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L’Rfid Lab Parma parla di logistica in Turchia (e viene premiato)

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In occasione della IX International Logistics and Supply Chain Management Conference, tenutasi presso la Yasar University ad Izmir (Turchia) dal 27 al 29 ottobre 2011, Antonio Rizzi, del Dipartimento di Ingegneria Industriale dell’Università degli Studi di Parma, è intervenuto con uno speech importante.

Le sfide che le supply chain sono chiamate ad affrontare – ha spiegato Rizzi – sono quelle di mercati sempre più volatili, mutevoli, sia in termini di domanda che di fornitura. I prodotti hanno ridotto il loro ciclo di vita da anni a mesi e le previsioni di vendita e di fornitura sono sempre più incerte e difficili in uno scenario globalizzato e dinamico. In questo quadro molte aziende continuano ad applicare vecchi paradigmi basati previsioni di vendita, pianificazione in avanti e a lungo termine dei fabbisogni, e ricerca di efficienza principalmente attraverso la riduzione dei costi, magari delocalizzando la produzione in estremo oriente. Questo approccio funziona se domanda e fornitura possono essere previste con una certa affidabilità, ma non è così nella maggior parte dei settori industriali”.

Il Fashion è il settore in cui questo si manifesta con maggior evidenza, in quanto non è possibile prevedere in anticipo cosa richiederà il mercato, con il risultato che la ricerca di efficienza ha come rovescio della medaglia il non riuscire a far incontrare la domanda dei consumatori con l’offerta della supply chain.

Questa incapacità di matching tra domanda e offerta – ha proseguito Rizzi – genera da un lato perdita di vendita (se l’offerta della supply chain è inferiore alla domanda) dall’altro obsoleti o invenduti in caso contrario. Nel caso della moda quest’ultimo è percepito come il male minore: lo sviluppo degli outlet ne è un esempio concreto”.

Uno dei casi più emblematici è Zara, una delle più importanti catene del retail mondiale: supply chain estremamente corta e reattiva, fornitori in Spagna, Portogallo e Marocco, arrivando al massimo al Middle east, e informazioni puntuali e accurate condivise in tempo reale lungo tutta la filiera. I fornitori possono cambiare secondo disponibilità. Questo permette di rinnovare le collezioni ogni 3 settimane, producendo solo ciò che viene richiesto dal mercato, contro 2 collezioni all’anno, prodotte al buio con 6 mesi di anticipo, dei competitor. Questo è il motivo per cui non esistono outlet di Zara e i saldi sono ridotti al minimo.

La situazione paradossale – ha proseguito Rizzi – è che alcuni competitor non lo capiscono e anziché cercare di mutuare il modello di gestione della supply chain, che è la fonte di vantaggio competitivo, cercano di copiare il prodotto credendo che sia quello a fare la differenza, e lo realizzano mesi dopo secondo gli schemi tradizionali”.

In questo scenario la condivisione dell’informazione è fondamentale e tecnologie come l’RFID possono fare la differenza. La domanda reale del mercato è disponibile a tutti i livelli, così come i livelli delle scorte e nei magazzini e in transito. E’ come una luce che si accende sulla supply chain, rendendola trasparente e immensamente più semplice da coordinare.

Le ricerche sviluppate in RFID Lab – ha sottolineato Rizzi -hanno dimostrato come i costi e le prestazioni della tecnologia RFID siano compatibili con moltissime applicazioni. Attraverso l’RFID è allora oggi possibile non solo migliorare l’efficienza, ad es. riducendo costi della manodopera, errori, perdita di assets di valore, o migliorando il tasso di utilizzo di risorse critiche, ma anche incrementare il fatturato della supply chain, riducendo le vendite perse per mancanza di prodotto o i costi legati a prodotti obsoleti e scaduti”.

In occasione dell’evento Rizzi ha ricevuto il premio “Special Lifetime Logistics Service Award”. Il premio è stato attribuito dal comitato scientifico della “International logistics and supply chain management conference”, che annovera 104 studiosi nel campo della logistica e del supply chain management, provenienti da 22 paesi di tutto il mondo.

Insieme al Prof. Rizzi hanno parlato e sono stati premiati alcuni dei più importanti professori del settore, come Martin Christopher, della Cranfield School of Economics, e James Stock, University of South Florida Polytecnic. Lo stesso premio, purtroppo alla memoria, è stato attribuito anche a Donald Bowersox, Michigan State, uno dei pionieri nel campo della logistica, recentemente scomparso.

L’invito e il premio ricevuto oggi – ha commentato Rizzi – sono un prestigioso riconoscimento al lavoro svolto fino ad oggi da me e tutti i miei collaboratori, una testimonianza che il modello collaborativo che abbiamo ideato e adottato per mettere insieme i diversi portatori di interessi in RFID Lab è corretto, e allo stesso tempo un grande uno stimolo a proseguire su questa strada”.

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Rfid Lab Parma

RFID Lab (www.rfidlab.unipr.it) nasce dalla pluriennale attività di ricerca in corso presso l’Università degli Studi di Parma presso il Dipartimento di Ingegneria Industriale. In tale sede si studiano le applicazioni della tecnologia RFID e del sistema EPC nei processi di business. RFID lab si propone come laboratorio d’avanguardia e di eccellenza mondiale, sede delle prime sperimentazioni italiane riguardanti la tecnologia RFID UHF class1 gen2.

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