Rfid nelle gomme del motomondiale: Dunlop porta i sensori nel MotoGP

Sicurezza e monitoraggio spinto nel motociclismo sportivo grazie all’introduzione della tecnologia Rfid nelle gomme. Dopo qualche anno di sperimentazione Dunlop ha annunciato ufficialmente di aver introdotto l’identificazione univoca di ogni singola ruota per controllare al meglio le prestazioni dei pneumatici di cui è fornitore esclusivo per le classi Moto2 e Moto3.

 Rfid nelle gomme del MotoGP

In dettaglio, l’Rfid nelle gomme è di tipo passivo. I tag vengono utilizzati come componenti di un sistema di tracciabilità che consente a Dunlop di avere sempre e in ogni momento una supervisione completa di quali pneumatici siano stati utilizzati, quando e per quanto tempo. In futuro il brand prevede di estendere il monitoraggio anche sul fronte delle prestazioni, per valutare i parametri legati a pressione, stato di usura, temperatura in gara e via dicendo.

“La tecnologia Rfid è già disponibile da un paio di anni in altre categorie – spiega Tony Duffy, Operations Manager di Dunlop -. Rispetto alle nostre attività di ricerca e sviluppo abbiamo condotto vari studi e oggi abbiamo iniziato a testare un’attività sul campo specifica, finalizzata ad analizzare la stabilità dei tag Rfid all’interno dei pneumatici del Motomondiale. Stiamo facendo tuning, lavorando sulla messa a punto dei lettori per controllare la tracciabilità in radiofrequenza, in modo da garantire che nessun pneumatico possa essere perso di vista quando viene utilizzato da una moto che scende in pista. Grazie alla sinergia con il nostro partner tecnico Datalinx stiamo facendo grandi progressi, portando un’importante innovazione nello sport motoristico a livello globale. Siamo sicuri che questa tecnologia sarà un successo nel Motomondiale, già a partire da questa stagione”.

Intelligenza in gara grazie all’Rfid nelle gomme

Rfid nelle gomme DunlopBisogna sottolineare che l’introduzione dell’Rfid nelle gomme non è svincolato da un certo work in progress dovuto all’uso della radiofrequenza e della comunicazione informatica. Il regolamento della Fim (Federazione Italiana Motonautica), infatti, vieta la trasmissione dei dati dalla moto ai box, fatta eccezione per il segnale televisivo utilizzato dalla società spagnola che cura l’organizzazione del MotoGP (Dorna Sports) e che, in ogni caso, non è messo a disposizione delle squadre. La possibilità di utilizzare in questa prima fase i rilevamenti dei chip nelle gomme sono solo a titolo identificativo: i dati confluiscono in un database che archivia le informazioni relative all’utilizzo dei vari treni di pneumatici e non altro di più. Ma l’intelligenza dell’Rfid nelle gomme non serve solo a controllare l’inventario del parco gomme: poter controllare lo stato di ogni singolo pneumatico consente di elevare i livelli di sicurezza permettendo ai responsabili di intervenire con largo anticipo sulla sostituzione di una gomma nel momento in cui il sistema registra una qualsiasi anomalia sospetta. Ecco perché la telemetria grazie allo smart tagging diventa un valore aggiunto importante, migliorando la qualità sportiva.

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