L’impatto di IoT, Big Data e cloud sulla gestione della produzione

Internet of Things, Big Data e cloud stanno portando cambiamenti significativi nella gestione della produzione industriale. L’informatizzazione supporta il business ma la IoT cambia le priorità degli IT manager.

Smart city, domotica, smart object, auto intelligenti e sensorizzate, applicazioni Rfid o Nfc, sistemi M2M: l’Internet delle Cose nel prossimo futuro ci farà entrare in un’era ultra connessa, in cui gli oggetti potranno offrirci la loro massima efficienza in diversi ambiti di applicazione: dalla quotidianità, passando per l’automotive, la sanità o il settore manifatturiero.

La vera sfida di ogni Cio: una gestione della produzione smart

Il pensiero liquido è entrato a far parte anche del mondo ICT. La convergenza tra mondo fisico e mondo digitale rende i confini sempre più sfumati.  IoT, Big Data e cloud stanno cambiando strategie ed approcci, ridefinendo il ruolo che la gestione della produzione gioca nella catena del valore di un’impresa. L’informatica nella gestione della produzione più che un asset è sempre stata considerata un centro di costo. I consigli d’amministrazione delle aziende ancora faticano a percepire come l’ICT e l’innovazione consentano un’accelerazione del business e un efficientamento dei processi produttivi aziendali. Oggi la vera sfida per i Cio è focalizzarsi su una gestione della produzione capace di tener conto di nuove linee guida caratterizzate da un’ulteriore intelligenza di sistema.

#1 Controlli costanti a ogni livellouna gestione della produzione smart
L’industria si è spostata nettamente verso l’individualizzazione e la personalizzazione di massa. Per raggiungere questi obiettivi e offrire servizi a più alto valore ai clienti, occorre mantenersi perfettamente allineati con la gestione dell’offerta, con il comparto logistico, con i partner e con i fornitori. L’automazione permette di avere una gestione della produzione ottimizzata, in cui è possibile tenere sotto controllo e in tempo reale tutte le fasi operative, potendo intervenire in caso di necessità.

“Occorre costantemente avere contezza dei processi di produzione – sottolinea Simon F Jacobson, vice presidente di Gartner’s Supply Chain research organization – e ottimizzarli a ogni livello: non basta più fare un controllo a fine turno per rendersi conto della situazione, raddrizzare il tiro e apportare le dovute modifiche”.

Il product lifecycle management porta maggiore efficienza ma, perché funzioni, bisogna stabilire standard, regole e policy definendo architetture che garantiscano massima condivisione e collaborazione a livello di sistemi ma anche di relazioni.

#2 La sicurezza: un parametro da ripensare
Gestire un’impresa collegata dalla Internet of Things significa non dover solo più gestire operazioni manuali e fisiche ma anche operazioni digitali e virtuali. Significa disegnare sistemi di controllo capaci di coordinare e presidiare l’interno e l’esterno del perimetro aziendale: reti fisse e mobili (LAN, WAN, WI-FI pubblici e privati, tecnologie di prossimità bluetooth, sensori, Rfid, Nfc) e quindi tutte le architetture mobili, ma anche i nuovi sistemi cloud (pubblici, privati o ibridi) con logiche As a Service sempre più orientate al pay per use e all’on demand. Anche la gestione della produzione è investita dall’onda montante dello sviluppo tecnologico più all’avanguardia, con una tracciabilità e una rintracciabilità capaci di storicizzare ogni singolo processo e di localizzare ogni singolo componente per ottimizzare il flusso del lavoro lungo tutta la supply chain, azzerando i colli di bottiglia e identificando i punti di miglioramento della catena e del business. Idealmente ingegneri, addetti al controllo di processo e responsabili It sempre più lavoreranno a un’armonizzazione dei propri compiti e dei propri ruoli,  concertando nuovi approcci alla sicurezza che tengano conto di diversi aspetti: protezione dei dati, Privacy, conformità normative ma anche business continuity, disaster recovery, qualità del lavoro e sicurezza per le persone e per i prodotti…

#3 Più visibilità in termini di prestazioni di processogestione della produzione - Più visibilità in termini di prestazioni di processo
Ovviamente, esiste da sempre una forma di automazione e controllo nella gestione della produzione, ma l’implementazione di nuove applicazioni aziendali in chiave IoT permetterà di collegare i dispositivi alla rete aziendale, rendendoli comunicanti. Questo permette di usufruire di un approccio più completo a livello di controllo operativo. La visione olistica attraverso un quadro generale permette di avere un’idea più chiara della situazione e oliare al meglio il processo produttivo in ogni sua fase. Big Data singifica avere informazioni qualificate e gestirle al meglio, quando servono, dove servono. Grazie alla Business Intelligence e alle analytics anche l’informazione diventa customer centrica. Questo riduce la complessità decisionale, rendendo accessibile l’informazione con nuovi criteri di fruibilità e di consumo, cambiando anche le logiche dei sistemi di archiviazione e quindi i costi dello storage e dei data center.

#4 Il nuovo ruolo degli Oem e delle start up nella Internet of Things
La gestione delle performance degli asset è oggi un aspetto su cui si pone molta attenzione che permette di minimizzare i costi e ridurre i rischi operativi attraverso l’acquisizione e l’analisi dei dati. I produttori di apparecchiature originali (Oem – Original Equipment Manufacturer) hanno già iniziato a creare valore utilizzando gli strumenti che la IoT mette a disposizione nell’ottica di una manutenzione preventiva che permetta di gestire al meglio i tempi di attività, garantire risultati e raggiungere adeguati livelli di performance per il cliente. I Big Data incrementano le SLA. Sempre nel migliore dei mondi possibili, i Service Level Agreement che agganciano i contratti ai servizi, più che una corsa al ribasso diventano uno stimolo all’eccellenza. Insomma con la Internet of Things la qualità delle città, definite smart city, porta qualità anche nella gestione della produzione e del business. Ma i CIO devono imparare in fretta a potenziare le vision, abbracciando campi di azione diversi e livelli di intervento diversi. Virtualizzazione e cloud impongono una centralizzazione digitale: nuovi livelli logici di gestione, con gestionali che progressivamente sostituiscono i moduli con le app che supportano la produttività individuale e sempre più sono sviluppate dalle start up, nuovi interlocutori a supporto dell’operatività e della produzione. Piccoli, ma spesso capaci di portare la differenza nel business.