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Pagamento contactless in tre varianti: Qr code, Nfc o PassBook. Quale scegliere?

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Nfc, qr code, smart tag… fino a qualche mese fa nel nostro Paese parlare (in concreto) di pagamento contactless era quasi un azzardo da tecno-avventurieri. Rispetto alla media europea, infatti, noi italiani siamo quelli che faticano maggiormente a dire addio al denaro contante.

pagamento contactless: tre alternative

Le cose stanno cambiando a grande velocità: secondo una ricerca del Politecnico di Milano, a fine 2016 gli utenti che alla moneta preferiranno soluzioni di Mobile Proximity Payment oscillerà tra i sei e oltre dieci milioni di utenti (movimentando qualcosa come 4,7 miliardi di euro). Una cosa è certa: quando si parla di pagamento contactless, manca ancora uno standard. Quali sono i principali contendenti a cui possiamo affidarci? Ne abbiamo individuati tre.

#1 Qr code per pagare …con un tap

Invece dei contanti è possibile effettuare un pagamento elettronico usando il Qr code. Una soluzione che propone CartaSì con un servizio chiamato Qr Money. Si tratta di un’evoluzione della piattaforma tecnologica PlainPay (che offre un’interazione con la propria banca attraverso diversi servizi in chiave mobile). Oltre al pagamento contactless presso gli esercenti convenzionati, Qr Money permette di accedere anche a un servizio di prelievo senza carta tramite smartphone. Come funziona? Il primo step (da fare solo una volta) prevede l’attivazione di un’apposita app allo sportello bancomat che verrà associata alla carta di credito di appoggio. Dopodiché si è  pronti per il primo acquisto contactless: basterà consegnare in cassa i prodotti che si vogliono acquistare, fotografare il Qr code deputato e digitare sul proprio smartphone Pin e importo: il sistema invierà subito conferma dell’avvenuto pagamento alla cassa e il negoziante potra consegnarci così merce e scontrino. Nessuna protesi esterna: soltanto uno scan sullo smart tag presente in cassa e il gioco è fatto.

#2 PassBook (o PassWallet). Sublimazione smart code

Si chiama PassBook per gli Apple addicted e PassWallet per gli androidiani. È un’applicazione a metà strada tra un microgestionale e un sistema di pagamento, facendo ordine in quel marasma di coupon, biglietti e promozioni (che non si trovano mai quando è il momento). Stiamo parlando di ticket aerei, del treno, dell’autobus ma anche i biglietti dei concerti, dei cinema o dei teatri, gli sconti per lo shopping e quant’altro… L’universo dei pass può essere salvato sullo smartphone in un unico posto se generati dalle applicazioni iOs 6. In questo modo sarà possibile avere sempre a disposizione tutti i documenti di cui avete bisogno all’interno di un’unica applicazione. Con Passbook potrete utilizzare codici a barre, Qr code e altri smart tag per utilizzare i vostri biglietti in modo specifico. L’iPhone non supporta la tecnologia Nfc (per ora) e i buoni si utilizzano sfruttando gli smart code letti dalla webcam. Il vantaggio? Che oggi per abilitare il pagamento contactless Nfc il negoziante deve possedere il pos abilitato. Passbook, invece, risolve in maniera più semplice, interagendo con qualsiasi rivenditore munito di cassa tradizionale (leggasi tutti). PassWallet, al contrario, è una variante double face: come  Passbok sfrutta i barcode ma anche, come opzione, la tecnologia Nfc degli smartphone di nuova generazione, permettendo di riscuotere questi buoni da parte dei venditori o delle aziende, via Near field communication.

#3 Nfc per tutti: N-tag sinonimo di pagamento contactless?

Si stima che nel 2013 l’80% di tutti gli smartphone venduti sarà Nfc e che i Pos contacless compatibili con questa tecnolgia saranno ben 150mila. Senza dubbio la Near field communication è una delle tecnologie più in voga quando si parla di pagamento contactless. Lo abbiamo detto: molti smartphone di ultima generazione sono stati dotati di tecnologia Nfc e ciò ci permetterà di utilizzare sempre più spesso i nostri dispositivi mobili non solo per servizi di pagamento contactless, ma anche per usufruire di guide turistiche interattive geolocalizzate, interagire con smart poster pubblicitari, o ricevere comunicazioni di mobile marketing dai negozi vicini.
La tecnologia Nfc in Italia è arrivata per la prima volta nel 2008, quando Telecom Italia e la società di trasporto pubblico di Milano Atm hanno lanciato un sistema sperimentale di bigliettazione elettronica. E proprio Telecom Italia ha da poco lanciato, sempre a Milano, un progetto pilota con nuovi servizi Nfc, che permetterà ai mille cittadini coinvolti nel test di utilizzare il proprio smartphone in numerose attività quotidiane. Qualche esempio? Sarà possibile pagare il biglietto sui mezzi pubblici, fare acquisti con modalità di pagamento contactless in un migliaio di esercizi commerciali della città (pagando con la carta di credito presente sulla scheda sim), interagire con le paline elettroniche per le informazioni turistiche, utilizzare lo smartphone come biglietto virtuale sui mezzi di trasporto pubblico, o usufruire di coupon e buoni sconto grazie alla collaborazione con le associazioni di categoria (Confcommercio, Confartigianato e Confesercenti).

I servizi Nfc Sim-based sono già una realtà – ha spiegato Oscar Cicchetti, direttore Strategie di Telecom Italia -: il loro utilizzo da parte dei clienti è estremamente semplice e sicuro al tempo stesso”.

 

Nella scommessa sull’Nfc Telecom è in buona compagnia: un segnale più che concreto del cambiamento che sta avvenendo? La nascita della prima piattaforma comune Nfc di tutti gli operatori mobili: Telecom, Wind, Vodafone,3 Italia e Poste Mobile offrono ora una piattaforma tecnica in grado di ospitare i dati di banche, aziende di trasporto e altri soggetti. Ciò si traduce, per questi ultimi, nella certezza di poter investire in servizi di pagamento contactless, sapendo di essere finalmente supportati dalle sim di tutti i maggiori operatori telefonici. Poste Mobile, inoltre, ha lanciato servizi per pagare tramite Near field communications appoggiati a Postepay ricaricabili e Intesa Sanpaolo (con Telecom Italia e con Nòverca) sta iniziando a supportare le proprie carte di credito com per il servizio di pagamento contactless.

Microsite di:  / 

Francesca Carli

Francesca Carli è una giornalista pubblicista

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