A Parma alcune aziende leader della produzione e distribuzione di prodotti alimentari (tra cui Auchan, Conad, Danone, Kraft Foods e Nestlè) hanno siglato un accordo per un progetto di tracciabilità volto all’utilizzo della tecnologia RFID come standard per identificare nella filiera colli e pallet di prodotti freschi.

Il progetto, denominato RFID Logistics pilot III, arriva a culmine di una attività di trasferimento tecnologico iniziata alcuni anni fa in seno al laboratorio RFID Lab dell’Università degli Studi di Parma attraverso alcuni progetti di ricerca. In particolare il primo, concluso nell’ottobre 2008, si proponeva di testare sul campo, e verificare a livello di filiera, la fattibilità tecnologica e i benefici derivanti dell’utilizzo della tecnologia RFID e del sistema Electronic Product Code (EPC) all’interno di una supply chain di beni di largo consumo, principalmente in termini di riduzione di costo totale logistico. Il progetto ha mostrato che l’impiego della tecnologia RFID è in grado di generare un ritorno economico per gli attori della filiera logistica, in termini di riduzione del costo logistico, a cui si aggiungono potenziali incrementi di fatturato derivanti da riduzione dell’out-of-stock sul punto vendita, fenomeno particolarmente critico nel contesto del largo consumo per prodotti continuativi e promozionali.

Una tracciabilità che premia (ed è premiata)

Forte dei risultati conseguiti, e del successo del progetto RFID Logistics Pilot (premiato con il prestigioso riconoscimento RFID Italia Award nel 2009), RFID Lab ha effettuato una seconda sperimentazione sul campo, denominata RFID Logistics Pilot II. Il nuovo progetto di tracciabilità evoluta è stato condotto sui punti vendita Auchan di Curno e Roncadelle, nel periodo di sperimentazione Aprile-Settembre 2011. Un importante risultato del progetto è stata la possibilità di evidenziare che, nel settore dei prodotti freschi di libero servizio, la tecnologia RFID può incrementare di circa l’1,75% il fatturato del reparto. In particolare, i principali contributi economici che l’RFID può apportare sono relativi alla riduzione di out-of-stock, numero di prodotti scaduti e capitale immobilizzato, a cui va aggiunto un sensibile incremento della freschezza del prodotto fornito al consumatore finale (+18%). Da questa positiva sperimentazione è nata l’idea di un proseguimento e di un’estensione delle attività, denominato, per continuità, RFID Logistics Pilot III. Rispetto ai progetti precedenti però le prerogative sono radialmente diverse.

Finalità del nuovo progetto

Il nuovo progetto si pone l’ambizioso obiettivo di costituire una base di partenza per un successivo roll-out operativo, che conduca all’effettivo utilizzo della tecnologia RFID nella supply chain dei prodotti freschi per una tracciabilità a 360°. In altri termini a fronte di risultati positivi, la sperimentazione non verrà interrotta ma piuttosto estesa a monte e valle, coinvolgendo operativamente altri produttori e distributori.

“Si tratta di una value proposition molto semplice ma efficace e forse l’unica possibile – sottolinea Antonio Rizzi, responsabile di RFID Lab e coordinatore del progetto -. Il costo del tag viene sostenuto dal produttore che ottiene in cambio dal retailer visibilità sulla parte della supply chain di valle, fino allo scaffale del punto vendita. Grazie a questo tipo di tracciabilità entrambi gli attori ottimizzano i propri processi e sono in grado di aumentare il fatturato e ridurre il costo totale logistico del prodotto”.

Rispetto ai precedenti progetti di tracciabilità, la nuova sperimentazione prevede già dalla prima fase il coinvolgimento di un numero maggiore di fornitori e referenze, così da apprezzare anche i benefici che la tecnologia RFID può apportare nelle fasi a monte della supply chain. Il progetto prevede in particolare la taggatura di circa 60.000 colli di referenze Danone e Nestlè Buitoni, che verranno monitorati mediante tecnologia RFID dal centro di distribuzione del fornitore fino allo scaffale di 3 punti vendita Auchan, passando per la piattaforma distributiva Auchan di Calcinate (BG). I benefici saranno misurati sia in termini operativi, ad esempio al centro di distribuzione in fase di spedizione e ricevimento, sia a livello di punto vendita, monitorando in particolare i livelli di out-of-stock e di prodotti scaduti.

Sinergia in cordata per una distribuzione che sa guardare lontano

La  tracciabilità Rfid è un tema di grande attenzione: hanno già formalizzato la propria adesione 5 importanti aziende, tra cui Auchan, Conad, Danone in partnership con il proprio operatore logistico Stef Italia, Kraft Foods e Nestlè. Altre importanti insegne della distribuzione come ad es. COOP Adriatica, stanno formalizzando o valutando l’adesione. RFID Lab svolgerà il coordinamento scientifico, il project management e la parte di progettazione e analisi degli indicatori di performance. EPC Global, attraverso Indicod-ECR metterà a disposizione gli standard su cui si basa il progetto. Id-Solutions, spinoff dell’università di Parma, seguirà le integrazioni hardware e software secondo lo schema collaudato nelle precedenti esperienze.
La prima fase del progetto RFID Logistics Pilot III avrà una durata di circa 10 mesi. Dopo di che, il modello di tracciabilità Rfid potrà essere scalato verso monte o verso valle coinvolgendo direttamente in primis gli altri produttori e distributori coinvolti nel progetto, ma anche altri attori che nel frattempo si dovessero aggiungere.