Opzioni binarie: il gioco d’azzardo si traveste da trading online

Come andranno le azioni Unicredit nei prossimi 10 minuti? Oppure: fra 20 giorni il cambio euro/dollaro sarà migliorato? Sono domande come queste che stanno spingendo un numero crescente di persone verso il gioco del trading binario o, se preferite, delle opzioni binarie. Un gioco, per così dire, che rientra tecnicamente nel mondo del trading online, ma che assomiglia nei fatti molto più al gioco d’azzardo.

Le opzioni binarie non sono una novità

Le opzioni binarie sono operazioni finanziarie che esistono dai primi anni Ottanta e rientrano nella categoria dei derivati. Come gli altri derivati sono contratti il cui valore dipende dal valore di un bene (come il petrolio, o il dollaro). Giocare coi derivati significa dare, diciamo, un euro a qualcuno il quale si impegna a restituirlo dopo un certo periodo, legando quell’euro al valore in quel preciso momento di un bene (che viene chiamato asset). Se nel corso di quel periodo il valore del bene cresce, colui che ha dato l’euro guadagna denaro. Se invece cala, a guadagnare è chi gliel’ha comprato.

Le opzioni binarie funzionano così, ma a differenza di tutti gli altri derivati permettono a colui che ha messo in gioco l’euro di riscattarlo non soltanto alla scadenza prefissata, ma anche prima, in qualunque momento. Una differenza, come vedremo, tutt’altro che trascurabile.

Le opzioni binarie non sono illegali, ma molto pericolose

Le opzioni binariea 60 secondi sono come una rouletteDi per sé, le piattaforme opzioni binarie non sono meno complicate delle altre operazioni finanziarie e richiedono una competenza notevole per essere gestite con profitto, così come accade come negli altri ambiti del trading online. Tuttavia, nell’ultimo decennio un numero crescente di operatori finanziari in molti paesi del mondo si è reso conto che spingendo all’estremo il meccanismo, il trading binario poteva diventare un prodotto perfetto non tanto per i trader professionisti, ma per il grande pubblico.

Prima di tutto hanno semplificato il meccanismo, trasformando le opzioni binarie in una sorta di roulette, in cui l’investitore (il cliente, insomma) può scegliere anche le opzioni binarie 60 secondi, restando attaccato allo schermo con il dito sul pulsante INVIO nel tentativo di intuire l’attimo giusto in cui riprendere il denaro. Hanno poi esteso a macchia d’olio il numero di asset sui cui i clienti possono investire, includendo le azioni di aziende famose come la Apple e Facebook, il prezzo del grano o del vino francese e consentendo in qualche caso al cliente di scegliere perfino l’asset su cui si sentiva più competente. Per chiudere il cerchio hanno quindi creato su internet piattaforme di trading online facilissime da usare, dove chiunque può entrare in gioco con un paio di click. Le opzioni binarie 60 secondi sono oggi estremamente popolari, perché generano adrenalina in chi le usa.

Non solo adrenalina, fortunatamente. Addentrandosi un po’ più in profondità nella rete, infatti, scopriamo che un numero consistente di persone effettua ricerche quali “trading binario truffa”, “any option bufala” e altre combinazioni analoghe. La promessa di guadagnare i soldi velocemente fa brillare gli occhi, ma fa anche alzare le antenne.

Il trading binario non è trading online

Il trading online è un gioco pericoloso, lo sappiamo. Dal 1999 in poi (anno in cui è stato introdotto in Italia) qualcuno ha guadagnato, ma molti hanno perso. Gli stessi broker di professione, quelli con decenni di esperienza alle spalle, ammettono che prevedere l’andamento di un mercato è spesso impossibile: gli elementi che influenzano il valore di un bene, una valuta o un’azione sono talmente tanti da rendere qualunque modello previsionale soggetto a errori anche macroscopici.

Ma perché il trading binario è così tanto più pericoloso del trading online tradizionale? Perché se è difficile prevedere l’andamento del valore di mercato di qualcosa a medio o lungo termine, fare una previsione a brevissimo termine è semplicemente impossibile. Prendiamo per esempio l’andamento di ieri, venerdì 6 marzo 2015, di Unicredit a Piazza Affari.

trading binario: prevedere è impossibile

Ha ottenuto una leggera crescita e forse (ma non c’è da giurarci) i broker sanno il perché. Ma guardate meglio in grafico e le micro variazioni nel corso della giornata: nessuno è in grado di prevederle. Nessuno. Ecco perché molti tendono ad aver paura del gioco delle opzioni binarie: fanno percepire a chi gioca di avere un controllo che non è reale.

Non c’è naturalmente niente di male nella voglia di rischiare. Fa parte da sempre della natura umana. Ma ci sono tre aspetti importanti da considerare. Il primo è l’opportunità da parte di aziende che hanno le stesse potenzialità di guadagno di un casinò, ma al tempo stesso margini di manovra molto più ampi, di sfruttare la sizuazione a proprio vantaggio. Il secondo è la necessità di proteggere gli individui da rischi di cui non percepiscono la reale portata. Il terzo è il pericolo di sviluppare con il trading binario una dipendenza simile a quella data dalle slot machine o dal poker online. Tutti questi tre aspetti meritano un approfondimento, perché le lacune da colmare sono enormi.

Chi vince con il trading binario?

La risposta è semplice: il banco. Siccome, come dicevamo, è impossibile fare previsioni realistiche su tempi tanto brevi, giocare con le opzioni binarie è come tirare una moneta (si chiamano binarie proprio perché puoi vincere o perdere, senza vie di mezzo) o puntare sul rosso alla roulette. Cominciare è facile, non servono molti soldi. Molti broker (così si chiamano i proprietari dei siti su cui si gioca) offrono opzioni binarie anche per pochi euro. Entrare nel giro quindi è alla portata di tutti. E come accade nel gioco d’azzardo, vincere qualche opzione non è difficile. Se scommetto che il valore dell’azione Unicredit crescerà nei prossimi 10 minuti posso anche vincere, perché no? Tuttavia…

Più che trading online, le opzioni binarie sono gioco d'azzardo

I broker di opzioni binarie offrono una percentuale di guadagno che va dal 70% all’85% del capitale investito. In altre parole: se l’azione Unicredit cresce come avevo predetto il mio euro guadagno varia dai 70 agli 85 centesimi. Se però perdo, perdo tutto: il 100 per cento. Chi gioca con le opzioni binarie lo fa con una strategia e spera di guadagnare a lungo termine grazie alla propria conoscenza dei mercati su cui opera, mettendo in conto di perdere molte partite, ma di vincerne di più.

Chi sono i broker delle opzioni binarie?

Offrire al pubblico il trading in opzioni binarie, dicevamo, non è illegale. Così come non è llegale offrire alla gente strumenti per investire in borsa via internet. E così, visto l’enorme potenziale di guadagno, decine di operatori finanziari hanno iniziato a creare piattaforme per giocare con le opzioni binarie. Nel mondo ce ne sono quasi cento, ma solo pochi di essi hanno ottenuto un’autorizzazione ufficiale dall’Unione Europea e dalla Consob. La lista dei broker autorizzati dalla Consob a operare in Italia si trova qui, ma è difficile da consultare perché quasi sempre i nomi dei siti sono diversi da quelli dei broker che li possiedono. Per esempio, il sito Top Option è autorizzato, ma nella lista della Consob è citato come Safecap Investments LTD. Molti dei broker che operano in Italia hanno sede a Cipro, che sta diventando una specie di paradiso fiscale per il trading online europeo. L’organo cipriota che regola le opzioni binarie è la Consob di quel paese, ovvero il Cyprus Securities and Exchange Commission (CySEC).

Il mondo delle opzioni binarie manca comunque ancora di una vera regolamentazione, tanto in Italia quanto in molti altri paesi europei. È una sorta di Far West del trading online dove gli operatori si appellano a cavilli e vuoti legislativi per continuare a operare. Oggi un broker di opzioni binarie accreditato dalla Consob è assimilato al mondo degli operatori finanziari e non a quello del gioco d’azzardo ed è su questa distinzione che si giocherà la partita negli anni a venire.

Il silenzio assordante dei giornali

Raccogliere le informazioni necessarie per scrivere questo articolo è stato sorprendentement difficile. L’archivio de Il Sole 24 Ore riporta tre articoli sull’argomento, l’ultimo dei quali datato 2013. L’ultimo articolo di Milano Finanza risale al giugno del 2014 ed è la news relativa al lancio di un nuovo prodotto. La pagina italiana di Wikipedia è incredibilmente povera di contenuti e si limita a fornire qualche dettaglio tecnico sul metodo. Cercando il termine opzioni binarie sul sito della Consob il risultato è zero.

Molto italiani, incuriositi dal trading binario, cercano su internet termini come opzioni binarie truffa, opzioni binarie forum o opzioni binarie a 60 secondi. Cercano informazioni indipendenti, ma vengono travolti da centinaia di pagine smaccatamente pubblicitarie e prive di ogni autorevolezza, che spiegano con dovizia di dettagli non solo come funzionano le opzioni binarie, ma anche quanto siano sicure, regolamentate, sperimentate e prive di rischi. Alcune, come questa, sono addirittura ottimizzate con il SEO per apparire in prima pagina su Google quando qualcuno effettua la popolare ricerca opzioni binarie wikipedia!

Opzioni binarie: come funzionano?

Spostandosi sui contenuti in inglese abbiamo trovato qualche contenuto indipendente in più, ma anche un fenomeno molto strano. Cercando su Google parole chiave come binary options official figures (che vuol dire dati ufficiali sulle opzioni binarie) si trovano quotidianamente decine di notizie apparentemente interessanti, che però, dopo aver cliccato, portano su una pagina pubblicitaria gestita da un broker.

Insomma, chi decide di informarsi sulle opzioni binarie finisce in un modo o nel’altro in balia di una fonte d’informazione tutt’altro che imparziale e non ha a disposizione gli strumenti necessari per prendere una decisione consapevole: una situazione grave, che deve essere sanata al più presto possibile.

Le opzioni binarie sono scommesse online travestite da trading

Molto è stato detto e scritto sulla dipendenza dai giochi d’azzardo. Ci sono centri ospedalieri specializzati in questo e molti dati credibili a supporto della tesi seguente: scommettere online è un’attività estremamente pericolosa che può portare rapidamente a una forma acuta di dipendenza e gettare sul lastrico un individuo. Qui, un utile approfondimento.

Questo vale soprattutto in una fase storica dove l’economia stenta a riprendersi e dove il denaro scarseggia nelle tasche della gente. L’idea di trovarsi di fronte a una roulette e puntare tutto sul rosso sapendo di avere quasi il 50% di probabilità di raddoppiare il capitale in un istante può essere irresistibile per chi attraversa una fase di difficoltà. Le opzioni binarie sono però più subdole, perché all’apparenza non dipendono solo dal caso.

Ci è stato impossibile trovare dati credibili sul numero di italiani che gioca con le opzioni binarie: anche questo caso il vuoto d’informazione è stupefacente. Sappiamo però che che le persone che si interessano al fenomeno crescono rapidamente. Nel luglio del 2014 gli italiani che hanno cercato opzioni binarie su Google sono stati 199.240. Nel gennaio dl 2015 erano cresciuti a 326.660. Come abbiamo visto poco fa, ognuno di loro ha trovato quasi esclusivamente pagine che celebrano le opzioni binarie come il sistema più facile e sicuro per guadagnare online.

Grazie a Hernan Seoane,I-5 Design & Manufacture Andrew Macpherson per le foto usate in questo articolo.

Nota: questo articolo sul trading binario ha sollevato un acceso dibattito, soprattutto sui social network. Sono convinto che la discussione sia la base dell’informazione. Quindi, se hai informazioni o pareri sulle opzioni binarie condividile usando i commenti: il tuo contributo sarà prezioso.

12 commenti su “Opzioni binarie: il gioco d’azzardo si traveste da trading online”

  1. L’articolo mi sembra un po’ troppo semplicistico ed atto a “sputare” sul trading…le prossime volte le consiglio di essere un po’ più obiettivo!

    1. Buongiorno. Grazie per il commento. Se ho mancato in considerazione me ne scuso: non era mia intenzione. Mi sarebbe molto utile sapere in cosa ritiene abbia eccessivamente semplificato: è un tema che ci riproponiamo di seguire e potrei pubblicare qualcosa a seguito dei suoi suggerimenti.
      Grazie ancora,
      pc

  2. Ringrazio l’autore per questo articolo, per le sue ricerche e per aver messo in guardia contro i pericoli delle subdole opzioni binarie. Anch’io noto un vuoto d’informazione autorevole al riguardo e questo purtroppo non aiuta le persone a farsi un’idea chiara e quindi a difendersi.
    Perciò ho trovato utile quanto scritto in questo articolo.
    Saluti

    1. ciao Antonio e buon primo maggio.
      il fatto che ti sia accorto anche tu della mancanza di informazioni è un’ottima notizia: significa che sei curioso ma anche attento.
      Ti ringrazio per il complimento: so di avere soltanto scalfito la superficie e mi ripropongo di approfondire a breve.
      continua a seguirci 🙂
      Paolo

  3. Grazie per aver approfondito questo delicato argomento. Basta cercare con Google “piattaforme di trading online” per rendersi conto di quanto siano pervasive e sofisticate le trappole per allocchi: sedicenti riviste di finanza che pubblicano recensioni acritiche ed entusiastiche di broker ‘a zero commissioni’ che permettono di operare con leva o su opzioni binarie; talvolta questi panegirici sono seguiti a pie’ pagina da finti commenti dei lettori che insultano preventivamente chi considera di rivolgersi ad un broker classico per i propri investimenti.

    1. Cao Franco, grazie a te per l’incoraggiamento. Ho fatto anch’io la stessa ricerca e sono rimasto colpito da quanto gli operatori di questo settore investano per occupare tutte le prime posizioni sui motori di ricerca. Evidentemente gli conviene, il che significa che alle opzioni binarie regaliamo davvero tanti, tanti soldi…
      Noi comunque faremo il possibile per approfondire.
      Buona navigazione!
      pc

  4. Codici bonus Opzioni binarie

    Certo che il trading binario funziona, ma funziona ancora meglio se si scelgono broker di elevata qualità, come ad esempio xxxxxxx. Con xxxxxxx in effetti non ci sono paragoni, si guadagna alla grande!

    1. Grazie per il tuo intervento.
      Abbiamo purtroppo dovuto rimuovere gli URL: TBL non fa promozione di siti di trading.
      a presto

  5. Non è gioco d’azzardo basta mettere dei paletti di perdita e di vincita, ovviamente con le leve si rischia guadagni esagerati e relative perdite della stessa grandezza, quindi consiglio di prenderlo come ‘gioco’ e non come investimento.
    Se volete investire rivolgetevi a un professionista che vi aiuterà a costruire un portafoglio diversificato con diversi strumenti in modo ottenere buoni tassi d’interesse con rischi minimi, maggiore è la diversificazione minore è il rischio di perdita perchè dal momento che un asset crolla con gli altri 15/20 vado a coprire le perdite. Accertatevi però che non abbia interessi negli strumenti che vi consiglia.
    Buona vita 😉

  6. Ciao Paolo, anzitutto mi complimento per la qualità dell’articolo. Da alcuni mesi mi occupo della scrittura di articoli online e molti committenti mi offrono la possibilità di scrivere sul tema del trading online (si gaudagna da 1 euro a 6 euro per post). Lo scopo degli articoli è quello di attirare lettori su internet e guadagnare dalla pubblicità sui siti che ospitano i post. Ho notato che la maggior parte di questi sono scritti molto velocemente, presentano parecchi errori di grammatica e una sintassi a dir poco infantile (forse alcuni non sono opera di madrelingua). Insomma, l’obiettivo è solo quello di guadagnare tramite Google AdSense e gli annunci commerciali, ed è per questo che difficilmente si troveranno articoli critici. I siti più seri ospitano articoli leggermente più curati, ma pur sempre scadenti ed ovviamente mai esplicitamente ostili ai broker o ai prodotti recensiti. Come fai notare tu, quello che sorprende non è tanto la presenza sul web di questo genere di post, ma la totale assenza di copertura del fenomeno da parte dei quotidiani nazionali. Forse non si vuole “calpestare i piedi” di un business remunerativo, o forse autorevoli giornali economici, come Il Sole 24 Ore, non intendono sporcarsi le mani con un’attività di investimento giudicata “inferiore” o assimilabile al gioco d’azzardo. Una maggiore diffusione di informazioni indipendenti (che dovrebbero però essere ugualmente retribuite), potrebbe giovare sia agli aspiranti trader che ai broker: pubblicizzare facili guadagni è sempre controproducente, mentre definire il trading online per quello che è (un investimento finanziario che va usato con cautela, conoscenza degli strumenti e consapevolezza dei rischi e dei potenziali guadagni) potrebbe diminuire le critiche, gli equivoci e la quantità di persone che perdono denaro con un impiego supreficiale di questa attività (eventualità che probabilmente non piacerebbe ai broker, ma che migliorerebbe non poco la loro reputazione). Per quanto riguarda il paragone tra opzioni binarie e gioco d’azzardo: a mio parere, qualsiasi investimento finanziario (anche il semplice acquisto di obbligazioni, un prestito o una polizza) costituisce un azzardo se viene “improvvisato”, ossia se non si ragiona razionalmente sul rapporto tra rischi e ricavi. Il problema non è lo strumento in sè, ma l’uso che se ne fa, la possibilità di accedere ad informazioni imparziali sul suo funzionamento e la consapevolezza che il “free lunch” non esiste, come dicono spesso gli economisti di tutto il mondo. E sono proprio i quotidiani, a mio parere, che potrebbero e dovrebbero colmare questo vuoto di informazioni, al fine di tutelare gli aspiranti trader.

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