Produzione industriale e supply chain: l’Internet of things a supporto dei processi produttivi del futuro

Procedure altamente meccanizzate, prodotti intelligenti in grado di adottare misure auto-correttive per evitare danni, singoli componenti riforniti automaticamente, provisioning sulle commesse: la produzione industriale è forse il settore più vicino a un uso maturo della Internet of things. Tra sensori, Rfid e nanotecnologie, il machine to machine (M2M) ha cambiato profondamente i processi, innescando un ripensamento dell’intero ciclo produttivo e delle supply chain collegate.  Al punto che qualcuno parla già di quarta rivoluzione industriale.

processi produttivi nell'era della internet of things

Quali sono le sfide che attendono i responsabili della produzione industriale? E quali strategie si dovranno attuare per vincere?

Una nuova era per la produzione industriale e la logistica

I cambiamenti tecnologici dell’ultimo decennio hanno portato a un progressivo decentramento della produzione industriale che ha avuto notevoli ricadute sui paradigmi del settore manifatturiero. In che modo questo cambiamento influenzerà in concreto i processi di produzione più tradizionali? Gli esperti si interrogano da più parti. Recentemente se lo sono chiesti anche Markus Löffler e Andreas Tschiesner, dirigenti di McKinsey, insieme a Siegfried Dais, manager della società di ingegneria tedesca Bosch.

“L’Internet delle cose, o industria 4.0, porterà il mondo della produzione a essere sempre più connesso e Internet based – ha commentato Dais -. E la logistica? Sarà giocoforza coinvolta in prima linea. Se uno stabilimento opta per un processo produttivo in un’ottica lean mantiene le scorte al minimo gestendo asset e componenti che si trovano costantemente in giro per ogni parte del pianeta. Con l’Internet delle cose, questo sistema deve estendersi oltre i limiti delle singole fabbriche per collegare più fabbriche e arrivando perfino a mettere in collegamento regioni diverse. Ci si chiederà: chi presidierà e come tutto questo sistema distribuito ed esteso?”.

Una produzione industriale lean è altamente funzionale ed efficiente: permette di ridurre le scorte, ma obbliga i produttori a coordinarsi con più fornitori (spesso a livello globale), con tempi di trasporto più lunghi e più fasi di produzione spalmate tra diversi referenti e svariati intelocutori. Il che rende necessario da un lato un sistema di standardizzazione e di condivisione delle informazioni, dall’altro la definizione di un’architettura abbastanza stabile da gestire e supportare tutti questi flussi di processo in entrata e in uscita costanti. Gli sviluppatori dovranno concentrarsi sulla definizione di nuovi algoritmi e applicazioni in grado di intersecare milioni di dati e assicurare che tutto funzioni in modo stabile Nuovi paradigmi meccanismi produzione industrialeattraverso l’intera catena del valore. Parole d’ordine? Tracciabilità, rintracciabilità, trasparenza. Il tutto, naturalmente, secondo un approccio in real time multicanale e multilingua.

“Per raggiungere questi obiettivi – ha aggiunto Dais – ci sono competenze che devono unirsi e lavorare di concerto. Per prima cosa occorre riconoscere il potenziale di cambiamento e di creazione di valore nella produzione industriale (senza contare la riduzione dei costi che si possono ottenere applicando le tecnologie più innovative). In secondo luogo è necessario individuare professionisti in grado di progettare algoritmi robusti, che rendano il sistema facile da usare in modo tale che chi lo utilizzi quotidianamente sia messo in condizione di riconoscere immediatamente i problemi. Solo così sarà possibile reagire immediatamente, senza trovarsi impigliati in una rete di interdipendenze”.

Parole d’ordine: integrazione e standardizzazione

La maggior parte delle aziende pensa ai flussi fisici dei materiali attraverso la supply chain come a un concetto separato rispetto al flusso delle informazioni. La quarta rivoluzione industriale porrà fine a questa disomogeneità. Non ci sarà più una differenza tra dati e materiali, perché i prodotti saranno indissolubilmente legati alle loro informazioni. Grazie all’adozione massiva di smart tagging evoluti (come i tag Rfid, i sensori e le nuove logiche di imagine recognition) gli item diventeranno davvero comunicanti e lo faranno con un’efficienza stellare.

“L’integrazione della supply chain avrà un ruolo decisivo nei nuovi modelli operativi – ha ribadito Tschiesner  -. Il punto sarà integrare completamente in questa catena tutte le informazioni rilevanti. Siamo ancora molto lontani, ma sarà interessante vedere se anche i grandi operatori della supply chain saranno in grado di tenere il passo con la velocità della tecnologia”.

Per far sì che questo meccanismo perfetto non si inceppi, infatti, ci sarà bisogno di nuove forme di collaborazione interdisciplinare che passeranno da una standardizzazione della produzione industriale di nuovo livello. Una macchina dovrà sapere come trattare un dato componente e i singoli componenti, a loro volta, dovranno essere in grado di confermare ciò che verrà fatto loro da quella macchina. Con forme di intelligenza autocorrettiva e forme di aggiornamento proattivo.

“Processi e dispositivi saranno inseparabili – ha aggiunto Löffler – le cose fisiche entreranno a far parte di un unico processo, macchine e flussi di lavoro si fonderanno in un’unica entità secondo un nuovo schema olistico ad alto tasso di informatizzazione”.

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