10 esempi di Social Media Roi: come capire se una strategia di social marketing funziona

come calcolare il social media roi in 10 esempi

La visibilità offerta dai social media è un dato di fatto. Come investire tempo e risorse per garantirsi una buona presenza sulle varie reti sociali online? Il calcolo delll’effettiva efficacia di questa presenza, infatti, rimane ancora un problema perché ancora non esiste un metodo di misurazione certo del Social Media Roi. E allora come si procede? Semplice: guardando cosa hanno fatto …gli altri.

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Quando il Social Media Roi non esisteva…

Ormai quasi tutti i maggiori brand sul commercio stanno investendo una percentuale crescente dei propri bilanci per alimentare i social. Certo hanno le spalle robuste: hanno i budget e quindi possono permettersi esperti e creativi tra i più qualificati. Ci sono però aziende più conservative che sono scettiche sull’effettivo valore di queste attività in termini di social media Roi. In passato, l’approccio comunicativo del marketing era di tipo uno-a-uno: i venditori avevano una consocenza quasi personale del target. Si pensi alle attività porta a porta in cui il rapporto azienda-consumatore era personalizzato ai massimi livelli: uno degli esempi più famosi è rappresentato dall’azienda cosmetica Avon, che già dal 1886 impiegava donne soprannominate Avon Ladies per vendere i propri prodotti a domicilio. Questo approccio nei decenni si è di gran lunga evoluto e ha puntato ad attirare il pubblico attraverso un approccio uno-a-molti: con strumenti come i sondaggi, l’analisi dei dati di sottoscrizione e delle ricerche Nielsen i brand hanno via via affinato il loro metodo di creazione di una prima pubblicità studiata ad hoc per il proprio target e veicolata attraverso i media tradizionali. Nessuno si poneva ancora il problema del Social Media Roi. Ma qualcosa stava per cambiare.

Le nuove sfide del social media marketing

Negli ultimi anni è esploso quel flusso continuo di comunicazioni 2.0 che sono i social media. E le varie aziende hanno risposto a questa rivoluzione tentando gli approcci più disparati nel tentativo di essere parte attiva nelle conversazioni con i propri utenti, sulle diverse piattaforme esistenti. Questi nuovi canali, però, risultano molto più complessi da gestire rispetto ai classici approcci uno-a-uno o uno-a-molti. Oltre a un nuovo modo di fare comunicazione verso l’esterno, inoltre, i social network rappresentano una ulteriore sfida per i marchi sul mercato: sono difficili da quantificare in termini di social media Roi. Non basta contare quanti like si hanno su Facebook o quanti follower su Twitter, né è del tutto sufficiente misurare il proprio successo sulla base del numero di condivisioni o retweet che ogni post genera. Occorre tenere conto anche del tipo di conversazioni suscitate: un post, per esempio, può essere seguito da una sfilza infinita di commenti, ma non è detto che questi siano positivi. Spesso i social sono lo strumento più veloce che gli utenti hanno a disposizione per criticare questo o quel prodotto e per esprimere disappunto verso questo o quel servizio. Massima attenzione, dunque, a non prestare il fianco con post attira-polemiche. Tutte queste sono componenti importanti da tenere in considerazione quando si vuole stabilire il social media Roi di una campagna avviata. Non solo: il metodo di misurazione deve tenere ben presente anche quali erano gli obiettivi che si erano definiti prima di intraprendere la strategia di social media marketing per quella determinata campagna.

Cosa hanno fatto gli “altri”

Imparare dagli “altri” è sempre una buona scuola. Ecco come dieci diverse aziende sono riuscite nell’intento di utilizzare con successo i social media.

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