Sicurezza stradale: sempre più Rfid e sensori nelle automobili del presente (e del futuro)

Macchine intelligenti, nel senso di automobili equipaggiate con Rfid e sensori che aumentano la sicurezza stradale. Le smart car (quelle vere, non quella brandizzate) non sono una novità: tutte le vetture oggi hanno a bordo centraline computerizzate complesse, che memorizzano informazioni sull’auto, la sua storia e la sua manutenzione, segnalando al conducente se qualcosa non va (una ruota sgonfia, i freni consumati, la lampadina del faro rotta, ad esempio). Nei modelli più evoluti è possibile impartire comandi vocali e in altri, di ultimissima generazione, i sistemi possono a loro volta parlare (dopo la Kinect, è Siri la nuova via dell’interazione uomo-macchina).

sicurezza stradale grazie all'Rfid

L’Rfid, in particolare, è presente da tanto tempo sulle automobili: per aprire in automatico le portiere (modalità contactless) ogni chiave ha all’interno un tag Rfid, così come funziona con l’Rfid il Telepass che vi fa passare al casello senza fermarvi a pagare (modalità contactless). All’orizzonte, però, si profilano tante altre nuove applicazioni,  votate a migliorare nel profondo l’esperienza di guida (e soprattutto la sicurezza stradale).

Its: Intelligent Transport Systems

Rfid e sensori rientrano nei progetti chiamati Intelligent Transport Systems: quando la tecnologia è parte di un sistema informatico, infatti, permette un livello di controllo maggiore attraverso tre funzioni principali: identificazione, tracciabilità e interazione. Focalizziamoci sull’ambito di sicurezza stradale: quanti vantaggi potrebbe portare sulle strade l’utilizzo dell’Rfid?
I tag, infatti, potrebbero diventare un po’ come l’angelo custode tecnologico degli automobilisti. Dotare una vettura di tag significa fornirla di un vero e proprio documento di identità personale, che si traduce nella possibilità di leggere le auto da una lunga distanza e controllarne i movimenti se integrato in un sistema Gps. Due i benefici immediati: l’identificazione di auto rubate, ma soprattutto la facilitazione a intervenire in caso di incidenti o pericoli causati da pirati della strada. Cosa servirebbe per utilizzare al meglio l’Rfid a tutela della sicurezza stradale?  Un Its che prevede la messa a sistema in modalità standard di tutte le auto equipaggiate di tag, nonché lettori Rfid lungo tutte le strade principali e in dotazione alle forze dell’ordine, oltre che, auspicabilmente, patenti di guida taggate (per associare, nel caso,  l’identità del guidatore al veicolo). Certo, non è poco. Ma è uno sforzo che varrebbe la pena di fare. Ecco perché, in tre punti essenziali.

#1 Sicurezza stradale: l’importanza della prevenzione

Non passa giorno senza che si leggano sui giornali i drammi dovuti all’alta velocità e all’igniavia di quei mostri moderni chiamati (con un eufemismo) pirati della strada. Solo quando saremo in grado di evitare certe tragedie potremo finalmente parlare di sicurezza stradale. E la tecnologia Rfid farà la differenza, ad esempio aiutando le forze dell’ordine nell’identificazione e nella cattura di teppisti colpevoli di eccesso di velocità. Sono sistemi che in realtà esistono già, ma usano le telecamere al posto dell’identificazione a radio frequenza. Con l’Rfid il sistema potrebbe nettamente migliorare. Ecco come: i lettori Rfid, collegati a misuratori di velocità, potrebbero rilevare immediatamente l’infrazione e permettere alle autorità preposte alla sicurezza di intervenire. Ma non solo: si potrebbe comunicare in tempo reale con il guidatore, avvisandolo del pericolo per esortarlo a moderare la velocità (comunicandogli anche  la notifica dell’infrazione, con l’importo esatto della multa).

#2 Lavori in corso (e in sicurezza)

In alcune zone o condizioni climatiche le connessioni satellitari sono meno efficaci e il processo di aggiornamento dei dispositivi di navigazione può risultare troppo lento. Ciò significa che i dati a nostra disposizione potrebbero non essere sempre aggiornati. A discapito della sicurezza stradale. I segnali e i limiti di velocità modificati sono difficili da individuare in condizioni climatiche avverse: ciò rappresenta un pericolo per chi si trova alla guida, ma anche  (nel caso di lavori in corso) per il personale addetto alla manutenzione stradale, che svolge un lavoro per cui rischia costantemente la propria vita. La risposta a questo problema potrebbe essere la creazione dei segnali stradali …parlanti, cioè dotati di tag Rfid che comunicano con la centralina dei veicoli in modo da segnalare al guidatore le informazioni necessarie.

#3 Incidenti… più sicuri

Gli incidenti sono una triste realtà contro la quale gli operatori della sicurezza stradale e le forze dell’ordine lottano ogni giorno. Quando si tratta di salvare vite umane un intervento celere dei soccorritori e l’arrivo tempestivo delle autorità può fare la differenza. Per la squadra di soccorso, soprattutto, è importante ricevere il prima possibile (in modo completo e chiaro) tutte le informazioni relative alla dinamica dell’incidente. Un esempio? In caso di grave sinistro, agli operatori basterebbe effettuare la scansione del tag Rfid impiantato nel parabrezza o nella targa per ottenere informazioni complete su come rimuovere il tetto dell’auto in modo sicuro, per estrarre nel modo meno dannoso possibile tutti i passeggeri e portarli in salvo. Il vantaggio più significativo di questo sistema è che le informazioni possono essere accessibili velocemente, senza dipendere da reti o collegamenti satellitari. Ma non è tutto: anche l’adozione di patenti di guida smart, permetterebbe di identificare la vittima in pochi secondi e ottenere tutte le  informazioni sanitarie necessarie per soccorrerla al meglio e garantire maggiore sicurezza stradale.

Ci sono investimenti e …investimenti

Non c’è che dire: un nuovo approccio a favore della sicurezza stradale è possibile (e auspicabile). Tra i programmi in pista più avanzati va citato l’European eCall grazie al quale entro il 2014 almeno 230 milioni di autovetture disporranno di un sistema che, in caso di collisione, chiamerà in automatico il numero 112 comunicando la posizione della vettura, anche se ignota agli occupanti.
È vero che i costi di questi sistemi sono consistenti. Ma, anche se non è bello dirlo, gli investimenti tecnologici saranno in gran parte finanziati con i risparmi ottenuti dall’abbattimento del numero degli incidenti, che solo nell’Europa Occidentale costano ogni anno alla Ue qualcosa come 160 miliardi di euro. Senza contare che un aumento della sicurezza stradale porta non solo a meno incidenti automobilistici e a una qualità della vita migliore per tutti, ma anche a un ambiente di lavoro più sicuro per gli agenti di polizia, per le squadre di soccorso e per gli operatori stradali.

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