Opinioni, Rfid Italia

Marketing al bivio: Adapt or Die

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Si dice che chi costruiva carrozze non ha poi prodotto automobili… direi che lo stesso sta accadendo nei nostri giorni…. chi faceva marketing e comunicazione non ha implementato il web, la comunicazione condivisa e le app, anzi ha cercato di frenare strenuamente la venuta del nuovo. Oggi ci si trova a un bivio, soprattutto italiano. Il marketing è spiazzato: c’è chi prova a cercare alleanze con chi sa usare e inventare l’Ict e chi continua a guardarsi intorno. Non c’è direzione, c’è innovazione.

Un recente articolo su Nova24 ha inquadrato benissimo quello che Richard Nisbett preconizzò nel 2004: gli orientali (è bene specificare in questo caso: cinesi, coreani e giapponesi che presentano una certa omogeneità) sono portatori di un diverso modo di pensare in cui l’ambientazione è più importante dell’oggetto, la relazione tra persone più rilevante dell’io singolo. Dici poco: quindi un pensare più liquido, fatto meno di oggetti e più di relazioni è vincente su tutti i frionti. Di fronte a questa eclatante evidenza, c’è qualcuno che sta studiando seriamente l’Oriental Thinking? La risposta è scontata.

Nell’App Store di Chrome (una realtà in costante incremento) c’è un bellissimo games dal titolo “Adapt or Die”, significativo, direi, per i tempi che corrono.

Ecco, come dice Laura Zanotti nel suo editoriale “Da Carosello a YouTube, aspettando il marketing 2.0“, il nuovo mondo è circolare: passa da Fourquare ma anche Twitter o Facebook, per poi darsi appuntamento ad un party organizzato off line in cui i consumers sono prosumers e così via….. Ma c’è una cosa fondamentale, senza la quale tutto questo mondo diventa un riflesso di quello vecchio e ci deluderà tra brevissimo: il senso di appartenenza all’universo. Eh sì, ritornano i valori ma questa volta la partita si fa più sottile di quella giocata sull’ultima scacchiera ideologica comunismo/capitalismo: sono trasversali, ecosostenibili, adattabili ed elastici. E quasi sempre in real time.

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Fabrizio Bellavista

È partner dell'Istituto di Ricerca Psycho Research, vice presidente del Premio Cultura di Rete e project manager di nuovi format di incontro e condivisione come ‘MarketingCamp’, ‘Conversazioni Interattive’, ‘Innovative Day’ e ‘Inno2Days’. È membro del dipartimento di Neuromarketing dell’Associazione Italiana Marketing. La sua attuale attività in rete è focalizzata su interventi di New Relations,Web Reputation e Social Vision finalizzati alla costruzione di un nuovo ecosistema digitale.

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