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Social media: sappiate che i consumatori li usano, ma non li conoscono così bene

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Che il marketing abbia affondato la testa nei social media per capire meglio chi siano e cosa vogliano i consumatori è un’ottima cosa. Ma ci sono alcuni miti da sfatare. Per esempio non dare per scontato che la maggior parte dei consumatori conosca in dettaglio il funzionamento dei social media e dei motori di ricerca.

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I dati rivelati da uno studio che analizza il comportamento dei consumatori (lo sapevate che sono gli utenti single a usare più lo smartphone mentre il tablet è maggiormente usato dagli utenti sposati?) e la loro conoscenza intorno a social media e motori di ricerca è stato condotto da Harris Interactive per conto di Search Agency. I numeri raccontano di come circa il 70% degli adulti online sappia come usare i post sulla bacheca di Facebook (social media per antonomasia), ma solo il 54% di loro sia a conoscenza di come Facebook generi il suo fatturato, ad esempio. Di per sé la cosa può non sembrare così interessante. Invece lo è perché capire meglio il meccanismo produrrebbe maggiore ingaggio e un maggiore tasso di conversione dei consumatori. Il sottile meccanismo di fidelizzazione e di fiducia (non sono proprio sinonimi) che può legare un utente alla credibilità di un motore di ricerca o di un social network, infatti, passa anche dalla comprensione della sua ragione economica. E non dare per scontato che chi è sui social sia anche capace di gestire le modalià di interazione è importante per capire i feed back di certe iniziative.
In dettaglio sono gli uomini, rispetto alle donne, a dimostrare una maggiore comprensione delle strategie di monetizzazione di Facebook (57% contro 51%). E del social media più veloce di Beep Beep è il 37% dei maschi on line a conoscere la lunghezza dei caratteri di un tweet, rispetto al 27% del  pubblico femminile. Quando si tratta di Pinterest, invece, sono le donne a battere gli uomini su come si faccia un pin online: il 48% contro 42%.

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Come generino il loro fatturato i social media pochi lo sanno

Alla domanda “secondo voi come i motori di ricerca si guodagnano gli utili quasi il 29% degli intervistati ritiene che i brand paghino una quota annuale di utilizzo, mentre il 20% crede che i soldi vengano dagli utenti che scelgono una modalità di ricerca Premium. Più di un terzo degli adulti online statunitensi pensa che i motori di ricerca vendano i dati personali degli utenti a società di marketing.
Circa il 22% del campione clicca gli annunci a pagamento, ma i risultati mostrano variazioni comportamentali da regione a regione e in base alle diverse età: il 29% nel sud, il 20% nel nord-est, il 19% nell’ovest e il 17% nel Midwest. Circa il 30% del pubblico americano sui social media in età compresa tra i 18 e i 34 anni clicca sugli annunci dei motori di ricerca, mentre cala al 18% per gli over 35. Poco più di tre quarti della popolazione online degli Stati Uniti si rende conto che la pubblicità sia una fonte di reddito per i motori di ricerca.

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Fruizione mobile: smartphone vs tablet

La ricerca è interessante anche perché mette i evidenza quali sono i dispositivi di accesso alle informazioni utilizzate maggiormente dai consumatori. Ad esempio gli analisti hanno evidenziato come la maggior parte delle persone (59%) preferisca lo smartphone anche quando ha un computer a portata di mano. Percentuale che tra i giovani è ancora di più significativa (74% tra i 18-34).

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Anche questi numeri aiuteranno il marketing a creare strategie migliori per interagire con i clienti esistenti e potenziali che vivono sui social media? Sicuramente sì.

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Redazione The Biz Loft
Redazione The Biz Loft

La redazione di The Biz Loft coordina la produzione di approfondimenti, video e inchieste per Rfid Italia e Sbiz, Fashion 2 e 1 Minuto.

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