All News, DigiFashion, Guide, Rfid Italia

Tecnologie indossabili, tra sensori, tag Rfid e Nfc. Smart object? Chi più ne ha… più ne metta

25 364

Wearable technology, ovvero tecnologie indossabili. L’Internet of Things ormai ci sta addosso e non ci abbandonerà più. Dai vestiti intelligenti studiati per la sicurezza delle persone (ad esempio caschi, stivali o giacche dotate di Gps, tag Rfid e sensori per una localizzazione tempestiva nei casi di emergenza) alle scarpe parlanti, dai tablet con le custodie più cool fino ad arrivare ai gioielli col chip. L’informatica porta a nuove forme di osmosi tra funzionalità e ingaggio, status symbol e servizio, provando a renderci la vita più comoda.

 tecnologie indossabili Rfid

Vero è che la maggior parte delle persone non la chiama Internet of Things (anche se sa parlare di smart city). Le tecnologie indossabili sono IoT a tutti gli effetti: sono oggetti connessi, comunicanti, interattivi e con quel tocco di design che li rende abbastanza cool da farne dei beni emozionali di consumo. Gli ibridi che stanno spopolando nel glamour, come gli smartwatch o le varianti degli occhiali intelligenti, raccolgono in un unico target fashion addicted e geek (Google Glasses …in testa). Tecnologie indossabili sono diventati anche i telefonini (le custodie impazzano, rivestendo di una seconda pelle più fashion l’Ict).

A spasso con gli smart object: ecco i numeri

Per Juniper Research il mercato delle tecnologie indossabili supererà il valore di 1.4 miliardi di dollari già nel 2013 ed entro il 2018 potrebbe valere 19 miliardi. Secondo gli analisti di Berg Insight da qui al 2017 si venderanno 64 milioni di tecnologie indossabili, tra smartwatch, occhiali e accessori fitness. I numeri sono decisamente in crescita: nel 2012, infatti, la movimentazione è stata di 8,3 milioni di dispositivi contro i 3.1 milioni del 2011 (+ 50,6%) e per quest’anno si aspetta dopo Natale a far i conti. Perché le tecnologie indossabili stanno diventando un must. Ecco 5 indicazioni da tenere sott’occhio.

1) Quell’abitudine a forma di smartphone o di tablet

custodie alternativeLo smartphone è stato solo l’apripista delle nanotecnologie da portarsi appresso. Come il tablet, non fa parte delle tecnologie indossabili perché abbigliamento non è, ma lo sta diventando: le custodie stanno declinando il nuovo business dell’hardware, solleticando il merchandising con nuove occasioni di business. Le grandi  firme della moda dicono la loro sul dress dell’iPhone o dell’Ipad, declinando i format anche  per i dispositivi Android &co. Non sono tecnologie da indossare, ma si infilano da qualche parte: in tasca, in borsa o nel taschino apposito, e con noi sempre se ne stanno… Orange e Hp propongono addirittura stivali di gomma porta-smartphone, che fungono da ricarica. In futuro quel chip georeferenziato integrato nel telefonino e quei pagamenti contactless a cui presto ci abitueremo consentirà di gestire molte più informazioni legate ai nostri comportamenti di acquisto e al nostro vivere quotidiano e la distribuzione ci proporrà sempre più un’offerta personalizzata. I servizi sanitari potranno usare lo smartphone come veicolo di informazione per conoscere la storia del paziente e fissare visite e orari di ritiro delle analisi. E questi sono solo degli esempi.

2) Vestirsi con intelligenza dalla testa…

tecnologie da indossareBody sensors networks, elettronica indossabile, tessuti intelligenti sono solamente alcune delle interessanti tecnologie che si stanno affacciando sul mercato, o che sono già in commercio. Tra sicurezza, sport e fashion, basti pensare che sono in fase di realizzazione t-shirt con display touchscreen sulle maniche, in grado di monitorare non solo il battito cardiaco e i livelli di idratazione dell’atleta, ma anche la temperatura esterna e il grado di umidità. Un altro esempio di come si combinano i tessuti con le tecnologie è la giacca per sport invernali by ColdWear, dotata di sensori che avvisano l’atleta in caso di principio di congelamento o di eccessivo affaticamento. Non parliamo poi dei Google Glass e dintorni: c’è tutto un mondo di App pronto a decollare per servire le tecnologie indossabili, sfruttando l’on demand e il pay per use. Nella Internet of Things, infatti, si configurano i dispositivi in base alle proprie esigenze.

3) …ai piedi. Anche le scarpe diventano comunicanti

scarpe parlanti con Rfid e socialScienziati e ricercatori aiutano le aziende a trovare nuove soluzioni. Hanno iniziato i brand dello sport, Nike e Adidas in testa. Le scarpe intelligenti (dette anche parlanti) di Google e Adidas, in particolare, sono tra le ultime tecnologie indossabili che hanno fatto parlare di sè, perché aggiungono la social experience. Un team di ricerca americano, invece, sta lavorando su un prototipo di scarpe biometriche capaci di unire moda e tecnologia sensoristica, così da produrre un oggetto comodo e allo stesso tempo estremamente utile al monitoraggio degli accessi in aree critiche, come le centrali nucleari o le basi militari.
Scarpe intelligenti anche in Portogallo ma per la shopping experience in realtà aumentata: grazie a dei reader integrati nel pavimento, infatti, chi indossa un paio di Fly London si potrà specchiare in uno scenario molto particolare, ritrovandosi a Londra, New York o Tokyo, a seconda del modello indossato. In Italia è Sabatini, noto marchio di calzature ortopediche, a utilizzare l’Rfid integrato nelle scarpe per offrire informazioni di dettaglio ai clienti: attraverso un dispositivo sensorizzato, quando il cliente appoggia il piede il sistema in automatico registra i problemi relativi ai difetti di deambulazione e di postura aiutando a trovare la calzatura idonea per la correzione del difetto individuato.

4) Tecnologie indossabili: accessori come remote control

smart ring e anelli intelligentiIniziamo dagli smartwatch, con una lunga storia alle spalle ma oggi decisamente sulla cresta dell’onda. Tra le tecnologie indossabili della Internet of Thing, agli orologi spetta un posto d’onore. Abi Research, ad esempio, stima che 1.2 milioni di smartwatch verranno venduti quest’anno globalmente e genereranno 370 milioni di dollari di fatturato. Le tecnologie da polso sono belle, comode e funzionali: gli smartwatch si possono connettere allo smartphone via Bluetooth consentendo di gestire Sms, email, notifiche e qualsiasi app lasciandoci a mani libere: un segnale acustico o una vibrazione avvertono quando alzare un po’ la manica e controllare il display.
Ci sono però altre tecnologie indossabili che stanno affacciandosi sulla scena della Iot: sono gli anelli intelligenti, che trasformano il gioiello in una chiave di servizio. Come? Grazie ai chip Rfid integrati nei materiali. Il primo esempio è Oyster Card, versione british della milanese tessera Atm, diventata un accessorio fashion tech a forma di anello, sviluppando servizi di pagamento che nelle smart city strizzano l’occhio alla moda…
Connessi, ma con stile è il motto degli smart ring  proposti  da Smarty che ti consentono di visualizzare ciò che succede a mail, sms e via dicendo tramite il microdisplay che circonda il dito. Tra le tecnologie indossabli a forma di anello un altro esempio è quello Nfc (variante dell’Rfid) sponsorizzato da Kickstarter e utilizzato come sistema di gestione degli accessi. L’anello è la chiave che contiene le informazioni necessarie a identificare il possessore per sbloccare la serratura intelligente o fare un sacco di altre cose. L’anello dispone di due differenti bande compatibili con Nfc, che possono contenere informazioni diverse: ad esempio dati che possono essere trattati in pubblico, e dati che si vuole mantenere più privati.

Emotion Sensing Necklace è un progetto di collana intelligente by Philips Design. Tecnologia indossabile dall’eleganza interattiva si chiama Vibe e, grazie alla biometria, diventa un ogggetto emozionale che combina inchiostri conduttivi e sensori. In pratica, la tecnologia riesce a leggere molteplici segnali biometrici comunicandoli sia al display della collana sia ad altre tecnologie indossabili. La soluzione mostra la strada a tutto un nuovo universo applicativo delle emozioni, soprattutto se immaginate nel gaming, nella medicina o nell’interazione con la telefonia, aggiungendo l’affective computing al traffico Voice over Ip.

5) Pannolini intelligenti per prevenire il rischio malattie

pannolino intelligenteTecnologie indossabili nella Internet of Things sono anche i pannolini intelligenti che aiutano genitori apprensivi &Co a prevenire il rischio di malattie nei neonati. Come? Aiutandoli ad analizzare le urine del bambino accedendo a un database di informazioni prezioso che può essere consultato via smartphone tramite la scansione del Qr code apposto su ogni pannolino (solo negli Stati Uniti si calcola che ogni anno ci siano un milione di visite pediatriche dovute a casi di infezioni urinarie). L’idea è firmata Pixie Scientific e il principio di funzionamento è semplie: in occasione del pit stop, quando si cambia il pannolino al  neonatino, si può scansionare lo smart tag apposto al patello e consultare il sito a cui si è immediatamente rimandati e, in base al confronto, rivolgersi a uno specialista, oppure attendere il cambio successivo per monitorare le eventuali variazioni nelle urine. A finanziare il progetto un’altra iniziativa di crowdsourcing by Indiegogo.

 

Microsite di:  / 

Laura Zanotti

Ha iniziato a lavorare nel marketing come copywriter e art director, contribuendo alla realizzazione di spot, videodocumentari e lanci di prodotto. Nei primi anni '80 ha cominciato a collaborare con le prime riviste di informatica e Telco, appassionandosi a tutti quei temi che sarebbero diventati parte integrante della nostra vita quotidiana. Diventata giornalista specializzata nell'Ict, in quasi 30 anni di attività ha intervistato centinaia di Cio, Ceo e manager, raccontando innovazioni, problemi e strategie delle imprese nazionali e multinazionali dei settori più disparati. Come copy writer e ghost writer ha collaborato e collabora con moltissime aziende, tra cui 3Com, Microsoft, Fujitsu e Hp, seguendo da vicino l'evoluzione tecnologica (Erp, Datawarehousing, Business Intelligence, Networking, Security, e-Learning, Cloud, Rfid, Mobile, Internet of Things) e del mondo Web in generale. E ancora oggi continua a farlo...

Rispondi

Digital news Il meglio, a confronto

  • navigatori wearable technology

    I navigatori bluetooth fanno… passi da gigante: arrivano le scarpe intelligenti integrate con Google Maps

    Navigatori sempre più intelligenti, sensorizzati e integrati in tante cose diverse. Ad esempio le scarpe, su cui diverse società sportive (Adidas e Nike per esempio) stanno portando avanti le loro sperimentazioni. Ducere Technologies, invece di pensare allo sport a pensato agli ipovedenti, inventando le scarpe intelligenti che fungono da navigatori: si chiamano Lechal, che in Hindi significa, non…

  • negozio_2.0

    Negozi 2.0 nelle smart city: anche l’innovazione è un servizio (intelligente)

    Il retail, rispetto ad altri settori, ha conosciuto l’informatica molto tardi, ma oggi i negozi 2.0 stanno diventando un obiettivo per moltissimi operatori della distribuzione. Come? Migrando verso i concept store e utilizzando Rfid, Nfc, sensori e tutto quello che, in sintesi, è digital innovation.Migliorare la shopping experience, potenziare la forza del brand, aumentare l’efficacia…

  • digital-signage-management

    Digital signage management sempre più spettacolare per Benetton che ingaggia le persone con la realtà aumentata

    Non se ne parla mai abbastanza ma dal cristallo alle superfici capacitive il digital signage management in vetrina sempre più spesso è un’occasione ad alto tasso di ingaggio. Grazie all’evoluzione tecnologica Benetton in corso Vittorio Emanuele a Milano ha iniziato una nuova forma nuova e creativa di intrettenimento scenico. A sfruttare la sensoristica di nuova generazione una piattaforma che combina motion capture, realtà…

Idee e pensieri dagli opinionisti del Loft

  • commerce-in-italia

    E-commerce in Italia? I dati raccontano che ormai più della metà degli internauti acquista on line (soprattutto fashion, ma anche design)

    Giro di boa dell’e-commerce in Italia che vede oltre la metà dei Web surfer sposare la causa della spesa online. Negli ultimi tre mesi sono stati oltre 16,2 milioni gli utenti italiani che hanno fatto i loro acquisti su Internet, facendo decollare le vendite (soprattutto nelle aree ad alto tasso di attrazione: fashion e design)….

  • distribuzione

    La distribuzione alimentare ieri, oggi e domani. Negozi alla riscossa: il passato rivisto e corretto dal made in Italy

    Cambiamenti economici, demografici, tecnologici e un nuovo stile di vita hanno contribuito allo sviluppo di nuove soluzioni di vendita nel campo della distribuzione alimentare. Un mondo che tradizionalmente ruotava attorno alla bottega o al mercato, sta cambiando pelle: cibi e bevande, infatti, possono essere acquistati da almeno una dozzina di altri modelli di vendita al…

  • creare-una-app

    Creare un’app è una cosa seria (se vuoi farla bene). I passi essenziali da rispettare in una guida per punti

    La multicanalità mobile è un mercato goloso e la proliferazione di aziende specializzate contribuisce a diffondere l’errato convincimento che creare un’app mobile sia relativamente facile, ma la realtà è molto diversa (chi non ha fatto esperienza di app che non funzionano soprattutto in termini di tecnologia e usabilità?). Che si tratti di soluzioni per il…