Social Media

Social media manager: meglio assumere un giovane dipendente, affidarsi a un’agenzia, o fare tutto in casa?

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Quante aziende italiane usano i social network in modo strategico? Dati ancora non ce ne sono, ma sono senza dubbio una piccola minoranza. E quante potrebbero trarre vantaggio dal farlo? La risposta è facile: quasi tutte. I social network sono diventati a tutti gli effetti uno strumento di marketing. Ma (chi ci ha provato lo sa bene) gestire con intelligenza una rete di social network è un lavoro a tempo pieno e chi prova a fare tutto da solo è destinato il più delle volte a delusioni cocenti. Ecco perché da qualche a tempo a questa parte i siti di recruiting di aziende che vogliono assumere un social media manager. Obiettivo? Assoldare un esperto (a molti piace dire guru) che gestisca la presenza online di un’azienda e, forte di una conoscenza tecnica dei mille social sul mercato, sia capace di dialogare tanto con i clienti acquisiti che con i prospect, per (questo è, sempre e comunque, l’obiettivo ultimo) generare business.

Per non parlare del fatto che ormai la presenza online di un’azienda vale almeno quanto uno spot in TV. Se gli account appaiono abbandonati a se stessi, senza un social media manager che si occupi di loro, è molto probabile che il consumatore finale percepisca una mancanza di impegno da parte dell’impresa, perdendo interesse nei confronti suoi e dei suoi prodotti.

Detto ciò, la domanda è: come si trova un social media manager????????

Promuovere a social media manager un dipendente smanettone

social-network-manager-assumerePrimo caso. Molte aziende, spesso per risparmiare, affidano i social network a un impiegato (spesso giovane) che già lavora nel web o nel marketing. L’operazione consente di contenere i costi e d’investire al minimo in formazione, poiché si sfrutta a proprio vantaggio la presenza pregressa della persona in azienda. Aumento? Di solito no, visto che diventare il social media manager è “figo” e fa curriculum.
Altri preferiscono allocare un budget. È in questo caso le strade sono 3: mettere un annuncio, rivolgersi a una media agency o fare sinergia (cioè non investire in un social media manager e ricorrere a una via di mezzo fra risorse interne ed esterne).

Assumere un guru

assumere-un-social-media-managerNel secondo caso i fattori in gioco sono il budget e la fortuna. Un social media manager costa a un’azienda circa 300 euro al mese se collaboratore occasionale. Ma il costo aziendale può crescere fino a 2.500 euro al mese per un professionista con contratto a progetto. La retribuzione, oltre che dall’inquadramento, dipende dall’esperienza accumulata, dallo standing del soggetto e dalla quantità di lavoro che si decide di affidargli. Trovare il candidato giusto, preparato e motivato, è probabilmente la cosa migliore che possa capitare a un’azienda. Ma non è facile. Basta trascorrere un’ora a sfogliare profili su Linkedin per scoprire che una percentuale alta (troppo alta) di giovani laureati in comunicazione aggiunge “social media” fra i propri skill, magari solo perché ha 200 amici su Facebook e una manciate di follower su Twitter. I guru dei social ci sono. Ma costano cari e sono molto corteggiati, perché, si sa, su Internet le covi corrono veloci.

Pagare un’agenzia e non pensarci più, anche se…

agenzia-social-media managerNel terzo caso, quello in cui invece di assumere un social media manager si decida di rivolgersi ad un’agenzia è necessario vagliare molte proposte, perché da qualche anno a questa parte il 90% delle agenzie di pubblicità e comunicazione si sono trasformate “magicamente” in specialisti in social media. Possibile che lo siano proprio tutte? Le social agency italiane offrono diversi pacchetti: aumento Like sulle pagine Facebook, incremento follower su Twitter, creazione di buzz in Rete e tanti altri servizi collegati, non ultima la progettazione ex-novo degli account e la realizzazione di App (che di solito fanno fare all’esterno).
I prezzi variano da qualche migliaia di euro per un’attività base a svariate decine di migliaia di euro per l’intero bottino. I prezzi sono modellati sul numero di fan da raggiungere, la quotazione massima è di 1,5 euro a Like e qualcosina in meno per un follow. Tuttavia bisogna considerare diverse varianti come la creatività, che spesso non è compresa nel prezzo, e la consulenza alla fine del servizio. Insomma, è necessario valutare quanto convenga coinvolgere un team di esperti se poi dobbiamo preventivare investimenti aggiuntivi sulla parte grafica e un ritorno a brancolare nel buio, una volta raggiunto l’obiettivo per cui si è pagato. Su questo versante, un unico (fondamentale) consiglio: vagliate con attenzione i progetti che l’agenzia in questione ha gestito in passato ed esigete di conoscere i risultati. Confrontate l’offerta con chi offre servizi simili e, insomma, metteteli in concorrenza fra loro.

Microsite di:  / 

Serena Gallucci

Junior Editor e Social Network Specialist di The Biz Loft

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