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Tedx Lake of Como: innovare in Italia è possibile

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Tecnologia, Entertainment, Design: in una parola, TED. 13 relatori sul palco e una certezza condivisa: il futuro dell’Italia è l’innovazione.

Sabato 6 novembre 2011 si è tenuto presso l’Auditorium del Polo di Como del Politecnico di Milano il TedxLake of Como, spin-off italiano indipendente della Conferenza, con un tema molto forte: il buon uso del mondo.

Una giornata pregnante, ricca di un’atmosfera di vibrante entusiasmo che si respirava in un sabato qualunque in un’aula di un’Università italiana come tante.

I primi appluasi sono arrivati per Frieda Brioschi, fondatrice della filiale italiana di Wikipedia e attenta osservatrice dell’universo 2.0. Alla domanda sull’autosospensione dell’enciclopedia online in occasione della discussione da parte del governo del DDL Intercettazioni, la giovane crowdsoucer ha risposto secca e sorridente:  “Wikipedia è libera”.
Il suo contributo ha dato voce a chi come lei predica un’innovazione del sapere su basi democratiche e di rispetto reciproco.

Della stessa opinione Luca de Biase, giornalista e fondatore di Nòva che ha descritto un’Italia in cui si avverte il bisogno di riformare l’informazione, tornando a raccontare fatti e non opinioni.
Non si deve intervenire solo su chi scrive, fotografa o parla, ma soprattutto su chi legge, guarda e ascolta attraverso quello sconfinato universo che è il web sociale.
Il successo senza pari di Facebook, Twitter e piattaforme blog svariate ed eventuali  ha infatti il merito di ridare a tutti una voce e il demerito di appiattire le differenze, incoraggiando la condivisione solo con i nostri simili, per azzerare la componente fondamentale di un confronto tra le diversità.
De Biase, che tra le altre cose è presidente di un centro di ricerca sulla qualità dell’informazione nei media sociali (Ahref), ha sottolineato l’urgenza di rinnovare l’informazione italiana qualitativamente, partendo dai contenuti.

Quasi in un botta e risposta tra “informatori”, sono arrivati i 20 minuti di Antonio Amendola, fotografo ideatore dell’associazione Shoot 4 Change alias informazione sociale attraverso uno scatto. Il creativo ha riportato la sua esperienza di uomo affamato di raccontare le realtà più in ombra della nostra società e della sua comunità di obiettivi volontari italiani e internazionali.  Armati di una reflex,  di una compatta o di uno smartphone catturano in un’immagine il bello e il brutto del mondo. L’innovazione per Amendola sta nel cambio di prospettiva.

E di immagini ha parlato anche Roberto Carraro, designer dei nuovi media.  Lo sviluppatore di applicazioni in realtà aumentata per iPad2 ha fornito ulteriori visioni del mondo circostante, mettendo l’accento sull’importanza dell’esperienza digitale.
Roma Virtual History è un’applicazione in 3D con tecnologia  Bubble Viewer integrata che sfrutta i sensori di movimento presenti nel tablet (accelerometro e bussola).
Primo e forse unico italiano ad essere stato citato da Steve Jobs durante la presentazione dei tablet di seconda generazione, il designer crede fortemente nella multimedialità immersiva e nelle potenzialità che l’Italia ha di eccellere in questo settore, grazie alla sua tradizione artistica radicata nei secoli.
La tecnologia incontra la storia dell’arte nelle opere e nelle parole di Carraro, per il quale l’innovazione passa dallo sviluppo di una mobilità consapevole, in cui i device e il digitale diventano protesi dell’uomo.

Tema ripreso in seguito da Silvia Bossi, ricercatrice di biorobotica presso l’Istituto Sant’Anna di Pisa, che ha illustrato dei prototipi di interfacce neurali invasive. In termini più accessibili, delle neuroprotesi da impiantare direttamente nel sistema nervoso umano che attraverso la trasmissioni di impulsi permettono il recupero di funzioni perdute: vista, controllo degli arti e così via.
La Bossi ha poi raccontato del suo periodo di permanenza nella Silicon Valley come studentessa di un programma imprenditoriale avanzato. Proprio in California ha trovato il finanziatore della sua idea di business e  ha deciso di tornare in patria per mettere a sistema  qui, come negli Stati Uniti, un’innovazione accompagnata dalla voglia di fare e di osare.

Non è dovuto volare in America, invece, Davide Marrone, giovane startupper comasco, Ceo di Skebby. Prima applicazione per l’invio di sms gratuiti, Skebby è diventata una fortunata azienda corteggiata da investitori e media nazionali.

Anche Stefano Milanese è stato baciato dalla fortuna. E dal vento italiano. Ingegnere e ricercatore del Politecnico di Torino, Milanese studia da qualche anno l’eolico di alta quota e negli ultimi 5 anni ha fondato delle startup di successo, tra cui KitEnergy. Al centro della sua riflessione il concetto, spendibile a livello tecnologico e industriale, che per innovare sia necessario puntare in alto. “Il futuro è nel cielo” ha concluso.

Un buon uso del mondo passa per l’informazione, la tecnologia ma soprattutto per il coraggio, l’ambizione e la libertà. Tutto questo si traduce in un’innovazione possibile anche in Italia. Basta non avere paura.

Pubblicato da Il .

Microsite di:  / 

Serena Gallucci

Junior Editor e Social Network Specialist di The Biz Loft

2 Commenti

  1. Pingback

    » @TEDX Lake Como Faccio Cose Vedo Gente

    • Redazione 8 novembre 2011 di 12:28 -  Rispondi

      Grazie per il link, Frieda! E ancora complimenti per l’intervento di sabato :-)

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