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Trend 2012: privacy, crowd, reputazione, guerriglia e tanta velocità

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Mark Zuckerberg chiederà nel giugno prossimo agli investitori di comprarsi un pezzetto di “The Facebook” (chissà se lui lo chiama ancora così…). Obiettivo: raccogliere (almeno) cinque miliardi di dollari. Il momento è propizio: i trend 2012 nel mondo digitalesi annunciano vibranti. Un anno di tecnologie convergenti e di dinamismo, di tendenze che diventeranno realtà quotidiane e di cose nuove che sostituiranno cose vecchie. Cambiamenti che misureremo col tempo, ma che è lecito provare a riassumere fin da ora. Ecco la nostra lista, in 10 punti.

Trend 2012 #1. Privacy, addio

Trend 2012 social-mediaLa privacy sarà uno dei temi caldi dell’anno. I dati vengono ormai gestiti con attenzione crescente da quasi tutti i siti, le App e i servizi che usiamo quotidianamente e che ci piaccia oppure no ogni nostro click è un’impronta indelebile del nostro passaggio che lasciamo in rete. Era già così per le email e oggi lo sta diventando anche per le fotografie. Facebook è in grado per esempio di riconoscere la nostra presenza o meno nelle fotografie pubblicate dai nostri contatti (anche se ci consente di negare il consenso). E con la tecnologia di riconoscimento facciale ormai in fase di maturazione lo stesso varrà presto per altri social network. Difficile immaginare che gli utenti, almeno a breve termine, tolgano dati e foto dai propri profili, quindi la sfida della tutela della privacy passa ancora più nettamente nelle mani delle istituzioni, Commissione Europea in testa.

Trend 2012 #2. Consumo ergo sum

Il rovescio della medaglia di una privacy che non c’è più (almeno come la concepivamo dieci anni fa)  è la capacità della rete di soddisfare una quantità crescente di esigenze. Internet sa quello che vuoi e spesso anche come dartelo. Magari a prezzi accattivanti: si pensi al proliferare dei siti in cui fanno acquisti di gruppo, come Groupon. Uno spot pubblicitario che si sente spesso in questi giorni recita “immagina, puoi”: questo è proprio il punto. Essendo consumatori globalizzati dotati di connessione a internet, non c’è quasi nulla che non possiamo (potenzialmente) comprare attraverso lo schermo di un pc (o di un tablet, o di uno smartphone). Secondo il Politecnico di Milano, nel 2011 l’e-commerce è cresciuto del 20% per un fatturato complessivo di quasi 8 miliardi di euro. Non è più un fenomeno di nicchia: è una realtà consolidata.

Trend 2012 #3. Dal digital divide al social media divide

Linkedin è nato nel 2003. Twitter e Facebook nel 2006. E adesso (Facebook soprattuto) fanno talmente parte della quotidianità di molti di noi che sembrano esistere da molto più tempo. Com’era la nostra vita prima? E chi se lo ricorda! O meglio: non c’è tempo per ricordare visto che, se vogliamo stare al passo con i tempi, dobbiamo prepararci a un futuro in cui anche il lavoro sarà social e shopping, burocrazia, istruzione e divertimento saranno sempre più online. Questo concentrarsi in rete di molte attività “reali” creerà una frattura sociale (digital divide, come lo chiamano gli addetti ai lavori) molto profonda: da una parte i super-connessi che cavalcheranno quest’onda con perfetta nonchalance, dall’altra i meno tecnologici (per attitudine, provenienza o estrazione sociale) che si ritroveranno a perdere importanti opportunità sociali e professionali.

Trend 2012 #4. Libertà è partecipazione, anche in rete

Dalla primavera araba dell’anno scorso non si hanno più dubbi: è (anche) grazie alla rete che il popolo ha potuto ottenere quel potere che per secoli aveva solo sognato. Le idee, paradossalmente, sono quanto di più forte ci possa essere e nella rete hanno trovato terreno fertile per poter crescere e espandersi con una forza inarrestabile. Sono ancora molti i Paesi in cui c’è bisogno di cambiamento. E di sicuro internet sarà ancora loro alleata, almeno finché continuerà a essere considerata un’infrastruttura. Quindi, la difesa della neutralità della rete continuerà anche nel 2012 a essere un tema di cui sentiremo parlare.

Trend 2012 #5. Crowdworking

Potremmo definirlo il lavoro di squadra su scala globale. La globalizzazione infatti è meritocratica, almeno quando si tratta di poter mettere online il proprio talento alla ricerca di qualcuno che lo apprezzi e scelga di sfruttarlo. Siti come freelancer.com permettono di inserire il proprio profilo, con le proprie capacità professionali e mettersi così sul mercato alla ricerca di lavori – appunto – da freelance: sono sempre di più le aziende che cercano professionisti attraverso questi canali. Soprattutto per i talenti emergenti che vivono nei paesi in via di sviluppo, queste vetrine sono una grandissima opportunità per affacciarsi all’economia globale. Le aziende risparmiano sui costi e si avvalgono di uno staff davvero internazionale!

Trend 2012 #6. La reputation economy

Sempre più spesso un brand costruisce la propria fortuna sulla base della reputazione che ha online e così è anche per le persone, soprattutto da un punto di vista professionale. Una buona immagine e buoni rapporti sociali online si tradurranno nell’aumento di opportunità di carriera positive, una cattiva “reputazione” in rete sarà la rovina anche del professionista più preparato. Nell’era della reputation economy la rete diventa IL grande database centralizzato in cui figuriamo anche noi. I software di reputation management si evolveranno nel corso del 2012 e non è escluso che qualche grande social network non decida di includerne alcune funzioni all’interno della propria offerta di servizi.

Trend 2012 #7. Nuove Interfacce

E’ inutile, arrendiamoci, amanti delle tastiere. Il futuro è nel touch screen. E pazienza se vi danno fastidio le ditate sullo schermo o se per scrivere un sms ci mettere un’ora. Dobbiamo abituarci. E non solo, dobbiamo anche farlo in fretta se non vogliamo essere colti impreparati dai nuovi modelli di dispositivi touch con riconoscimento delle nostre espressioni vocali. Completeranno, forse, il pacchetto avveniristico gli occhiali per realtà aumentata che potremo portare sempre con noi.

Trend 2012 #8. Cyber-guerriglia

Trend 2012 guerra-digitaleLe guerre del futuro si combatteranno sempre di più in rete: i fronti di battaglia si sono spostati online e tutti i governi stanno cercando di sviluppare tecniche sempre più raffinate (leggasi barricate sempre più impenetrabili) per evitare gli attacchi distruttivi, come quelli dei gruppi hacker Anonymous e LulzSec che stanno facendo tremare parecchi schermi. Wikileaks insegna. Meglio non abbassare mai la guardia.

Trend 2012 #9. Ten speed economy

Finora si è parlato di economia a due velocità. Troppo poche. Se non lo aveste capito qui si corre: il futuro ne avrà almeno dieci! Il ritmo con cui le realtà imprenditoriali cambiano è in netta accelerazione e sempre più netto sarà quindi anche il divario tra quelle aziende pronte a cavalcare le opportunità di cambiamento e quelle che rimarranno rovinosamente indietro. Tragici fallimenti o incontestabili successi. La ten speed economy non ama le mezze misure. Catch it if you can.

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Francesca Carli

Francesca Carli è una giornalista pubblicista

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