Guide, Rfid Italia

Smartphone nella supply chain? Ancora no, perché…

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Gli smartphone sono utili, cool e in costante evoluzione. Ma quando si parla di applicazioni professionali sul campo, come la logistica, la tentata vendita o la manutenzione, i terminali mobili specializzati (Tms) restano, almeno per ora, la scelta migliore. Perché?

Innanzitutto sono molto più robusti. E poi leggono barcode e tag Rfid, cosa che la maggior parte degli smartphone ancora non può fare a meno di non utilizzare un dispositivo esterno, cioè un piccolo lettore aggiuntivo che funziona tramite tecnologia Bluetooth. Il problema è che questo tipo di soluzioni non sono ancora compatibili con tutti gli apparecchi in commercio (e chi lo usa non lo trova né comodo né così funzionale). Ma ci sono anche altri perché.

1) I vantaggi della Wan (Wide Area Network)

Al contrario di uno smartphone, un terminale professionale è progettato per vivere in un vero e proprio ecosistema di networking. Copertura di rete garantita, infatti, non significa solo disponibilità di banda, ma anche accesso a una solida piattaforma di scambio delle informazioni. Gli alert inoltrati tramite dispositivi mobili dagli operatori in remoto supportano la direzione centrale nella pianificazione della domanda e nella gestione delle attività. Il sistema consente di attivare e condividere avvisi, automatici o volontari, che segnalano ai responsabili di servizio lo stato di una caldaia, l’aggiunta di materiale a un ordine in via di spedizione, o eventuali anomalie. Informazioni chiave, che immesse in tempo reale nel sistema aziendale, consentono al business di guadagnare in proattività e in tempestività.

2) Convergenza fonia/dati
I terminali industriali di ultima generazione oltre a leggere barcode e tag Rfid sono anche dei telefoni e dei minicomputer con funzionalità di posta elettronica, navigazione, Sms, Mms, agenda, calendari e via dicendo. Una soluzione “all in one” che evita di andare in giro con un secondo apparato. Il viceversa non vale per gli smartphone che, per scandire i dati, metterli a sistema, rendicontare, effettuare bollettazioni e via dicendo oltre a un reader aggiuntivo Rfid necessitano di un bravo programmatore capace di customizzare il gestionale aziendale, lavorando sulle varie configurazioni dei dispositivi concettualmente pensati per il mondo consumer e non per il mondo industriale.

3) Pan (Personal Area Network) e mobile payment
Terminale e stampantina portatile, inserita nella cintura dell’operatore e connessa WiFi o Bluetooth, sono a tutti gli effetti una postazione di lavoro e di servizio completa. Così è possibile pagare direttamente il fornitore o il trasportatore: tutto formalmente registrato, con transazione sicura e stampa dello scontrino inclusa. Un simile equipaggiamento aumenta la produttività e l’efficienza dei processi, perché tutto gira all’interno di un ambiente gestionale protetto, con modalità di servizio alla clientela più efficaci. L’alternativa, in questo caso, non sono gli smartphone, ma i tablet (che hanno tutti il bluetooth mentre molti smartphone non lo hanno ancora come standard) che si trovano anche a 150 euro contro i mille di un terminale industriale. Bisogna considerare un altro elemento: con la manovra Monti il contante sopra un certo importo è destinato nel breve termine a sparire e, al momento, i terminali industriali hanno sicuramente più integrazioni per il mobile payment rispetto agli smartphone.

4) Voice picking e soluzioni a mani libere
Le soluzioni vocali professionali di oggi hanno raggiunto un livello qualitativo sufficiente per usarle sul lavoro e al momento si interfacciano solo con i terminali industriali. Cuffie e microfono, o lettori ad anello collegati in wireless, consentono agli operatori di muoversi liberamente potendo svolgere diverse mansioni e, al contempo, registrare dati e codici relativi al carico e scarico delle merci o per registrare attività di manutenzione. In questo caso nel confronto l’attenzione va spostata sul sistema operativo. Il mondo consumer, infatti, ha tempi di evoluzione molto rapidi e gli Os cambiano in continuazione. Il sistema operativo di un terminale mobile specializzato, invece, prima di essere dismesso viene supportato dal produttore per diversi anni. Considerato che la realizzazione di un gestionale necessita tempi tra 1-2 anni uomo,  l’investimento sul software si giustifica meglio nel secondo caso che nel primo.

5) Gps
L’utilizzo del Gps è piuttosto recente. Se è vero che ormai quasi tutte le compagnie di trasporto e di logistica ne fannno uso per documentare lo stato del servizio, è anche vero che un uso più evoluto consente un miglior monitoraggio anche a realtà più piccole come, ad esempio, chi consegne il latte o chi fa tentatavendita. La georeferenziazione permette di gestire meglio il girovisite e di evitare le zone a più alta densità di traffico in certi orari. Il Gps associato all’Rfid in una sua forma più evoluta serve anche a definire dove si trova un determinato prodotto in una determinata ora per dire a un cliente quanto manca alla consegna del suo bene, o dove si trova un pallet che non è rientrato alla base. Ma al momento sono ancora pochi gli smartphone Rfid inside.

Microsite di:  / 

Laura Zanotti

Ha iniziato a lavorare nel marketing come copywriter e art director, contribuendo alla realizzazione di spot, videodocumentari e lanci di prodotto. Nei primi anni '80 ha cominciato a collaborare con le prime riviste di informatica e Telco, appassionandosi a tutti quei temi che sarebbero diventati parte integrante della nostra vita quotidiana. Diventata giornalista specializzata nell'Ict, in quasi 30 anni di attività ha intervistato centinaia di Cio, Ceo e manager, raccontando innovazioni, problemi e strategie delle imprese nazionali e multinazionali dei settori più disparati. Come copy writer e ghost writer ha collaborato e collabora con moltissime aziende, tra cui 3Com, Microsoft, Fujitsu e Hp, seguendo da vicino l'evoluzione tecnologica (Erp, Datawarehousing, Business Intelligence, Networking, Security, e-Learning, Cloud, Rfid, Mobile, Internet of Things) e del mondo Web in generale. E ancora oggi continua a farlo...

2 Commenti

  1. Maurizio Moretti 19 dicembre 2011 di 19:50 -  Rispondi

    Oggi cominciano a vedersi alternative agli smartphone: si chiamano PDAPhone, soluzioni a metà tra il tablet e lo smartphone. Sembrerebbe l’ultimo grido: ho in mano un prodotto Kiwie (dovrei farvi conoscere il proprietario, che è qui vicino a me) ispirato al Samsung Galaxy Note, con uno schermo da 5,3” (1280×800).

    Il terminale industriale più grande ha uno schermo da 3,7” ma anche qui molta tendenza fa sì che si prediligano per motivi di costo TMS con schermo da 2,8” su cui però va calzata un’interfaccia grafica personalizzata per piccolissimo schermo…

    Va considerato anche che in Italia la forza lavoro è divisa per fasce di età: le reti di agenti, ad esempio, sono sempre più costituite da persone molto esperte di 40-50-60enni e che, con problemi di vista che avanzano, preferiscono i terminali industriali o i tablet per lavorare.

    • redazione 19 dicembre 2011 di 19:53 -  Rispondi

      Grazie Maurizio: la tua esperienza ultradecennale come programmatore di palmari, smartphone, Tms, tablet &Co trasuda una conoscenza profonda di certe dinamiche legate all’interazione uomo macchina… ;-)

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