8 Comments

  1. Marco Locatelli
    12/19/2011
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    Potenza della Rete.
    Gli spunti, ben riportati, appaiono a chi ci vive, ovvi!
    Peccato che il nostro premier Monti non abbia nella sua manovra, per favorire lo sviluppo, bla bla bla, non abbia da nessuna parte la parola Internet (reti dati o autostrade dell’informazione similari). Scaritare la manovra e cercare  per provare!

    • redazione
      12/19/2011
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      Ma lo hai chiamato, per caso? Deve averti sentito ;-) Proprio ieri ha approvato un piano d’azione per la riduzione del digital divide in Basilicata, Calabria, Campania, Puglia, Sardegna e Sicilia a cui ha promesso una velocità di accesso a Internet ad almeno 2 Mbps entro il 2013. 423 milioni di euro per confermare all’Europa che abbiamo la nostra Agenda digitale…

  2. Morena Ferraris
    12/19/2011
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    Argomento ben descritto. L’unica mia perplessità…: dove ci porterà questa tecnologia in futuro, un utilizzo sempre più eccessivo di energia per alimentare tutti questi nuovi strumenti, da dove la ricaveremo? 

    Sempre più informazioni arrivano a tutti, il pianeta non ce la fa a reggere questi ritmi, come forse anche noi stiamo arrivando al limite.

    Dopo la trasmissione Report di ieri sera sullo sfruttamento dell’Africa per coltivazioni per produrre additivo “ecologico” per i ns. carburanti e per il sequestro dei campi dei poveri contadini che da 1000 anni abitano e coltivano le loro terre, mi domando sempre di più se tutto questo vale la pena.

    Cosa ci faremo di tutti i ns bei telefonini,  quando poi scopri che dovresti tenerli a 2Mt di distanza, ma questo le case produttrici non te lo dicono?
     
    Sembrerò un po’ pessimista, ma ho sempre dato molto importanza alla natura e alla terra che fino ad oggi ci ha nutrito, e noi in nome di un progresso e al benessere stiamo distruggendo tutto, illudendoci che stiamo vivendo una vita di agi, quando in effetti tutto quello che stiamo facendo,  è renderci la vita più caotica e difficile, distruggendo tutto ciò che ci circonda…

  3. Laura
    12/20/2011
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    Vero! Dal Web dobbiamo capire prima di tutto il valore del networking, imparando a ragionare in una logica di filiera. In Italia spesso le aziende portano
    avanti progetti innovativi in modo assolutamente individuale, con costi elevati e spreco
    di risorse incredibile…

  4. Alessandro Greco
    12/20/2011
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    Quello di cui non ho letto come evoluzione, ma che invece a me risulta sarà oggetto di investimenti è la “multi-canalità” ovvero la possibilità di interagire con i clienti e partner su differenti canali, social network, email, telefono, web, chat, istant messaging, … e applicazioni di CRM.

    L’opportunità dell’ICT consente di poter veicolare i propri prodotti e servizi worldwide, potendo  creare offerte ad hoc per diventare rilevanti nei processi di integrazione globale che le grandi multinazionali  hanno da tempo avviato: quindi creazione di contenuti, di portali, servizi di consulenza  in ambito product e project management, .. in diversi settori non necessariamente ICT a supporto dei processi di internazionalizzazione e integrazione globale del business.

    • Redazione
      12/20/2011
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      Sono d’accordo. Idc qualche tempo ha formalizzato la tendenza, parlando addirittura di “Social Business”.

      Ma quante aziende sono pronte a riorganizzarsi in tal senso, introducendo
      nuove unità, nuove strutture, nuovi dipartimenti per la gestione della
      relazione?

      Questo nuovo tipo di multicanalità, infatti, va bel oltre un dicorso Ict e presuppone tanti aspetti da
      considerare a livello strategico e di processo: fidelizzazione e
      soddisfazione (che riguardano il Ceo), definizione della domanda (che
      riguarda la produzione), la creazione di campagne e controllo del brand (che fanno capo al marketing), tutte le attività di vendita e
      l’innovazione basata sui feedback dei consumatori (che riguardano la produzione)…

      Divisioni funzionali che iniziano a mixare B2B e B2C nelle
      valutazioni, nelle esperienze e nelle vision messe poi a fattor comune.
      Questo sia in ambito pubblico che privato.

  5. Tiberio
    12/20/2011
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    L’aumento esponenziale delle informazioni che vengono condivise è un parametro fondamentale per capire quanto si è evoluto il web. Vedo ancora poco affermato il termine di multicanalità e condivisione della condivisione, estensioni orizzontali e verticali del termine “social”. 
    A mio avviso l’evoluzione di internet, nell’accezione “social”, segue la naturale esigenza delle persone che ne fanno un costante uso. 
    Spero che le future evoluzioni interessino anche gli oggetti comuni, facendoli “socializzare”, in modo tale che questi possano contribuire autonomamente a moltiplicare il numero delle informazioni condivise.

    • Redazione
      12/20/2011
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      … Succederà. E allora prepariamoci. Ad ascoltare gli analisti che ci martelleranno con la prosumerizzazione… ;-)

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