Social Media

Social media manager: meglio assumere un giovane dipendente, affidarsi a un’agenzia, o fare tutto in casa?

0 96

Quante aziende italiane usano i social network in modo strategico? Dati ancora non ce ne sono, ma sono senza dubbio una piccola minoranza. E quante potrebbero trarre vantaggio dal farlo? La risposta è facile: quasi tutte. I social network sono diventati a tutti gli effetti uno strumento di marketing. Ma (chi ci ha provato lo sa bene) gestire con intelligenza una rete di social network è un lavoro a tempo pieno e chi prova a fare tutto da solo è destinato il più delle volte a delusioni cocenti. Ecco perché da qualche a tempo a questa parte i siti di recruiting di aziende che vogliono assumere un social media manager. Obiettivo? Assoldare un esperto (a molti piace dire guru) che gestisca la presenza online di un’azienda e, forte di una conoscenza tecnica dei mille social sul mercato, sia capace di dialogare tanto con i clienti acquisiti che con i prospect, per (questo è, sempre e comunque, l’obiettivo ultimo) generare business.

Per non parlare del fatto che ormai la presenza online di un’azienda vale almeno quanto uno spot in TV. Se gli account appaiono abbandonati a se stessi, senza un social media manager che si occupi di loro, è molto probabile che il consumatore finale percepisca una mancanza di impegno da parte dell’impresa, perdendo interesse nei confronti suoi e dei suoi prodotti.

Detto ciò, la domanda è: come si trova un social media manager????????

Promuovere a social media manager un dipendente smanettone

social-network-manager-assumerePrimo caso. Molte aziende, spesso per risparmiare, affidano i social network a un impiegato (spesso giovane) che già lavora nel web o nel marketing. L’operazione consente di contenere i costi e d’investire al minimo in formazione, poiché si sfrutta a proprio vantaggio la presenza pregressa della persona in azienda. Aumento? Di solito no, visto che diventare il social media manager è “figo” e fa curriculum.
Altri preferiscono allocare un budget. È in questo caso le strade sono 3: mettere un annuncio, rivolgersi a una media agency o fare sinergia (cioè non investire in un social media manager e ricorrere a una via di mezzo fra risorse interne ed esterne).

Assumere un guru

assumere-un-social-media-managerNel secondo caso i fattori in gioco sono il budget e la fortuna. Un social media manager costa a un’azienda circa 300 euro al mese se collaboratore occasionale. Ma il costo aziendale può crescere fino a 2.500 euro al mese per un professionista con contratto a progetto. La retribuzione, oltre che dall’inquadramento, dipende dall’esperienza accumulata, dallo standing del soggetto e dalla quantità di lavoro che si decide di affidargli. Trovare il candidato giusto, preparato e motivato, è probabilmente la cosa migliore che possa capitare a un’azienda. Ma non è facile. Basta trascorrere un’ora a sfogliare profili su Linkedin per scoprire che una percentuale alta (troppo alta) di giovani laureati in comunicazione aggiunge “social media” fra i propri skill, magari solo perché ha 200 amici su Facebook e una manciate di follower su Twitter. I guru dei social ci sono. Ma costano cari e sono molto corteggiati, perché, si sa, su Internet le covi corrono veloci.

Pagare un’agenzia e non pensarci più, anche se…

agenzia-social-media managerNel terzo caso, quello in cui invece di assumere un social media manager si decida di rivolgersi ad un’agenzia è necessario vagliare molte proposte, perché da qualche anno a questa parte il 90% delle agenzie di pubblicità e comunicazione si sono trasformate “magicamente” in specialisti in social media. Possibile che lo siano proprio tutte? Le social agency italiane offrono diversi pacchetti: aumento Like sulle pagine Facebook, incremento follower su Twitter, creazione di buzz in Rete e tanti altri servizi collegati, non ultima la progettazione ex-novo degli account e la realizzazione di App (che di solito fanno fare all’esterno).
I prezzi variano da qualche migliaia di euro per un’attività base a svariate decine di migliaia di euro per l’intero bottino. I prezzi sono modellati sul numero di fan da raggiungere, la quotazione massima è di 1,5 euro a Like e qualcosina in meno per un follow. Tuttavia bisogna considerare diverse varianti come la creatività, che spesso non è compresa nel prezzo, e la consulenza alla fine del servizio. Insomma, è necessario valutare quanto convenga coinvolgere un team di esperti se poi dobbiamo preventivare investimenti aggiuntivi sulla parte grafica e un ritorno a brancolare nel buio, una volta raggiunto l’obiettivo per cui si è pagato. Su questo versante, un unico (fondamentale) consiglio: vagliate con attenzione i progetti che l’agenzia in questione ha gestito in passato ed esigete di conoscere i risultati. Confrontate l’offerta con chi offre servizi simili e, insomma, metteteli in concorrenza fra loro.

Pubblicato da Il .

Microsite di:  / 

Serena Gallucci

Junior Editor e Social Network Specialist di The Biz Loft

Le Top5 di Ethan Ferrario

  • pesce d'aprile-il-male

    Pesce d’Aprile. I più divertenti di sempre nell’era di Internet (aggiornato a stasera!)

    Pesce d’Aprile! Bello poterlo dire gongolando il giorno dopo… Ma quant’è difficile riuscirci? Mi spiego. Se sei un bambino e vuoi stupire i genitori non c’è problema, tanto fingono. Ma se sei uno scienziato tipo Premio Nobel, una multinazionale o un quotidiano letto da milioni di persone, azzeccare un buon pesce d’aprile senza farsi tanare all’istante…

  • App per iPad Air per disegnare

    App per iPad Air: le migliori del 2014 per appunti al volo e disegnare a mano libera

    App per ipad Air: ecco le migliori per scrivere a mano, prendere note o appunti o disegnare con la penna (c’è chi la chiama stilo, ma comunque di quello parliamo…). Le 5 tavolozze digitali più efficaci del 2014. È stupefacente vedere quanti passi in avanti hanno fatto gli sviluppatori in questo segmento di mercato e…

  • Cover iPad Air. Le più belle per Natale

    Cover iPad Air: Le nuove custodie (e le più belle cover), anche per il “vecchio” iPad 2 Agg. 2014

    Cover iPad Air. Una ricerca schizzata alle stelle. E non a caso. Dopo il lancio in grande stile del mese scorso e il nuovo iOs, il sottilissimo, e potentissimo iPad Air ha polverizzato l’iPad 2 e, siccome il nuovo modello è molto più sottile di quello precedente, tutti i nuovi ipoaddiani sono alla ricerca ella…

Idee e pensieri dagli opinionisti del Loft

  • creare-una-app

    Creare un’app è una cosa seria (se vuoi farla bene). I passi essenziali da rispettare in una guida per punti

    La multicanalità mobile è un mercato goloso e la proliferazione di aziende specializzate contribuisce a diffondere l’errato convincimento che creare un’app mobile sia relativamente facile, ma la realtà è molto diversa (chi non ha fatto esperienza di app che non funzionano soprattutto in termini di tecnologia e usabilità?). Che si tratti di soluzioni per il…

  • tendenze di mercato - il retail del futuro

    Le tendenze di mercato 2014 nel settore retail in 10 previsioni: lo shopping è destinato a cambiare (completamente)

    Il retail è un’industria incredibilmente dinamica. E, grazie all’avvento delle nuove tecnologie, in futuro assisteremo a cambiamenti sempre più frequenti nelle tendenze di mercato. Vediamo quali sono i 10 punti chiave delle tendenze di mercato che rivoluzioneranno il nostro modo di fare shopping in futuro. #1 Le aziende ci leggono (quasi) nel pensiero Grazie alle nuove…

  • Grazie alla tecnologia Bluetooth Low Energy di iBeacon torneremo a comprare in negozio e diremo addio allo showrooming

    Usare iBeacon: come e perché, grazie alla tecnologia Bluetooth Low Energy, torneremo a comprare in negozio

    Perché usare iBeacon? Sono in molti a chiederselo. La tecnologia è nuova e, come tale, tutta da esplorare. Tutti ne parlano come la nuova strada alternativa  all’Nfc di Apple ma  iBeacon  è solo la variante Apple di Beacon, tecnologia che sfrutta la tecnologia Bluetooth Low Energy standard 4.0. In pratica si usa il Bluetooth contenuto…