I bagagli spiccano il volo con un… chip

La gestione dei bagagli disguidati negli aeroporti ha un costo: circa 3 miliardi di dollari all’anno. Solo in Europa, ne vengono persi 10mila al giorno.
Per questo motivo l’International Air Transport Association (Iata) ha varato il Baggage improvement programme, grazie al quale entro il 2012 intende ridurre del 50% il numero dei bagagli smarriti.

Di questi problemi e delle soluzioni in atto se n’è parlato anche in Italia proprio venerdì scorso, in occasione del convegno «Innovazione e tecnologie nell’handling bagagli» organizzata da Enac (Ente Nazionale per l’Aviazione Civile), Assaeroporti e Assaereo, in collaborazione con Finmeccanica.

“Nel mondo – ha spiegato Antonio Tajani, vice presidente della Commissione Ue e commissario ai Trasporti – vengono persi ogni anno, in base ai dati 2008, quasi 33 milioni di bagagli, vale a dire quasi 90mila bagagli al giorno. A livello europeo possiamo stimare circa 6 milioni di bagagli persi ogni anno. Secondo l’Aea (associazione dei vettori europei), il tasso di smarrimento nell’inverno 2008/2009 è stato pari a 13 per 1.000 passeggeri, a fronte dei 15,5 dell’inverno precedente ma, nonostante gli sforzi, occorre fare di piu”.

Il tema della gestione di bagagli rappresenta una priorità non solo per l’Unione Europea, che nel corso del 2010 presenterà iniziative in materia di bagagli e gestione delle problematiche connesse, ma un tema urgente anche per l’Enac che ha l’obiettivo di migliorare il funzionamento del sistema, introducendo innovazioni tecnologiche che garantiscano la riduzione delle probabilità di smarrimento.

Tra le iniziative in fase di studio e sperimentazione rientrano un sistema di tracciabilità del bagaglio, procedure più veloci per la riconsegna del bagagli, riduzione dei tempi di trasferimento dei bagagli stessi, maggiore coordinamento fra i vari soggetti coinvolti, migliore impiego delle risorse in termini di personale e mezzi, potenziamento delle infrastrutture.

“In Italia – ha proseguito Vito Riggio, presidente Enac – l’indice e’ diminuito del 20% nel biennio 2007-2008 e ora siamo a 12 bagagli persi ogni mille. Una cifra comunque troppo alta. Il nostro obiettivo è di ridurre il margine a 2 bagagli su mille. Oltre ai disagi per i passeggeri, infatti,il problema pesa significativamente sui bilanci delle compagnie aeree che poi devono riconsegnare il bagaglio al domicilio di ciascun passeggero. Infrastrutture all’avanguardia, tecnologie innovative e maggior formazione del personale, costituiscono tre aspetti fondamentali per risolvere alla radice il problema”.

Sistemi Rfid sono in sperimentazione da parte del 7% delle compagnie aeree (tra le quali British, Delta, Emirates, Air France, Alitalia, Tap, Lufthansa) e operativi in diversi aeroporti tra i quali Hong Kong, Londra Heatrow, Parigi Charles De Gaulle, Monaco di Baviera, Lisbona, Las Vegas, Dubai e San Francisco.

“Al momento – ha precisato Riggio – stiamo testando il progetto a Milano Malpensa con la danese Lyngsoe System, e a Roma-Fiumicino, con la Elsag, società di Finmeccanica. Speriamo di rendere operativa la nuova tecnologia già da giugno, per far fronte al meglio ai picchi estivi. Il passeggero ha il diritto di ricevere subito il proprio bagaglio e, nei casi di disguido, deve poter sapere dove si trovano le proprie valigie e quando ne rientrerà in possesso. Grazie al tracking con tecnologia Rfid il bagaglio può essere rintracciato non solo dagli operatori aeroportuali, ma anche dal passeggero, che viene avvisato tramite Sms”.

In pratica, invece di stampare un codice a barre sulle etichette adesive dei bagagli al check-in, con il nuovo sistema viene apposto un tag Rfidsu ogni bagaglio, il che consente al personale dell’aeroporto e alla compagnia aerea di poter tracciare le valigie lungo i vari percorsi nell’aeroporto. L’informazione viene caricata sul tag dal personale al momento del check-in. Dispositivi senza cavo, usati dal personale, portatili o fissati in punti lungo il percorso del bagaglio da e fino all’aeromobile, sono usati per leggere le informazioni contenute nel tag e associate con la posizione e l’orario nel database.

In particolare a Roma Elsag Datamat e Siemens Mobility hanno implementato un sistema di manutenzione basato su tecnologia Rfid per l’identificazione con etichette a radiofrequenza dei componenti di tutto l’impianto di smistamento dei bagagli e delle relative parti di ricambio. I tecnici addetti al servizio di manutenzione utilizzano computer palmari che si interfacciano con la centrale operativa che fornisce indicazioni sulla tempistica e la modalità degli interventi da effettuare. Il nuovo sistema consentirà agli addetti alla manutenzione di svolgere attività non solo di intervento correttivo ma anche di ispezione e prevenzione, nonché di gestione automatizzata delle parti di ricambio.

“La tecnologia a radiofrequenza – ha precisato Giorgio Gregori, responsabile infrastrutture di Adr-Aeroporti di Roma – è allo studio da tempo e con risultati largamente positivi, ma era stata frenata dal costo dei chip, che adesso sono crollati grazie ai massicci ordini venuti dalla grande distribuzione specialmente, penso a Wal Mart, in America. Con questo sistema l’efficienza nella lettura delle etichette aumenta passando dall’attuale 98% al 99,5% e oltre. Senza contare che i chip più raffinati possono anche inviare messaggi sms per segnalare la posizione del bagaglio. A Fiumicino, abbiamo avviato la costruzione del 2° e del 3° sistema di lavorazione bagagli Bhs (Baggage handling system), che avranno i sistema Rfid e, come transitorio e aggiuntivo, anche quello a scanner per etichette cartacee oggi in uso e saranno pronti nel 2014. Uno sarà dedicato al traffico Alitalia e uno a quello delle altre compagnie. Una volta operativi verrà aggiornato a Rfid anche l’impianto oggi esistente, che è del 1997 stato il primo in Italia ad adottare la tecnologia Bhs: la useremo per i bagagli in transito da compagnia a compagnia”.

L’adozione delle smart tag nella gestione dei bagagli ha dimostrato incrementi esponenziali in termini di sicurezza e di efficienza dell’handling. In occasione del seminario sono stati descritti i risultati ottenuti a Malpensa, dove l’Rfid, ha dato il 100% di letture fino a mille bagagli in fila e il 99,2% di letture in condizioni particolarmente impegnativa. Il sistema a radiofrequenza, inoltre, ha dimostrato un margine di errore di bagagli non letti di 8 su10 mila, rispetto agli 800 su 10 mila del sistema tradizionale a codice a barre.

“A giugno faremo un bilancio del nuovo sistema per vedere se è maturo – ha concluso Riggio – e poterlo estendere agli altri scali. Riamerremo in contatto con Iata anche perché riteniamo fondamentale che il coordinamento tecnologico avvenga a livello europeo. È inutile mettere il microchip a Roma se poi, arrivando a Parigi, non c’è un sistema che permetta di rintracciarlo. È assolutamente necessario un sistema omogeneo, che funzioni nei principali aeroporti europei”.

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