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Pagamenti contactless in Italia? Telco e banche insieme per promuovere una strategia di servizio Nfc (o via app)

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Segnali forti e chiari nell’arena dei pagamenti contactless italiani: a muoversi, i provider delle Telco in partnership con i gruppi bancari. Da un lato è Telecom ad accordarsi con Visa, dall’altro c’è Vodafone che si allea con Intesa San Paolo. L’obiettivo? Favorire la curva crescente dei clienti dotati di smartphone Nfc che ancora non chiedono di usare l’Rfid nel loro telefonino (ma presto lo faranno).

pagamenti contactless Nfc

Nfc: pagamenti contactless e mobile wallet

Siamo un popolo bizzarro: rispetto al resto dell’Europa siamo in testa nell’uso degli smartphone ma siamo in coda nell’uso dei pagamenti elettronici. L’87% degli italiani preferisce usare il contante, ma quell’Nfc integrato nel telefonino ci porterà presto a utilizzare i pagamenti contacless prima di quanto non pensiamo. Dati alla mano, già a metà del 2013 i pagamenti elettronici sono cresciuti del 14% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente (da 288 a 329 milioni). Manteniamo una media bassa, rispetto ai colleghi europei: 31 operazioni annue pro capite contro le 175 dell’Inghilterra, le 140 della Francia o le 54 della Germania. A favorire la nostra propensione ai pagamenti contactless giocano diversi fattori: da un lato l’obbligo normativo del Decreto sviluppo-bis che impone per tutti i negozianti un pos entro il 2014. Dall’altro il fatto che la distribuzione per favorire il passaggio a questo tipo di pagamenti offre sconti e promozioni usando l’Nfc come una forma di couponing. Il terzo sono i mainsponsor della tecnologia con un alto tasso di penetrazione nel Paese: Poste Italiane, Lottomatica, Sisal ad esempio. Ma la differenza sistematica la faranno le Telco, finalmente allineate in una strategia di squadra con i gruppi bancari.

Tim e Visa Europa

pagamenti nfcSmartphone Nfc significa infatti un target potenziale da servire (si parla nel 2014 di 14 milioni di cellulari Nfc based) attraverso una rosa di servizi più ampia e versatile: ecco il motivo per cui Telecom Italia e Visa Europe hanno annunciato un accordo per spingere il sistema dei pagamenti contactless finalizzato per ora a importi fino a 25 euro senza pin (per importi superiori con il pin), così da puntare alla comodità per vincere la resistenza tutta italiana alla dematerializzazione del denaro. L’accordo prevede che i servizi di mobile payment di Visa Europe saranno offerti al portafoglio di oltre 31 milioni di clienti Tim. Dopo un progetto pilota su Milano, i due provider hanno deciso di estendere i pagamenti contactless via smartphone a tutti i pos europei. Vero è che oggi solo il 10% dei Pos italiani accetta i pagamenti contactless (170mila Pos operativi) ma il Politecnico sostiene che già l’anno prossimo il parco esercenti dotati di Pos Nfc oscillerà tra 405mila e 610mila. Per aggiungere un moltiplicatore Tim provvederà a installare terminali Nfc nei propri punti vendita dislocati in Italia. La carta Visa cobrandizzata Tim e realizzata in partnership con Intesa Sanpaolo, sarà disponibile nel 2014 ai clienti Tim dotati smartphone Nfc ed è sviluppata con gli stessi standard di sicurezza che caratterizzano i pagamenti Visa contactless.

Vodafone e Intesa San Paolo

Intesa Sanpaolo ha aperto anche a Vodafone per  incentivare i negozianti italiani ad accettare carte di debito, credito e bancomat sempre per piccoli importi. Il target rimane il consumatore smartphone dotato, ma questa volta il servizio si concentra su una app per cellulari intelligenti e tablet che consentirà pagamenti contactless funzionando tramite un Pos che si collega a smartphone e tablet in modalità bluetooth. Il pos mobile Move and Pay Business è un piccolo lettore certificato ai massimi livelli di sicurezza da Visa, MasterCard e Consorzio Bancomat.Dopo aver scaricato gratuitamente un’applicazione Android oppure iOs, consente di ricevere pagamenti in pochi passaggi, esattamente come gli apparecchi Pos presenti nei negozi. L’obbiettivo è riuscire a coinvolgere almeno un milione di partite Iva che ancora non hanno un Pos per un ammontare delle transazioni stimato nell’ordine dei 90 miliardi di euro. Le proposte commerciali partono da un costo base di 12 euro mensili, che include un tablet di nuova generazione, 4 GB di traffico internet, il servizio Vodafone Rete Sicura (che protegge la navigazione internet direttamente sulla rete) e il lettore Pos a canone zero e senza costi di attivazione (il cliente paga una percentuale sulle transazioni, in base all’utilizzo effettivo).
Nel frattempo Vodafone include nella sua strategia anche l’Rfid, muovendosi con un progetto ad ampio spettro sul fronte dei pagamenti contactless: il mobile wallet Nfc del provider è stato lanciato in Spagna e sarà disponibile in Germania a metà dicembre ma nel corso del 2014 sarà esteso anche a Olanda e Italia. Perno dello sviluppo la GlobalPlatform, standard aperto che semplificherà, a detta del carrier telefonico, i pagamenti contactless non soltanto per le transazioni bancarie ma per tutte le realtà della distribuzione e per i trasporti. Insomma i pos abilitati ai pagamenti contactless si moltiplicheranno e prima o poi ci verrà spontaneo farne uso.

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Redazione The Biz Loft
Redazione The Biz Loft

La redazione di The Biz Loft coordina la produzione di approfondimenti, video e inchieste per Rfid Italia e Sbiz, Fashion 2 e 1 Minuto.

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