Strategie di marketing e servizi Nfc: non 1 esempio ma 5 in cui l’Rfid aiuta i brand della distribuzione a ingaggiare i consumatori

Rfid nel retail, a supporto delle strategie di marketing, sfruttando l’ultima frontiera della near field communication. Il successo degli smartphone Nfc e l’accesso costante al social mobile, infatti, sono un’occasione vincente per attirare e sedurre i clienti sfruttando cartellini comunicanti e oggetti intelligenti.

Strategie di marketing nell’era della mobilità

Il cliente si evolve. Le strategie di marketing anche

La distribuzione sa molto bene che la shopping experience è smartphone dotata: il telefonino e il Web sono ormai parte integrante della nostra vita quotidiana. Le strategie di marketing devono puntare a un approccio sempre più social e digital. L’opportunità consente non solo di fidelizzare, ma anche di fornire nuovi servizi di qualità e di accrescere il business. Non basta più alzare la saracinesca del negozio e cambiare la disposizione degli oggetti in vetrina: per conquistare clienti (e trovarne di nuovi) occorre sfruttare al meglio tutto il potenziale delle nuove tecnologie, Nfc in testa.

Nfc per la nuova shopping experience in 5 punti

L’acquisto oggi è un processo che non si esaurisce nel lasso di tempo tra l’entrata del cliente in negozio e il pagamento alla cassa: inizia molto prima, e prosegue dopo, a spesa effettuata. Ecco come l’Nfc può aiutare a formulare strategie di marketing vincenti lungo tutto il processo di scelta e di acquisto (aiutando per altro a contrastare lo showrooming).
Strategie di marketing per il mobile shopping
1) Esplorazione: quando il cliente sta cercando qualcosa
Le migliori strategie di marketing partono tutte dal razionale per cui nell’intenzione all’acquisto di un nuovo prodotto i consumatori fanno sempre un po’ di ricerche prima di scegliere, cercando idee o spunti nuovi. La contromossa ad alto ingaggio? Creare dei poster informativi che attirino l’attenzione dei consumatori e, grazie ai tag, mostrino video promozionali, informativi e d’approfondimento a chiunque avvicini loro il proprio smartphone. In una fase in cui la decisione di acquisto comincia a prendere una sua direzione, occorre essere in grado di dare al consumatore tutte le informazioni che cerca (e, perché no, anche quelle di cui non sa di aver bisogno!).

2) Approfondimento: quando il cliente entra in negozio
Durante lo shopping all’interno di un punto vendita, l’interazione tra smartphone Nfc e tag sui prodotti consente ai clienti l’accesso a tutta una serie di contenuti a valore aggiunto. I consumatori sono abituati ormai all’interazione online, a informarsi sui prodotti attraverso i siti comparativi, condividendo le opinioni con gli altri consumatori su Facebook e Twitter, o leggendo i commenti sui blog dedicati. Per andare incontro a queste nuove abitudini e fidelizzare il cliente è utile puntare su strategie di marketing che prevedano lo smart packaging:  dotando i prodotti di un tag Nfc, i clienti potranno  accedere alle pagine on line dei brand semplicemente avvicinando il proprio smartphone evoluto al prodotto. E per quelli privi di smartphone Nfc è possibile affiancare un totem interattivo dotato di reader Rfid integrato. E questo è solo un esempio.

3) Conferma: quando il cliente cerca sicurezze
Dopo aver fatto chiarezza sulle proprie esigenze, il consumatore ha bisogno di approvare la sua scelta e lo fa in modi diversi. I più indecisi solitamente cercano conferme tra amici e familiari, sia di persona che condividendo foto digitali estemporanee sui social e in chat. Perché allora non proporre loro la possibilità, con un semplice gesto, di entrare in una community dove poter chiedere agli altri consumatori consigli in merito a questo o quel prodotto? Basta posizionare in negozio un totem Nfc, in grado di collegare direttamente lo smartphone a una apposita app dedicata che metta in contatto i clienti con le community dei social network preferiti. Con strategie di marketing di questo tipo, in un tap i clienti potranno chiedere consigli o fare da consiglieri, caricare foto, esprimere preferenze e… fidelizzarsi sempre di più!

4) Acquisto: quando il cliente ha fatto la sua scelta
Nell’era della mobilità, quando il cliente decide di acquistare il prodotto, può farlo con un veloce clic sulla pagina mobile del sito di suo interesse, utilizzando Google Wallet o altre opzioni di pagamento contactless. Anche in Italia si stanno moltiplicando i casi in cui gli esercenti si dotano di Pos Nfc e permettono ai propri clienti di pagare in un lampo con il proprio smartphone, evitando la classica coda alla cassa. Un esempio ulteriore è il caso dei ticket restaurant Nfc, ovvero buoni pasto in chiave virtuale, precaricati sullo smartphone Nfc tramite app e utilizzati per pagare contantless. Un esempio più social potrebbe dare a pub e locali una marcia Nfc attraverso soluzioni che permettono di condividere l’experience con un tap, arrivando invitare i propri amici a pranzo (oltre a recensire il locale ed esprimere opinioni sulle pietanze preferite).

5) Post-vendita: quando il cliente cerca ancora qualcosa
Dopo l’acquisto di un prodotto, il cliente non ha esaurito la shopping experience. In misura minore o maggiore la distribuzione ha imparato a conoscere molto bene il valore del servizio post vendita. Dopo aver effettuato l’acquisto i consumatori digitalizzati utilizzano i social per condividere foto e informazioni su ciò che hanno appena comprato. Qui stanno la più grande sfida e la più succulenta opportunità per i rivenditori: un uso sapiente dei propri canali social può fare la differenza nelle strategie di marketing. L’obiettivo è riuscire a diventare parte integrante delle conversazioni dei consumatori, promuovere recensioni, chiedere loro pareri, coinvolgerli con offerte dedicate e premi. Ma non è tutto: in ambito Nfc è possibile sfruttare la tecnologia per accompagnare e coccolare il cliente anche dopo l’avvenuto acquisto. E si può fare, per esempio, dotando il prodotto di un’etichetta intelligente che ne certifichi la qualità, aggiunga informazioni riguardo la sua storia, la sua provenienza e le modalità in cui è stato realizzato. Il cliente, dal proprio smartphone, potrà così mantenere il legame con il brand e conoscerlo sempre meglio, visualizzando una sorta di carta d’identità del prodotto comprato (in Italia lo ha fatto Sapaf). Solo così si potrà costruire un rapporto duraturo con i propri clienti 2.0.  

Oggi ci sono molti modi per fare shopping. È arrivato il momento di cambiare anche il modo di vendere.

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