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Si corre in team verso l’innovazione mobile


Lo sport si presta bene come metafora sia nella vita che nel business. Nello specifico, pensiamo ai mercati interessati alla mobilità. Il parallelo sport-business che mi viene più semplice è con la supertecnologica Formula 1.
Non troppi anni addietro, un pilota spregiudicato e spericolato, con un’auto innovativa, potevano regalare soddisfazioni inaspettate.
Analogamente, le aziende di tutti i settori e mercati adottano o pensano di implementare tecnologia e nuove applicazioni, approcciando soluzioni di mobilità con spirito pionieristico e, a loro modo, riuscendo a portare benefici al business introducevano modifiche ai processi operativi.

La necessità di avere più ricchezza d’informazione da e per gli operatori in movimento, tempestivamente e accuratamente, porta vantaggi alle operatività dell’azienda, consentendo di raggiungere vantaggi pratici e ottimizzazioni , sia operative che economiche.

Personalmente ritengo che tra le applicazioni più innovative e con maggiore potenzialità di ritorno dell’investimento rientri quella che è comunemente denominata “certificazione delle consegne”.

L’applicazione è particolarmente interessante sul comparto dei trasporti, dove la necessità d’innovazione si coniuga con la necessità di rendere il business profittevole in una situazione molto competitiva, coinvolgendo tecnologie molto innovative in un mix di soluzioni che puntano alla massima interoperabilità.

Tutte le ricerche di mercato indicano in rapida crescita il numero degli utenti di applicazioni in movimento; nel mercato dei trasporti la disponibilità delle tecnologie “abilitanti” come Gprs, Wlan, Wi-Fi e Rfid promette grandi ottimizzazioni ed elevato grado di controllo dei processi operativi.

Di che si tratta? L’applicazione di “certificazione delle consegne” introduce il concetto di controllo end-to-end delle consegne.
Si tratta di qualcosa che va oltre il semplice controllo del carico e della relativa consegna, con scarico del veicolo: è la possibilità di ottimizzare l’intero processo operativo introducendo innovazione in tutte le sue fasi.

Un caso per tutti è quello della gestione e ottimizzazione del percorso del veicolo, attraverso una combinazione di tecnologie di gerorefenziazione e di networking.
Sfruttando Gps e Wlan, infatti, è possibile interagire con l’operatore in movimento.
Grazie alla certificazione su server delle coordinate GPS e dell’orario di raccolta delle informazioni riguardanti la posizione dei veicoli e il loro stato operativo, viene prodotto un documento ufficiale che ha valore legale.
A questo processo si aggiunge la messa a sistema della firma elettronica del ricevente, insieme all’avvenuta verifica dei materiali ricevuti. Tutto questo entra a far parte di una serie di Kpi e statistiche del trasporto e della consegna che possono essere condivisi tra l’azienda, gli operatori esterni, i partner ed, eventualmente, i clienti finali.

Come avviene tutto ciò? A livello di architettura molte imprese optano per una soluzione di cloud computing che gli consente di evitare i problemi degli aggiornamenti e della manutenzione dei server e di tutta l’infrastruttura necessaria.
Grazie alla formula dell’As a service, la prova del timing e della localizzazione è garantita dal provider, il che libera l’azienda dall’onere della gestione permettendole di focalizzarsi solo sul core business.

Attraverso semplici interfacce web-based le informazioni appropriate per gli operatori di back office, sia lato produttore/trasportatore e sia lato cliente si può migliorare la qualità del servizio garantendo una maggiore trasparenza delle informazioni, che risultano più dettagliate, precise e condivisibili.
Al di là dei trend sempre più dominanti legati allla mobility di ultima generazione (vedi iPad, tablet, smartphone o iPhone) i terminali industriali, equipaggiati da tecnologie appropriate di raccolta dati e di comunicazione, sono ancora le soluzioni più solide, che assicurano un investimento iniziale abbordabile e protetto.
Questi terminali non solo risolvono le esigenze dell’operatore, ma possono fornire tutta una serie di servizi aggiuntivi, da quelli telefonici a quelli di semplice navigazione stradale.

Quali sono i vantaggi? Il primo concerne la visibilità (condivisa e chiara) dello stato della consegna; con disponibilità puntuale e certificata dei dati necessari per la fatturazione e in tempo reale.
La disponibilità del dato si traduce in una gestione del costo del trasporto e delle eventuali controversie sulla consegna stessa, con vantaggi anche sul fronte delle tempistiche di carico-scarico dei veicoli e un’ulteriore ottimizzazione dei costi.
Seppur difficile da quantificare in termini economici, questa situazione virtuosa influenza positivamente anche la catena del valore tra produttore-trasportatore-distributore.
Tra gli impatti positivi rientra una razionalizzazione delle risorse come, ad esempio, l’ottimizzazione del supporto cartaceo o quello, più sensibile, del risparmio sui carburanti e di un aumento della sicurezza su strada.

Quali sono gli scenari dell’evoluzione? Ci troviamo davanti alla seconda se non addirittura alla terza generazione di automazione in mobilità, dove le tecnologie sono percepite come abilitatori, e le applicazioni si sviluppano verso un moderno modello d’interazione ed elaborazione dei dati.
L’innovazione è la chiave di un nuovo modello collaborativo tra gli attori del mercato e della catena distributiva.
Va ribadito che la qualità delle informazioni e la loro condivisione in tempo reale, permette di raggiungere nuove economie di scala attraverso l’ottimizzazione dell’operatività e una nuova forma decisionale legata alla rapida disponibilità delle informazioni stesse.

Quello che succederà nel medio termine nel mondo dell’enterprise mobility è un uso sempre più massivo di queste applicazioni in cloud per cui il device industriale avrà ancora un grosso valore tecnologico per aziende di medie e grandi dimensioni su moltissimi comparti, dalla logistica all’automotive.
Non ha senso ipotizzare una conversione verso smartphone o tablet oggi su grandi numeri. Quanto costa a una società l’acquisto di un migliaio di iPhone o iPad rispetto a un palmare tradizionale, nativamente progettato per essere utilizzato con un ciclo di vita decisamente superiore, con una stabilità applicativa e un servizio di assistenza garantito negli anni?

Insomma, come nella Formula 1 non è possibile integrare soluzioni generaliste, anche nel mondo del business è necessario saper scegliere quando e come fare innovazione.
E che nella realtà aziendale, purtroppo, non ci sono i cospicui budget messi sul piatto dagli sponsor…


Nato a Milano il 17 luglio 1965 ha ricoperto il suolo di Direttore Generale di Psion Italia dal marzo del 2004all'aprile 2011. Inizia la carriera presso la General Electric Information Services (G.E.I.S.) e poi in Symbol Technologies. Nel 1996 ha inizio l’esperienza presso Teklogix con lo startup delle filiale italiana, fino alla fusione con Psion nel 2000 e l’espansione delle attività.

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