Meglio esternalizzare l’integrazione B2B

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Concentrarsi sul core business. Questo è l’imperativo che oggi domina nella maggior parte delle aziende e coinvolge pesantemente anche l’It. Un obiettivo tanto preciso implica l’alleggerimento delle risorse interne da tutti i compiti ripetitivi e a basso valore aggiunto presenti più o meno in ogni realtà.

Aziende come Alessi, Artoni Trasporti, Gruppo Iper, Fiege Logistics e Bolton Services hanno scelto questa strada per tutto ciò che attiene la cosiddetta integrazione B2B, ovvero la gestione automatizzata dei flussi documentali del ciclo attivo e/o passivo con i propri fornitori e clienti. Diverse sono le declinazioni e le esigenze che sottostanno a questa scelta, ma in comune c’è il fornitore di riferimento. Si chiama Crossgate, è presente direttamente in Italia da cinque anni e si occupa proprio di automatizzare nel modo più semplice l’Edi B2B delle aziende, proponendo un’offerta basata su una formula a canone, in modalità SaaS.

Il quinto anniversario della presenza in Italia è stata l’occasione per riposizionare l’offerta alla luce della recente proposta di acquisizione da parte di Sap, ma anche per mettere a confronto i responsabili It o di management di alcune aziende proprio sui temi che oggi riguardano la gestione della supply chain a monte e a valle, l’integrazione B2B e il generale contesto delle realtà che operano interfacciandosi con un alto numero di business partner, in Italia e all’estero.

Emblematica, in questo contesto, può essere considerata l’esperienza di Gruppo Iper, che gestisce sei piattaforme logistiche di approvvigionamento e cinquemila fornitori.

In passato, i circa 1.200 flussi giornalieri, fatti di ordini, fatture e bolle – ha spiegato il Cio Valerio Cortese di Gruppo Iper – erano affidati all’organizzazione interna. Questa ingente mole di flussi richiedeva tempo e risorse. L’outsourcing della gestione ci ha consentito di ottenere un supporto specialistico, ma soprattutto ha snellito il lavoro dell’organizzazione interna. Oggi lavoriamo in automazione con circa 500 partner, soprattutto con quelli più importanti e strutturati e abbiamo riscontrato una riduzione consistente dei costi legati alla gestione documentale”.

Se Gruppo Iper interagisce esclusivamente con partner italiano, Alessi è partita da un’esigenza del tutto opposta.

I nostri prodotti di alto design sono presenti in oltre sessanta paesi e proprio la necessità di adeguarci a prassi di integrazione B2B già presenti all’estero è stata il punto di partenza della nostra scelta – ha ricordato Angelo Lagostina, export department manager dell’azienda lombarda -. Il nostro business dipende anche dalle relazioni commerciali con operatori come Harrod’s, Galeries Lafayette o Bloomingdale’s ed era necessario allinearsi alle loro esigenze. Le dimensioni della nostra azienda ci hanno convinto a optare per una soluzione chiavi-in-mano, interessante soprattutto per la possibilità di integrare i profili dei nostri business partner con grande facilità, essendo già presenti nella Business-Ready Network di Crossgate”.

Per Artoni Trasporti, invece, l’integrazione B2B si lega strettamente alla più ampia strategia legata all’utilizzo dell’Erp Sap. L’azienda di trasporti, che oggi conta su circa 13mila clienti, lavora in una logica di “lean logistic”, trovandosi a gestire migliaia di transazioni al mese con clienti, fornitori e partner sparsi in tutto il mondo.

Abbiamo oggi circa 600 relazioni di business con 20 tipi di processi differenti e ogni anno si aggiungono un centinaio di nuove relazioni – ha illustrato Giacomo Coppi, direttore worldwide channel partner di Artoni -. Questo si deve integrare con il sistema Sap, in particolare potendo utilizzare il formato standard iDoc per i documenti amministrativi. La soluzione che abbiamo implementato, oltre ad aver razionalizzato la diverse tecnologie preesistenti, consente un alto livello di riusabilità e ha prodotto tangibili miglioramenti nelle vendite e nei servizi, accanto alla riduzione dei costi complessivi”.

A fare quasi da complemento a una realtà di primo piano nel mondo dei trasporti, troviamo uno specialista internazionale della logistica come Fiege, che è stata la prima azienda italiana a implementare la soluzione SaaS di Crossgate, quando questa logica ancora non era popolare come oggi. Fiege gestisce la supply chain di circa 140 clienti nei più diversi settori (elettronica di consumo, automotive, fashion, chimica e farmaceutico) per un totale di diverse migliaia di spedizioni giornaliere.

I clienti usano interfacce diverse fra loro – ha spiegato Giorgio Rotta, head of It per il Sud ed Est Europa di Fiege – ma per noi è essenziale il corretto funzionamento della supply chain, dal prelievo della merce a magazzino alla sua spedizione al corretto destinatario, dalla produzione della documentazione finale alla consegna in tempi brevi. Per questo è stato fondamentale poter lavorare con una soluzione che consentisse di dialogare con qualsiasi interfaccia, senza costringerci ogni volta a doverci adattare a ogni diversa realtà”.

Bolton Group è il caso di un’azienda che ha potuto trarre beneficio dalla scelta di Crossgate come partner per la gestione dei flussi amministrativi sia con i fornitori che con i partner. Il gruppo integra un insieme di aziende in campo alimentare e non, producendo e distribuisce in tutto il mondo un’ampia gamma di beni di largo consumo.

In Italia movimentiamo oltre 100mila fatture all’anno – ha dettagliato il Cio Gianluca Ceruti di Bolton Group -. I grandi gruppi della distribuzione ci hanno imposto negli anni l’uso dell’Edi e di specifici formati per la gestione dei flussi in entrata e in uscita. L’esternalizzazione di questi processi ha permesso di ottenere una significativa riduzione dei costi di trasmissione dei dati e l’azzeramento dell’impiego di personale dedicato”.

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