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Storage e cloud al centro della nuova Dell

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Quella che opera oggi sul mercato è una Dell decisamente diversa da quella che ha conquistato rapidamente il mercato It negli anni Novanta. Allora, c’erano i pc, i server, il built-to-order e la vendita telefonica diretta a farla da padroni.

Oggi, dopo che Michael Dell ha ripreso il timone dell’azienda che ha fondato, il focus si è spostato in direzione dello storage, del networking e dei servizi It. La strategia commerciale ha abbattuto il dogma della vendita diretta, acquisendo una rete di qualche migliaio di partner nel mondo e, intanto, sul fronte pc e server la posizione è rimasta quella di leader o quasi in vari paesi del mondo. Il fatturato dell’ultimo anno non è cresciuto significativamente, ma gli utili per azione ha avuto un balzo dell’83% negli ultimi quattro trimestri, segno che si punta su contratti a valore più alto e a beneficiarne sono i margini.

La transizione da fornitore tattico a partner strategico non può avvenire nello spazio di una notte, ma le acquisizioni messe a segno (nove nel solo ultimo anno, con circa mille dipendenti integrati) sono il fondamento del nuovo corso. Nomi come Equallogic, Compellent, Parrot, Ocarina e Boomi spiegano dove l’azienda sta andando e con quale risolutezza. Nel terzo trimestre 2011, appena concluso, le soluzioni enterprise sono cresciute dell’8%, ma esse rappresentano ormai il 46% del margine lordo.

Il cloud computing, visto dal lato della gestione di dati e applicazioni erogati come servizi, è uno dei filoni caldi per la nuova Dell. Meno di un anno fa, è stata completata l’acquisizione di Boomi, uno sviluppatore di soluzioni di integrazione SaaS e da poco è stata aggiornata l’offerta AtomSphere, soprattutto con migliorie suggerite dagli utenti nel frattempo acquisiti o trovati ex novo. La società ha comunicato di aver registrato un aumento del 300% nell’utilizzo anno-su-anno, con clienti che oggi dispongono mediamente di 3,7 atomi (motori di integrazione runtime), 11 connessioni di applicazioni integrate e oltre 600 esecuzioni di processo al giorno. In agosto, Boomi è stata una delle componenti primarie dell’alleanza annunciata con SalesForce.com per la creazione di uno stack di software e servizi utile per piccole e medie aziende nello sviluppo degli asset It.

Questo è uno degli elementi portanti della strategia di sviluppo sul cloud che Dell sta portando avanti anche in Italia.

La prudenza nell’esternalizzazione dei dati e i limiti tecnici sulla connettività sono problematiche tipicamente legate al nostro Paese – riconosce Riccardo Codifava, storage business manager di Dell Italia – ma l’attenzione dei clienti è alta e noi abbiamo risposto sviluppando la forza vendita territoriale, per coprire meglio le necessità che emergono e sviluppare progetti ad hoc”.

Lo storage è lo stack tecnologico sul quale Dell punta per acquisire un ruolo di peso nel cloud computing. La focalizzazione è molto alta anche in Italia, tant’è che i distributori della prima ora come Icos e quelli entrati di recente come Sidin hanno obiettivi di sviluppo soprattutto in questa direzione.

Ormai abbiamo un’offerta di unified storage completa e tutta di proprietà, grazie alle acquisizioni effettuate – specifica Codifava -. La gamma Equallogic si rivolge soprattutto alla fascia entry del mercato, mentre con Compellent puntiamo alle aziende medio-grandi. In Italia, nei nuovi progetti lo storage è sempre presente e anche questa è una testimonianza dello sviluppo, seppur lento, in direzione della costruzione di cloud privati”.

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Roberto Bonino

Roberto Bonino è giornalista professionista dal 1990. È stato direttore responsabile del settimanale Linea EDP e ha collaborato con numerose testate giornalistiche, radiofoniche e del Web. Attualmente collabora con Il Sole 24ore e TheBizLoft. Nel 2006 ha fondato Ediformat, azienda specializzata nell'infomarketing e nella lead generation.

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