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Simpass. Il sogno dell’NFC cinese (destinato a fallire)

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Quello del mobile payment è uno dei mercati più golosi dei prossimi anni. Tutti abbiamo almeno un telefonino e tutti dobbiamo pagare ciò che compriamo. Se aggiungiamo a questo la progressiva smaterializzazione del denaro, fortemente voluta da molti per svariati motivi, si ottiene un quadro chiaro: il primo che riuscirà a imporre un sistema che permetta a tutti di pagare tutto col cellulare avrà, diciamo, svoltato.

E infatti a provarci sono in tanti. E la nascente industria cinese dell’innovazione prova a giocare un ruolo globale con una tecnologia che si chiama SimPass.

Simpass altro non è che una declinazione dell’NFC (Near Field Communication), sviluppata da una di quelle società cinesi, Watchdata, che stanno provando a imporre sui mercati internazionali non solo i propri prodotti ma anche la propria tecnologia. Inserendo una scheda SimPass nel telefonino, l’utente è in grado di effettuare pagamenti avvicinando il terminale a un lettore compatibile. China Mobile e China Telecom hanno sposato questa tecnologia, che grazie alle economie di scale possibili nel paese ha raggiunto in pochi mesi la non trascurabile soglia di 5 milioni di utenti. Grazie soprattutto a un progetto pilota avviato nella città di Shenzhen, ma anche in altre città cinesi e in Tailandia.

SimPass compete sul mercato con altre tecnologie analoghe, fra cui l’NFC che usiamo anche in Italia (molto usato soprattutto in Giappone) e un’altra tecnologia chiamata SWP, che si sta sviluppando anch’essa a macchia di leopardo in Corea del Sud, Francia, Russia e Turchia.

Guardando in prospettiva, i numeri sembrerebbero dare ragione all’opzione cinese. Ma c’è un aspetto che con tutta probabilità non le permetterà di uscire dal paese per imporsi a livello internazionale. La scheda progettata da Watchdata infatti, comprende un’antenna piuttosto voluminosa (sottile, ma con la superficie approssimativa di un pacchetto di fiammiferi). Quindi può essere usata solo con terminali progettati appositamente per accogliere sia la sim che l’antenna.

Dave Carini, un analista esperto in questi temi della Maverick China Research che The Biz Loft ha intervistato a Pechino, “Sebbene SimPass abbia un grande potenziale, dubito che possa diventare un player globale nel mercato dell’NFC. Infatti, nonostante il mercato locale le fornisca una base di partenza difficilmente raggiungibile dai concorrenti stranieri, la presenza dell’antenna esterna renderà molto difficile per i suoi promotori convincere chi produce i terminali a sviluppare modelli customizzati per questa tecnologia”.

“Inoltre – ha aggiunto Carini – pur avendo vita facile nel mercato cinese, Simpass faticherà ad avere successo nei mercati più sviluppati, dove una ridda di operatori come Visa, Mastercard, Google, Paypal e Square stanno già segnando il territorio con una fitta ragnatela di partnership”.

Interpellati da The Biz Loft sull’argomento, i responsabili di Watchdata hanno sottolineato come SimPass abbia riscontrato un notevole successo nell’area dei trasporti in più di 20 province cinesi, sottolineando che entro qualche mese la presenza dell’antenna esterna potrebbe non essere più necessaria.

Ma in un settore come quello dei pagamenti mobili, dove la tecnologia e la ricerca corrono più veloci che mai, “qualche mese” rischia di essere un tempo troppo lungo. Il tempo in cui le aziende cinesi si limitavano a copiare e produrre è finito. Ma quello in cui faranno ricerca a livello internazionale non è ancora cominciato.

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Paolo Conti

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