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Logistica e mobilità sostenibile? Il Friuli ha imparato tanto dall’Rfid

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I problemi della logistica chiamano a gran voce Rfid, sensori e sistemi di localizzazione e di gestione come risposta tecnologica che va ad affiancarsi ad azioni legislative più o meno illuminate.
Da Bruxelles la Ue cerca da un lato di promuovere una mobilità sostenibile attraverso inziative (proprio oggi è partita la settimana europea della mobilità 2011), normative (l’ultima è la tassa sul trasporto dei mezzi pesanti su cui è insorta immediatamente la categoria) e dall’altro di promuovere progetti innovativi come Euridice (EURopean Inter-Disciplinary research on Intelligent Cargo for Efficient, safe and Environment-friendly Logistics).

In questi anni l’Italia, culla della logistica anche in virtù della sua posizione strategica nel Mediterraneo, non è rimasta con le mani in mano. Tra i progetti più interessanti ricordiamo il Sec (Safe and Efficient Cargo ) in cui si coniugano criteri legati all’ Its (Intelligent Transport System) e all’Av (Automatic Vehichel Identification).

“Partito nel 2008 Sec è stato un po’ il papà di Euridice – racconta Giovanni Grieco, Business Development Manager, Embedded Products di Caen Rfid -. Il progetto, realizzato a Trieste, ha avuto una sua evoluzione tecnologica autonoma rispetto al progetto del cargo intelligente su base europea, ma resta a mio parere uno dei progetti di tracciatura dei Tir più interessanti fatti nel nostro Paese”.

Coordinato da Insiel, integratore di sistema della regione Friuli, il progetto è stato sponsorizzato dall’Assessorato ai Trasporti della Regione Friuli Venezia Giulia, che voleva dimostrare come fosse possibile ottimizzare la gestione attraverso il tracciamento dei flussi merci in entrata e uscita dalle principali infrastrutture logistiche e la gestione informatizzata di documenti, come ad esempio le domande di approdo e le richieste di imbarco/sbarco degli operatori di trasporti su gomma che transitano nel porto di Trieste.

Il progetto pilota ha previsto l’utilizzo di tecnologia Caen Rfid: i tag Uhf sono stati applicati sulla motrice di ogni tir. Al transito dell’automezzo su tre punti chiave delle infrastrutture triestine (barriera autostradale di Trieste Lisert, ingresso del terminale RoRo e ingresso dell’Autoporto di Fernetti) i tag erano identificati utilizzando dei lettori sempre forniti da Caen Rfid. Le informazioni rilevate venivano archiviate in un database centralizzato, collegato in tempo reale con tutti gli operatori coinvolti, permettendo così di sincronizzare le attività dei trasportatori, degli interporti e dei terminal marittimi.

La qualità e il livello delle informazioni registrate hanno permesso di operare in maniera proattiva sulla programmazione, riducendo il numero di spostamenti fra porto e interporti collegati, contribuendo così a ridurre l’impatto ambientale. Allo stesso modo è stato possibile effettuare un monitoraggio costante delle posizioni dei veicoli sul territorio per minimizzare i tempi di attesa agli imbarchi, che potevano essere anche anticipati a seconda delle necessità, aumentando al contempo il livello di sicurezza grazie alla localizzazione costante di qualsiasi veicolo tracciato attraverso un calcolo esatto anche dei tempi di sosta e di circolazione.

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Caen Rfid

CAEN RFID è una società italiana a capitale privato, leader nella progettazione e produzione di lettori e tags RFID nella banda UHF. La società è nata 7 anni fa come spin-off della CAEN S.p.A., azienda quest’ultima che vanta un’esperienza trentennale nel campo dell’elettronica per esperimenti di fisica nucleare e fisica delle particelle. E' stata la prima società in Europa a produrre e distribuire lettori UHF long range. La sua partecipazione attiva ai gruppi di lavoro EPC Global, AIM Europe ed ETSI le consente di fornire lettori e tags RFID all’avanguardia. CAEN RFID è il primo produttore europeo per innovazione di prodotto e per numero di progetti attivi con tecnologia RFID UHF.

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