potranno imparare nuove tecniche e testare le proprie capacità (ricevendo anche una vera e propria valutazione) utilizzando ambienti completamente virtuali.

Uno dei campi più attivi è quello della realtà aumentata, che negli ultimi tempi ha fatto la sua comparsa in numerose applicazioni. Sovrapporre uno strato di informazioni computerizzate alla realtà è una pratica già usata per esempio dalla BMW, i cui tecnici sono in grado di vedere come effettuare complicate riparazioni con tanto di istruzioni e passaggi intermedi. Allo stesso modo un medico potrà esaminare o intervenire su un paziente avendo sempre sott’occhio la sua condizione clinica o le varie soluzioni da adottare. Un altro versante in piena espansione è quello della cosiddetta gesture recognition, alla base del sistema di videogioco Kinect associato alla console Xbox. Si tratta in sostanza di un sofisticato software che, collegato a una videocamera, è in grado di tenere traccia dei nostri movimenti. L’idea è quella di testare la capacità di effettuare un esame o un intervento proprio grazie a questo sistema.

Una variazione sul tema, sempre collegata in qualche modo al mondo dei videogame, riguarda le interfacce apitiche, ovvero quei dispositivi in grado di restituire sensazioni tattili in relazione ai movimenti effettuati. E se in campo videoludico questo sistema è stato implementato con grande successo nella Nintendo Wii, in campo medico le interfacce atipiche potrebbero guidare la mano dei dottori insegnando loro come eseguire al meglio alcune procedure.

Anche le videocamere miniaturizzate che ritraggono il punto di vista del medico, permettendo così non solo di registrare le operazioni ma anche di condividere in diretta quello che avviene, sono considerate essenziali nella formazione del personale sanitario.

Microsite di:  / 

Alberto Forni

Alberto Forni ha fatto l'autore radiofonico e televisivo (Dispenser, Rai Radio 2 - Viva la crisi, Rai 3), ha scritto racconti (Avanti veloce, Baldini&Castoldi) e adesso fa il giornalista (Wired, Flair, T3).

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