I dispositivi mobili continuano a modificare i consumi e le abitudini digitali degli italiani. L’ecosistema a portata di mano è in crescita

I dispositivi mobili, le reti mobili broad band e le app hanno creato un vero e proprio circolo virtuoso che sta modificando profondamente i consumi digitali degli italiani (e gli investimenti delle aziende). Entro la fine di quest’anno, gli italiani che navigano mensilmente con dispositivi mobili saranno più di 30 milioni.

dispositivi mobili 1 utente utilizzatore di dispositivi mobili su 3 ha scaricato applicazioni a pagamento sul proprio smartphone e 1 su 5 ha acquistato almeno un prodotto o servizio, 4 su 5 interagiscono con la pubblicità da questo dispositivo e 1 su 2 vorrebbe utilizzarlo anche come strumento di pagamento al posto della carta di credito. Questa la prima delle fotografie scattatate dall’Osservatorio Mobile & App Economy del Politecnico di Milano che ha presentato il report in occasione del convegno intitolato Mobile & App Economy: verso il 2% del Pil.

Lo sviluppo dell’ecosistema mobile

La ricerca condotta mostra come lo sviluppo di un ecosistema mobile (e la conseguente ampia diffusione dell’accesso a Internet da dispositivi mobili tra gli utenti) stia generando effetti rilevanti in chiave economica. L’ecosistema mobile è abilitato da molti fattori che agevolano l’accesso dei consumatori al mondo Web in tutte le sue forme di servizio. La massa critica? 37 milioni gli smartphone e 7,5 milioni i tablet diffusi in Italia (e diventeranno rispettivamente 45 e 12 milioni da qui a dicembre  2014). Le reti mobili a banda larga Lte a fine anno raggiungeranno circa il 60% della popolazione, le offerte bundle (voce, messaggistica, connettività) a prezzi molto contenuti si sono moltiplicate nel corso del 2013 e le applicazioni disponibili negli store hanno toccato quota 2,5 milioni. Non solo: sono in aumentano anche le soluzioni mobili sviluppate all’interno delle imprese o delle pubbliche amministrazioni.

“Tra gli effetti generati sul consumatore dalla maturità dell’ecosistema mobile – commenta Guido Argieri, Telco & Media Director Doxa – è stato riscontrato anzitutto un incremento del tempo trascorso dagli italiani su Internet dai dispositivi mobili, che sottrae quote alla navigazione da Pc: stiamo parlando di 75 minuti medi giornalieri per lo smartphone e 66 per il tablet contro i 106 minuti (-14% sull’anno precedente) del Pc portatile. La maggior parte delle attività è svolta tramite app. Oltre a social, gaming, meteo e mappe, tra le applicazioni scaricate dagli utenti ci sono anche quelle delle imprese di cui loro sono consumatori: al primo posto troviamo quelle legate a trasporti e viaggi, seguite da quelle del settore finanziario e da quelle dei retailer dell’elettronica di consumo.”

La Mobile & App Economydispositivi mobili - i mercati della mobile and app economy

Circa l’85% degli utenti di Internet da smartphone vede annunci pubblicitari all’interno di siti o app e la metà ci clicca sopra. Tre quarti dei navigatori da dispositivi mobili sono interessati al mobile couponing e più della metà è propensa all’utilizzo dello smartphone come sostituto della carta di credito per i pagamenti nei punti vendita fisici. L’impatto economico generato dall’ecosistema mobile che si è creato ha dato origine alla cosiddetta Mobile & App Economy, che nel 2013 vale già 25,4 miliardi di euro: rapportato al Pil rappresenta l’1,6%. Oltre l’80% della Mobile & App Economy proviene dai consumi diretti di consumatori e imprese, che complessivamente hanno speso oltre 20 miliardi di euro; la restante parte fa riferimento agli investimenti delle imprese in reti mobili, nello sviluppo di soluzioni software mobili rivolte ai consumatori o ai propri dipendenti, in soluzioni che sfruttano la Internet of Things per migliorare i processi aziendali o offrire nuovi prodotti e servizi e in attività di marketing tramite dispositivi mobili.

Il mobile commerce è in crescita

All’interno del segmento dei consumi, la componente principale è ancora rappresentata dai servizi tradizionali delle Telco (cioè voce e Sms), che sono però in forte contrazione; seguono i ricavi da vendita di dispositivi mobili (poco più di un quinto) e la connettività dati (13%); valgono solo pochi punti percentuali, invece, le vendite di contenuti e di beni e servizi ed è praticamente nullo il mercato del mobile payment. Ma da qui al 2016 le cose cambieranno in maniera significativa. Continuerà la fortissima crescita del mercato del mobile commerce: stimiamo che dagli attuali 1,2 miliardi si arriverà nel 2016 a oltre 7 miliardi di euro, con un peso relativo sull’e-commerce che, se oggi è pari al 12%, tra 3 anni potrebbe superare il 40%. Si svilupperà il mercato del mobile proximity payment: questo mercato nel 2016 potrebbe valere circa 4 miliardi di euro. A questo si aggiunge il mercato dei mobile Pos, che secondo le stime potrebbero valere circa 2 miliardi di euro. Continueranno a crescere anche le vendite di contenuti fruiti tramite dispositivi mobili, che andranno vicini al raddoppio nei prossimi 3 anni, con un ruolo sempre maggiore giocato da giochi e da video.

Dispositivi mobili sempre più intelligentidispositivi mobili e internet of things

Infine, la grande scommessa è sul mercato abilitato dagli oggetti intelligenti: alcuni ambiti già avviati proseguiranno il loro cammino, in particolare le smart car, portando il valore di questo mercato nel 2016 a 1,6 miliardi di euro (+80% in 3 anni). Ma a questi ambiti applicativi se ne potrebbero affiancare molti altri, sfruttando, ad esempio, la nascita degli oggetti indossabili e lo sviluppo di soluzioni nuove in ambiente cittadino e sanitario, come mostrano alcune interessanti sperimentazioni internazionali.

“A questi effetti diretti della Mobile & App Economy sul Pil – commenta Marta Valsecchi, responsabile della ricerca – si potrebbero aggiungere diversi altri benefici indiretti. Alcuni esempi sono: l’aumento di produttività dei mobile worker, stimabile nel 2013 nell’ordine di grandezza dei 10 miliardi di euro sulla forza lavoro italiana, l’impatto positivo dell’utilizzo dei canali informativi mobili sulle vendite offline e l’effetto benefico del mobile nell’allargare la base di utenti Internet e nel ridurre il digital divide italiano”.

In questo scenario, un ruolo importante sarà giocato dalle start-up, in grado sia di creare nuovi modelli di business rivolti direttamente al consumatore finale, sia di supportare le imprese nel loro processo di trasformazione digitale e Mobile. Sono oltre 600, infatti, le start-up finanziate a livello internazionale in questi ambiti nel corso del 2013.

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