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Vine: ho provato la nuova app di Twitter “What the hell is this?!”

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Vine. Così si chiama l’ultima novità targata Twitter. L’abbiamo provata oggi e abbiamo trovato un solo aggettivo capace di riassumerla in una parola: “entusiasmante”.

Personalmente, ho sempre pensato che Jack Dorsey fosse più un fortunato che un creativo. Ha inventato Twitter, è vero, ma da allora è cresciuto più che altro con le pubbliche relazioni, la pubblicità, gli accordi con altri social network e infine con i soldi della Apple, che si è comprata il 20% della sua azienda.

Ma il caso di Vine è diverso. Questa App porta il concetto di Twitter nel mondo dei video in un modo, devo ammetterlo, davvero incredibile.

Vine. Più virale di Twitter stesso?

La prima cosa che si nota usando Vine è che è estremamente facile da usare. Per creare un video (che non può essere più lungo di 6 secondi) basta premere un pulsante sullo smartphone. Puoi registrare 6 secondi senza interruzione, ed è quello che fai la prima volta. Ma immediatamente dopo scopri che il vero divertimento, con Vine, è registrare brevissimi frammenti per creare una micro storia.

A quel punto Vine ti propone 3 cose:

  1. Registrarti (via Twitter, ovviamente)
  2. Creare un tuo “Vine blog” (tempo cronometrato per la creazione: meno di 10 secondi)
  3. Collegare il tuo Vine blog con Twitter e Facebook

È tutto qui: da quel momento in poi sei un Viner a tutti gli effetti e puoi sbizzarrirti a creare video di ogni genere.

Replay: la vera innovazione di Vine

Spesso le cose innovative sono anche le più semplici. E Vine ha una funzione che rientra senza dubbio in questa categoria. I video che crei con quest’applicazione hanno il replay automatico. Ovvero: durano 6 secondi (al massimo), ma si ripetono all’infinito fino a quando non decidi di fermarli.

Io ho cominciato con questo (il link che trovate qui sotto porta al video che ho girato ed è il codice standard che Vine mette a disposizione per chi vuole embeddare il video in una pagina web).

 

Probabilmente non farà ridere nessuno di voi, ma ammetto guardandolo girare ho cominciato a ridere al terzo giro, cioè dopo circa 15 secondi. E ho pensato “Fermati, per Diana!”

Un’estensione di Twitter

Vine è pensato come un’estensione naturale di Twitter. I video girati infatti, oltre ad apparire sul micro blog dell’autore, sono inclusi nel tweet che appare sulla pagina dell’autore proprio come avviene con Instagram: si preme un pulsante e il video inizia.

Vine registra sia video che audio, ma il video è disabilitato, a meno che chi lo guarda non clicchi sul pulsante audio on, ben in vista. Un’altra ottima idea, visto che in tanti (probabilmente in tantissimi) guarderanno i video in ufficio.

L’App è gratuita e disponibile per iPhone (niente iPad, almeno per il momento). E, soprattutto, niente Android. Chissà se Vine era già in programma quando la Apple ha comprato un pezzo di Twitter. Mi butto? Probabilmente sì. La Apple non ha mai avuto successo nei social media e l’acquisizione parziale di Twitter le ha dato mano libera. Quindi, in definitiva, forse ciò che penso di Jack Dorsey non è poi così sbagliato. La creatività e la perfezione (attendo smentite) di Vine vengono più da Cupertino che da San Francisco.

Vine è gratuita (ovviamente) e si scarica dall’Apple Store.

Un solo avvertimento. Usatela con cautela: crea una tale assuefazione da far impallidire il Tamagotchi.

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Paolo Conti

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