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In ufficio senza lavorare, chattando su Facebook? La storia segreta di Oberato Indefessi.

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Questa è la storia di Oberato Indefessi. Oberato è quel collega che in ufficio ognuno nella vita ha avuto e ha anche un po’ invidiato: instancabile lavoratore, sempre in attività, puntualissimo nelle scadenze, ma incolume alla stanchezza. Mentre noi ci facevamo riprendere dal capo per una pausa caffè troppo lunga, Oberato era lì, sempre in ufficio,  concentratissimo e indefesso, al suo desk o impegnato in una lunga riunione. E quella volta che presi da un’insana solerzia abbiamo consegnato in anticipo un lavoro e così il boss ce ne ha assegnato uno nuovo e noiosissimo? Oberato in quel caso ha sempre tradito origini svizzere: puntuale da spaccare il minuto, nessuno ha mai capito come facesse ad allineare così bene i suoi tempi di lavoro alle scadenze dettate dall’alto. O quei mal di testa terribili e quell’aspetto emaciato da reduci di guerra che abbiamo dopo certe giornate in ufficio passate incollati al pc? Oberato ne è immune, a lui le otto ore scivolano via che è un piacere e alle 18:00 in punto lascia l’ufficio fresco come una rosa. Eppure non ha smesso un attimo di essere operativo! Se anche voi vi siete chiesti come mai sia possibile tutto questo, continuate a leggere: questa guida ci è stata dettata direttamente da Oberato che, ormai prossimo alla pensione, ha deciso di svelare a tutti i propri segreti.

Punto numero uno: non ero poi così oberato

in ufficio fingendo di lavorareIn effetti spesso si termina il proprio lavoro prima della dead-line, ma per non irritare il capo sembrando troppo veloci in ufficio rispetto a quanto lui aveva preventivato (e rischiando un carico di lavoro ulteriore) il trucco è: far finta di lavorare. Diluire il tempo d’azione, riempire i vuoti. Come? Partiamo dall’ABC: mai avere una scrivania troppo ordinata. Ci vogliono un minimo di due faldoni semiaperti, qualche fotocopia in ordine sparso-ma-mai-casuale e soprattutto qualche bel post-it in bella vista (alcuni più nuovi altri più vissuti, che sembrino lì da molto tempo a ricordarci cose importantissime). Cosa scrivere sui post-it? Meno si capisce meglio è. Usate una grafia veloce – tipica di chi ha poco tempo e deve prendere appunti rapidi – e poi sottolineate, due o tre volte. Anche se la parola che avete scritto non ha senso compiuto le due o tre sottolineature la innalzeranno subito al rango di “appunto fondamentale e imprescindibile”.

Lo schermo del pc: da traditore ad alleato in ufficio

scrivania-del-computer in ufficioQuante volte in ufficio vi è capitato di trovarvi su facebook mentre passa il vostro capo, non essere abbastanza abili nell’aprire una nuova schermata ed essere colti sul fatto con tanto di ramanzina?
Il trucco c’è, è semplice e si chiama screenshot. Fatene uno alla schermata del programma che più dovreste utilizzare in azienda, tenetelo sempre come sfondo e al primo rumore di passi del boss basterà un click per chiudere la pagina incriminata e ritrovarsi subito immersi in quella “dove state lavorando”. Ma non solo: lo screenshot può davvero darci delle gioie. Avete voglia di andare a prendere un caffè alle macchinette, ma non è proprio il momento adatto di farsi beccare in giro per i corridoi? Certo, le cose sarebbero diverse se foste “costretti” a lasciare il vostro desk per qualche minuto in attesa che il pc si riavvii, con la sua solita lentezza. Bene: la prossima volta che installate un programma, ricordatevi di fare lo screenshot della pagina con la finestra di installazione… sicuro vi tornerà utile al prossimo bisogno di caffè. Ma non solo: online si possono trovare dei “desktop virtuali”, programmi gratuiti che permettono di avere due desktop su uno stesso pc (uno ufficiale e uno per lo svago, ad esempio). Con un veloce colpo di mouse passerete da uno all’altro e anche il boss più pignolo non si accorgerà di nulla.

Cari colleghi del dipartimento IT: come lavoro eh? :-)

usare-facebook-in-ufficioAbbiamo citato Facebook: un buon modo per distrarsi qualche minuto in ufficio per qualcuno, ma un’enorme perdita di tempo per molti. Ecco perché sempre più aziende si dotano di un sistema per monitorare l’utilizzo dei computer in ufficio da parte dei dipendenti. Ma qui non ci rivolgiamo agli svogliati che scaldano la sedia dell’ufficio passando la giornata a giocare online, invece di svolgere le loro mansioni. Il vero Oberato Indefessi si concede una pausa ogni tanto per temporeggiare o distrarsi un pochino, aumentando quindi la propria produttività. E lo fa senza lasciare tracce. Come? Navigando con l’utilizzo di proxy (programmi per navigare in anonimato) o attraverso le pagine cache di Google invece che direttamente dal sito in questione; online si possono trovare numerosi software utili per evitare di essere rilevati. Un altro trucco è: mai cancellare parte della nostra cronologia di navigazione! Infatti il Big Brother aziendale può vedere anche quello. E di certo, il fatto che siano state eliminate rende certe pagine altamente più sospette.

Come starsene in ufficio e non fare niente senza destare sospetti

non-fare-niente-in-ufficioFinora ci siamo maggiormente concentrati su come agghindare scrivania e pc per la nostra nobile causa. E’ il momento dello step successivo. La difficoltà cresce. Non si tratta più di come giustificare i cinque minuti alle macchinette del caffè. Qui bisogna scoprire come passare inosservati pur concedendosi una passeggiata per i corridoi aziendali o una lunga chiacchierata con la collega del secondo piano. Lasciare vuota la propria postazione per troppo tempo può non essere pericoloso, se sai come farlo. Innanzi tutto: mai farsi trovare in corridoio a mani vuote. No, lo snack o il pacchetto di sigarette non contano. I nostri alleati sono block notes e penna. Ci daranno l’aria di quello impegnato, che sta passando in corridoio per andare a chiedere delucidazioni su un importante progetto al collega di qualche stanza più in là. Se invece vogliamo parlare con calma con l’amico/collega – magari per programmare il weekend fuori città insieme – meglio farlo lontano da orecchie indiscrete. E farla sembrare una necessaria riunione di lavoro: muniti dell’immancabile blocco per appunti (può essere utile per segnare itinerario e hotel, d’altronde) basterà aver prenotato con un po’ di anticipo la sala riunioni e potremo star sicuri di non essere disturbati. Ovviamente la scusa regge se si sta lavorando su un progetto comune. Una volta usciti dalla “riunione”, poi, ricordarsi di mantenere un’espressione concentrata al punto giusto, di chi ha appena finito di discutere di lavoro. E non quella faccia beota di chi pregusta il tour enogastronomico del fine settimana.

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Francesca Carli

Francesca Carli è una giornalista pubblicista

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