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Trovare lavoro su Linkedin? Ecco le 12 tattiche per sfruttarlo al meglio nel 2012

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Linkedin, il social network dal colletto bianco ha meno utenti di Facebook e Twitter. Ma cresce. E in fretta. E molti, moltissimi lo usano per cercare e trovare lavoro. In Europa è usato da più di 22 milioni di persone e, dati alla mano, gli italiani, soprattutto quelli che vorrebbero trovare lavoro, sono fra i suoi maggior estimatori. Con la quotazione in borsa del 2011 Linkedin ha fatto un passo avanti poderoso e adesso è pronto a giocare la sua partita ad armi pari con i suoi due grandi concorrenti globali. A usarlo sono in tanti, dicevamo. Ma pochi ancora lo fanno sfruttandone appieno le potenzialità e quasi tutti lo considerano ancora una specie di curriculum vitae in formato ridotto. Ecco il perché di questa guida. Leggetela se non avete ancora un profilo su Linkedin; se ce l’avete già, ma non l’avete mai considerato importante; se lo usate attivamente, ma volete cominciare a farlo rendere al meglio; e se state cercando un sistema innovativo ed efficace per promuovere la vostra attività o per vendere un prodotto o un servizio. Leggetela, semplicemente, se non vi dispiacerebbe cambiare o trovare lavoro.

Trovare lavoro con Linkedin migliorando il CV

Gli head hunter usano Linkedin da sempre per cercare candidati per posizioni specifiche. E lo stesso vale per i giornalisti a caccia di specialisti da intervistare. Compilare con attenzione il profilo non è solo una buona idea per chi non disdegna l’idea di trovare lavoro: è una necessità.
Non barate nella compilazione: sui social network le bugie hanno le gambe cortissime. Il make-up professionale, se volete, fatelo sulle competenze, che Linkedin usa per indicizzare il vostro profilo nelle ricerche degli altri. Ci sono aree di competenza estremamente popolari, come “social media” e “team management”, che è meglio aggiungere anche se, senza essere dei veri specialisti, avete comunque avuto qualche piccola esperienza in questi ambiti. Ottenere un colloquio non significa trovare lavoro!

Linkedin NON è un posto per raccomandati

Dal suo lancio nel 2003 Linkedin è diventato popolare anche perché offriva la possibilità di scrivere recensioni su persone con cui si aveva avuto a che fare in passato. Le raccomandazioni potevano (e possono tuttora) anche esser richieste, il che genera spesso confusione e imbarazzo. Molti di voi avranno probabilmente ricevuto da antichi colleghi del passato una richiesta che suonava più o meno così: “Potresti scrivere una raccomandazione su di me? Mi aiuteresti a trovare lavoro!”: preghiera che infastidisce chi la riceve, a meno che il richiedente non sia davvero un amico o un collega legato da un rapporto di grande stima professionale.
Usate quindi questa strategia, ma senza abusarne, perché una raccomandazione richiesta alla persona sbagliata può trasformarsi facilmente in un boomerang. Fatelo, ma solo se conoscete molto bene la persona e la stimate davvero.

Linkedin non è Yahoo Answers. Eppure…

In un meeting professionale di alto livello, colui a cui vengono fatte più domande è probabilmente quello che ha di fronte a sé la carriera più brillante e, in caso di problemi, le maggiori probabilità di trovare lavoro. Su Linkedin, fatte le debite proporzioni, vale la medesima regola, con il non indifferente vantaggio che i partecipanti del meeting, per restare nella metafora, sono più di cento milioni.
Una delle cose migliori che potete fare su Linkedin è quindi mettere la vostra conoscenza, qualunque essa sia, a disposizione degli altri. Non importa se siete programmatori Java o idraulici: ci sarà sempre qualcuno che chiederà il vostro aiuto anche senza conoscervi. Dateglielo e otterrete due vantaggi importanti: riceverete probabilmente da lui una richiesta di contatto e aumenterete la vostra autorevolezza nei confronti suoi e di tutte le persone che da quel momento in poi cercheranno lo stesso tipo di informazione.

Scaricate l’App

Da quando si è quotata in borsa, la società californiana che gestisce Linkedin ha fatto un grosso sforzo per creare applicazioni capaci di rendere utile e facile il loro network anche per chi si collega con telefonini e tablet. E ci sono riusciti. Le App di Linkedin sono semplici, pratiche, efficaci e gratuite. Scaricatele e usatele, soprattutto per aggiornare il vostro profilo (meglio se almeno una volta al giorno) e per promuovere ciò che davvero saperte fare (vedi punti successivi).

Coltivate la vostra rete di contatti

Linkedin funziona come Facebook: vi permette di comunicare direttamente solo con chi vi ha esplicitamente accettato fra i suoi contatti. Il network di contatti ha quindi un’importanza fondamentale, anche per trovare lavoro, e va coltivato con cura. Non spedite inviti a pioggia: è un errore grave e può arrivare a convincere Linkedin a segnalarvi come spammer. Fatelo da principio solo con chi siete sicuri che vi conosca e si ricordi di voi. Una media di 5 inviti al giorno è adeguata alla maggior parte dei professionisti che vogliono incrementare il proprio network. Un network con più di 500 contatti è considerato prestigioso (secondo un recente studio, gli utenti di Linkedin con più di 500 contatti sono circa il 13% del totale. Procedendo con calma ci arriverete senza troppe difficoltà in pochi mesi.

Condividete il meglio di ciò che fate e non siate gelosi

La gelosia della conoscenza poteva avere un senso vent’anni fa’. Ma oggi, nell’era dei social network, è del tutto fuori luogo. Se avete scritto qualcosa di rilevante, se avete applicato una tecnologia in modo nuovo, se avete architettato una nuova tattiche per trovare lavoro, per esempio, ditelo per primi, perché se non lo farete sarà qualcun altro a farlo al posto vostro. Usate, se volete, Linkedin come un blog. Oppure solo come un megafono per amplificare e diffondere ciò che avete già scritto altrove. Non siate auto celebrativi (un atteggiamento assai poco amato sui social network), ma non abbiate timore di far sapere ai vostri contatti ciò che avete fatto. Perché è di solito da ciò che facciamo, e non da ciò che diciamo, che alla lunga veniamo giudicati.

A caccia per trovare lavoro? Usate Linkedin prima, ma anche dopo

I grandi manager usano farsi preparare dai loro assistenti una scheda sommaria delle persone che incontreranno nella prossima riunione per non arrivare impreparati. Linkedin offre questa opportunità a tutti. Dedicategli dieci minuti prima di una riunione importante, per conoscere chi non conoscete e per aggiornarvi sulle ultime attività di chi conoscete già. E visto che come dice Sun Tzu per vincere una battaglia bisogna prima di tutto conoscere il proprio nemico, fatelo soprattutto se la riunione è finalizzata a trovare lavoro.

Se poi il lavoro vi viene affidato, Linkedin non perde la propria importanza. Anzi: è utilissimo per prepararsi a entrare in un nuovo ambiente professionale. Trascorrere un paio di giorni a studiare i profili dei futuro colleghi (e capi) può trasformarsi in un vantaggio competitivo notevole (nuovo assunto al nuovo capo: “… Fra l’altro adoro i cori russi fin da bambino…”. Nuovo capo al nuovo assunto: “Non mi dica! Ne sono un grande appassionato anch’io! Bravo: avevo caoito subito che c’erano grand affinità fra noi due” :-)

Non smettete mai di cercare lavoro (anche se ce l’avete già)

Linkedin favorisce e facilita la conoscenza tra potenziali partner o il monitoraggio dei concorrenti. Per questo è importante non abbandonarlo dopo aver trovato lavoro. L’economia del lavoro dei prossimi anni sarà dominata dalla precarietà e la ricerca dev’essere un’attività continua. Se ben usato, Linkedin vi aiuterà a preparare il vostro prossimo colloquio con mesi o anni di anticipo.

Un’alternativa a Google AdSense

Linkedin è un’ottima piattaforma per pubblicizzare prodotti. Non è a buon mercato, ma permette di puntare dritto all’obiettivo selezionando con precisione chirurgica il target. Se avete un prodotto o un servizio da vendere, non scegliete Google AdSense a priori, ma prendetevi un’ora per confrontare prezzi e servizi offerti da Linkedin. Probabilmente scoprirete che la strategia migliore è usare una combinazione dei due network, orientando poi gli investimenti su quello che vi porterà più contatti.

Le pagine aziendali: siti in miniatura da non trascurare

trovare-lavoro-pagine-linkedinUna pagina aziendale su Linkedin è come un sito aziendale. I vantaggi? È più semplice da gestire e più facile da trovare. Gli svantaggi: ha molte meno funzioni e più obblighi da rispettare. Create una pagina per la vostra azienda e alimentatela costantemente di contenuti. Non solo pubblicitari, ma anche di informazioni che ritenete possano interessare i vostri clienti potenziali. Promuovetela con vigore, usando il SEO o la pubblicità (anche su Linkedin stesso). Avrete maggiori opportunità di entrare in contatto con gente in gamba che vuole trovare lavoro e otterrete risultati di branding che potrebbero sorprendervi.

Gruppi: come (e quando va bene, più) di una newsletter

I gruppi sono uno dei boom recenti di Linkedin. Mentre scriviamo, quelli attivi sono quasi 900 mila e nella maggior parte dei casi non sono creati per trovare lavoro, ma per condividere opinioni. Un numero crescente di aziende e professionisti ha scoperto che sono un ottimo strumento per aggregare colleghi, fornitori, potenziali clienti… Se volete trovare lavoro puoi pensare di createne uno, ma senza fretta. Perché non c’è niente di più triste di un gruppo con pochissimi iscritti. Trovate un argomento su cui siete preparati e cercate prima di tutto gruppi simili già esistenti. Se arriverete alla conclusione che lo spazio che vi interessa non è troppo affollato, create un nuovo gruppo. Potrete scegliere nel dettaglio come gestirlo: renderlo pubblico e consentire a tutti di pubblicare, accettare fra i membri solo le persone che vi interessano e perfino analizzare ogni contenuto scritto da altri prima di autorizzarne la pubblicazione. I migliori creatori di gruppi su Linkedin riescono a ottenere da questo strumento (che si tratti di migliorare la propria visibilità o di cambiare o trovare lavoro) più di quanto si possa ottenere da una mailing list professionale, senza spendere un euro.

Pagare o non pagare?

A differenza di Twitter e Facebook, Linkedin è un social network fremium: la maggior parte dei servizi sono gratuiti, ma per accedere ad alcuni dei più preziosi è necessario pagare un abbonamento e passare all’opzione Premium. Nessuno sa con previsione quanti utenti abbiano scelto di pagare (come nessuno sa quanti, pagando, sono riusciti a trovare lavoro!), ma si sa che al momento della quotazione il 32% del fatturato di Linkedin derivava dagli utenti premium.
Vale la pena di pagare per incrementare le probabilità di trovare lavoro? Sì, se per voi è importante poter inviare un’email diretta a una persona che volete contattare che non fa parte dei vostri contatti e di cui non avete l’indirizzo email. Il prezzo è salato e varia moltissimo in base alla durata dell’abbonamento: per mandare fino a tre email al mese si pagano da 15 a 18 euro al mese. Per mandarne fino a 25 al mese di pagano da 54 a 72 euro al mese. La versione Premium di Linkedin prevede altri benefit, che però sono meno importanti.

Pubblicato da Il .

Microsite di:  / 

Serena Gallucci

Junior Editor e Social Network Specialist di The Biz Loft

6 Commenti

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    Linkedin non serve solo per trovare lavoro. Ecco le 12 tattiche … – The Biz Loft (Blog) | Relazioni Pubbliche e Comunicazione

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    Breve guida per un uso efficace di LinkedIn | The Biz Loft

  3. jonny 10 dicembre 2012 di 04:43 -  Rispondi

    Beh, c’è chi usa Linkedin per cercare di accalappiare qualcuno e che mette foto di sé poco appropriate, come gente in abbigliamento intimo seduta sul lavandino del proprio bagno.

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