Il negozio del futuro è già oggi per Boxeur des Rues. Il concept store 2.0 dello street style è a Milano (con l’Rfid)

Il negozio del futuro? Non bisognerà aspettare per conoscere come sarà. Per Boxeur des Rues, infatti, il negozio del futuro è già realtà. Il brand del fashion street style ha tradotto la sua volontà d’azione, trasformando il flagship store di via Torino (a Milano) in un concept store 2.0. Attraverso Rfid, led wall, social, sensori e magic mirror per lo smart fitting, il mondo fisico e quello virtuale s’incontrano per garantire alla shopping experience un mix di emozioni e servizi veramente innovativi. Negozio del futuro e concept store 2.0

Marchio affermato dello sportswear e dello streetwear ispirato al mondo della boxe francese e dei fight club clandestini di Marsiglia, Boxeur des Rues produce collezioni uomo, donna e bambino per un totale di 1 milione di capi l’anno. Abbigliamento e accessori sono venduti attraverso un canale di 35 negozi diretti in Europa e in Asia, a cui si aggiunge un canale multibrand di oltre 600 punti vendita.

Il domani tecnologico non è mobile. È contestuale

flagship store rfid Boxeur des RuesIl negozio del futuro è dunque atterrato in una delle zone più centrali dello shopping milanese. Dentro e fuori, una costellazione di tecnologie (visibili e invisibili) che rendono più efficienti i processi di vendita portando, allo stesso tempo, innovation. Anzi:… innoFashion. Il progetto è stato realizzato da Temera, provider tecnologico che insieme ai partner Microlog e Tyco ha aiutato Boxeur des Rues a realizzare il negozio del futuro, creando un concept store 2.0 capace di rispettare il look and feel del brand, offrendo tante marce in più a livello di retail management.

“Il negozio del futuro non sarà diverso da quello di oggi – spiega Arcangelo D’Onofrio, Ceo di Temera -. Sarà migliore. Grazie a una nuove forme di intelligenza a livello di sistema, accompagnerà il cliente con discrezione. Non lo farà solo passando dallo smartphone da cui i clienti oggi sembrano non volersi più separare. Lo farà attraverso nuove formule di interazione e di servizio che aiuteranno i consumatori a scegliere quando hanno fretta, ma anche quando desiderano godersi lo shopping con tranquillità. Nel negozio di domani, punto vendita, magazzino e distribuzione saranno integrati al punto da diventare parte di uno stesso organismo, in cui ogni anello della catena dialogherà con gli altri senza cavi o telefoni, attraverso comunicazioni istantanee efficienti e naturali. Le barriere fisiche scompariranno e tutto non ruoterà più attorno alla tecnologia ma all’essere umano”.

In principio c’era, c’è e sempre ci sarà l’Rfid

tag Rfid in negozioPer Boxeur des Rues è stato identificato un ventaglio di soluzioni tecnologiche capaci di anticipare l’evoluzione dei servizi in store, a partire da quell’Rfid, utilizzato per una  molteplicità di motivi: gestire velocemente le operazioni di inventario, ottimizzare il visual merchandising, fare cross selling ma anche come efficace sistema di antifurbo (il tag, infatti, è sull’antitaccheggio).
La codifica dei tag avviene direttamente in negozio: all’arrivo della merce, uno o due commessi si occupano di inizializzare i tag associandoli alle etichette (rigide e a tecnologia duale acusto-magnetica con Rfid a protezione degli articoli).
Operazione di routine a valore aggiunto, soprattutto se si pensa che un tempo per fare l’inventario 9.500 item vengono letti e controllati in soli 65 minuti. Pensando a quanto tempo mediamente impiegano i retailer oggi a gestire gli inventari (ore e ore, con tanti commessi impegnati, spesso in orari impossibili o turni di notte), già questo basterebbe a confermare Boxeur des Rues come un negozio del futuro.
La tecnologia serve anche a identificare un prodotto in esaurimento su un qualsiasi scaffale all’interno del punto vendita: all’operatore basta impugnare il lettore palmare e con un gesto le informazioni sono messe a sistema senza perdere tempo e con il vantaggio di una precisione assoluta.

Nel negozio del futuro specchiarsi è …un gioco da ragazzi

magic mirror e smart fittingL’Rfid non presidia solo la gestione del back end di negozio. Aiuta a proporre associazioni e abbinamenti in maniera divertente e intuitiva sul front end. Come? Grazie a uno specchio magico anzi due, che accolgono i clienti all’ingresso del negozio. Magici perché i clienti, durante la prova di un capo, possono decidere se specchiarsi fronte o retro.
Lo smart fitting, infatti, sarà una delle tecnologie che caratterizzeranno il negozio del futuro, sublimando la digitalizzazione delle informazioni in una risposta che tutti vorrebbero conoscere: quella sui punti ciechi della propria figura. Il magic mirror funziona senza contatto mediante motion capture (lo stesso della Kinect, per intenderci): con un semplice gesto, si può cambiare visuale e decidere se specchiarsi davanti o da dietro, con una precisione di dettaglio fino a oggi impossibile.
Il gioco visuale non è solo una formula di ingaggio. Fa parte di un disegno molto dettagliato di customer experience management. Grazie ai tag, infatti, i lettori dello specchio identificano il capo che il cliente sta provando per proporre tutta una serie di abbinamenti e associazioni studiate dagli stilisti secondo le più originali combinazioni coordinate. E quando lo specchio non ha persone davanti, passa a una modalità stand by associata al più tradizionale digital signage, mostrando contenuti audio/video con lo show reel delle collezioni (sfilate, cataloghi e prodotti). Ma non è solo la tecnologia touchless a rendere il magic mirror di Boxeur des Rues speciale. Grazie a una speciale applicazione del sistema, i clienti possono scattarsi foto e pubblicarle su Facebook o su Twitter, attivando una funzionalità più social all’interazione.

Informazioni a supporto della Business intelligence

contapersone in negozioLa tecnologia del negozio del futuro ha una capacità di dettaglio capace di coniugare diverse fonti informative a supporto della Business Intelligence.
Nel flagship store di via Torino sono integrati anche sistemi per la gestione intelligente del traffico in negozio. Ad esempio i sensori in vetrina che rilevano le espressioni dei passanti davanti alla merce esposta. Oppure i contapersone nei varchi di ingresso al piano terra e al piano rialzato che aiutano il retail manager a studiare la media degli accessi e definire meglio il turno dei commessi in negozio.
O, ancora, i rilevatori termici integrati nei soffitti e che aiutano a capire la distribuzione delle persone nelle varie aree del punto vendita, tra penisole e scaffali, in modo da capire se gli allestimenti sono in linea con i piani di visual merchandising studiati dagli esperti. Nel negozio del futuro tutte queste soluzioni diventeranno degli standard di servizio. Imparare a capirli fin da ora è molto importante per vendere meglio, di più e con un’efficienza straordinaria.

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